assicurazioni, costi, pensione

L’Rc auto? Si può risparmiare il 50%

11 aprile 2005 – Corriere Economia – Pagina 19

La tariffa per un impiegato a Milano va da 499 a 786 euro , a Roma da 620 a 993. Un pensionato può spenderne 500 a Torino, 1.632 a Napoli

Dimezzare il premio Rc auto? Si può e senza perdere tempo nel visitare più agenzie o consultando freneticamente i siti Internet delle compagnie. Lo dimostra la simulazione realizzata da Corriere Economia grazie al recente servizio di comparazione «Check it auto», creato dall’Aiba (lAssociazione italiana dei broker di assicurazione).

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Piani pensionistici, l’ affilata forbice dei costi. Ipotizzando un rendimento annuo del 4% le spese mediamente incidono per l’ 1,4%

Il futuro dei Pip, i piani pensionistici, l’ alternativa individuale ai fondi pensione, sarà contrassegnato da un indicatore sul livello di «inquinamento» delle commissioni. Il «Costo percentuale medio annuo» (Cpma) identificherà quanto pesano tutte le spese sul rendimento finale ed è uno dei nuovi elementi di trasparenza imposto dall’ Isvap (l’ Istituto di vigilanza sulle assicurazioni). Con questo dato, contenuto nella scheda informativa, verrà evidenziato di quanto si riduce ogni anno, per effetto dei costi, il potenziale tasso di rendimento del contratto rispetto a quello di un’ analoga operazione ipoteticamente non gravata da spese. Così, ad esempio, se per un Pip di 10 anni l’ indicatore è dell’ 1%, questo significa che i costi ridurranno di un’ analoga percentuale la performance finanziaria del prodotto. Se i gestori hanno offerto un rendimento del 4%, ecco che per l’ assicurato il capitale investito verrebbe rivalutato solo del 3%. Si tratta di un indicatore orientativo in quanto calcolato su un prefissato tasso di rendimento lordo del fondo (4% annuo), se il rendimento reale risulterà più alto l’ incidenza dei costi ovviamente si riduce. Il parametro offrirà però ai clienti una base chiara e sicura per «pesare» esattamente tutti i costi che gravano sulla polizza: da quelli sul versamento («caricamenti») a quelli sul rendimento annuo («commissioni di gestione»). Il parametro, inoltre, faciliterà i confronti tra i vari prodotti. Nella tabella qui a fianco abbiamo calcolato il costo medio annuo di 12 Pip dopo 20 e 30 anni dalla sottoscrizione. Il tasso ipotetico di rivalutazione del fondo è stato calcolato al 4% annuo. Le sorprese non mancano: polizze che in partenza sembrerebbero più leggere perché con bassi caricamenti, alla fine mostrano un costo medio annuo elevato, per via della «zavorra» di commissioni di gestione superiori all’ 1%. E altre che prevedono tasse iniziali del 7% risultano estremamente convenienti. Il costo medio sulla durata ventennale è dell’ 1,42%; a trenta si scende all’ 1,27%. Dopo 20 anni di versamenti il costo minimo è dello 0,74%, quello massimo del 2,70%. Questo significa che per il cliente della prima polizza il rendimento netto annuo scenderà dal 4% al 3,26%, mentre per il secondo la performance dimagrirà fino all’ 1,3%. Paolo Golinucci

Golinucci Paolo

Pagina 21
(21 marzo 2005) – Corriere Economia

polizze vita

Patentino, chi fa lo sconto

Il patentino per i ragazzi dai 14 ai 17 anni è ormai un obbligo. Ma sono oltre 700 mila i giovani che non hanno ancora conseguito questo certificato di idoneità. Che cosa succede se vostro figlio continua a guidare il motorino pur non avendo superato l’ esame di idoneità? Se un minore viene fermato senza patentino rischia grosso: sequestro del ciclomotore per due mesi e multa di 516 euro. Un salasso che si accompagna anche alla perdita del paracadute assicurativo della polizza Rc auto. Se il giovane guidatore, sprovvisto del patentino, provoca un incidente alla guida del ciclomotore, il danno causato ai terzi viene risarcito dalla compagnia di assicurazione, che può recuperare l’ importo pagato rivalendosi sui genitori del minore, in quanto alla guida senza le necessarie prescrizioni. Alcune compagnie, però, hanno deciso di venire incontro ai genitori. Vediamo come. Il gruppo Ras (Allianz Subalpina, Genialloyd, Ras) fino al 31 ottobre non applicherà alcuna rivalsa. Fino al 30 settembre «deroga alla rivalsa» anche per Lloyd Adriatico: rientra tra le iniziative intraprese dalla compagnia a favore dei giovani, come la campagna di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale lanciata lo scorso aprile. (www.lifeisbeautiful.it). Anche il gruppo Toro (Toro Assicurazioni, Nuova Tirrena, Lloyd Italico) sta valutando un atteggiamento più clemente verso chi non ha ancora il patentino. Come pure Aurora Assicurazioni, che valuterà caso per caso se esercitare la rivalsa o meno. E chi ha una compagnia più rigida, che non deroga al principio della «rivalsa»? Può essere utile dare un’ occhiata alla polizza «responsabilità civile della famiglia»: la clausola, se presente nel contratto, che mette al riparo i genitori dal rischio di risarcire gli incidenti da motorino è quella per cui si garantiscono «i danni provocati a terzi dalla guida di veicoli a motore da parte di figli minorenni non in possesso delle necessarie abilitazioni». Un ombrello utile per dormire sonni più tranquilli in un’ estate che si preannuncia molto calda in tutti i sensi. Paolo Golinucci

Golinucci Paolo

Pagina 19
(5 luglio 2004) – Corriere Economia

polizze vita

I centauri? Una delusione. Su 27 prodotti lanciati dal ‘ 97 solo 2 valgono più del minimo garantito

Beati i primi. Mentre gli ultimi devono ancora stringere i denti. Le index linked – le polizze vita agganciate a un paniere di titoli o di azioni – non hanno deluso i fan della prima ora. Ma chi ha scelto questi prodotti sull’ onda del loro successo, e delle aggressive campagna pubblicitarie che le promuovevano, deve incrociare le dita e sperare in una frenetica e lunga corsa del Toro. Lanciate come la soluzione ideale per investire in Borsa con il paracadute – cioè garantendo la restituzione del capitale più un bonus – alla prova dei fatti molte di questi prodotti, detti centauri perché accoppiano un contratto assicurativo con l’ investimento in Borsa, hanno dimostrato di avere un paracadute assai poco sicuro. Alla scadenza, infatti, riconosceranno rendimenti nettamente inferiori a quelli che si sarebbe ottenuti investendo la stessa somma su un tranquillo Btp. Sono queste le considerazioni che si possono ricavare dalla tabella pubblicata qui a fianco che esamina 27 polizze index linked emesse dal 1997 al 2003 con scadenza che va dal 2005 al 2009. Per ogni prodotto vengono indicati tre dati fondamentali: il minimo garantito a scadenza. Cioè il rendimento offerto dalla polizza se si perderà la scommessa sulla Borsa; il valore raggiunto dalla polizza a fine aprile (o meglio il valore del titolo obbligazionario che contiene la performance). Questo dato serve per farsi un’ idea di quanto i mercati siano andati nella direzione sperata; il valore di riscatto nel caso in cui il sottoscrittore volesse uscire prima del tempo. Su 27 prodotti solo due hanno ha un valore attuale superiore al minimo garantito e quindi si può dire che, finora, la scommessa su un rialzo della Borsa è risultata vincente per l’ investitore. In 10 casi su 27, invece, il sottoscrittore che volesse chiedere il rimborso anticipato incasserebbe meno di quanto versato. Per lo più si tratta di contratti recenti e quindi è presto per tirare una conclusione definitiva. Ma quanti dei sottoscrittori sono a conoscenza che chiudendo la polizza prima del tempo non c’ è alcuna protezione del capitale investito? Altre 4 o 5 polizze hanno un valore di riscatto intorno alla pari: tenendo conto dell’ inflazione e delle spese, quindi, l’ investimento finora è in rosso. I dati sono aggiornati a fine aprile in un momento positivo per i mercati finanziari che nelle settimane successive hanno perso più di qualche colpo. Come si può vedere le polizze di vecchia data sono quelle che hanno offerto i risultati migliori. O meno deludenti. Ad esempio Previndex 10/97, lanciata da Milano assicurazioni e legata all’ indice Dax tedesco, ha un minimo garantito del 167% ma chi volesse riscattarla ora incasserebbe il 183,73%, con una performance del 12% annuo (poco più del 9% annuo composto). La soluzione di Fondiaria, legata alla borsa tedesca, Unico in Borsa 6/97, riconosce in caso di riscatto il 165,31% di quanto investito. Anche My life indice – creata dal Lloyd Adriatico nel 1997 con prestazioni agganciate agli indici Smi (Svizzera), Dax (Germania) e Mib 30 – garantisce una somma superiore al minimo garantito con un rendimento annuo del 5%. Deludenti le performance delle polizze iniziate dopo il giro di boa del nuovo millennio: a due o tre anni dalla scadenza molte sono ancora sotto la pari. Un altro dato da sottolineare è la progressiva riduzione del rendimento minimo previsto. Se le polizze lanciate nel 1997 garantivano, nella formula decennale, un rendimento minimo anche del 60-79%, quelle più recenti sono decisamente avare. E’ vero che i tassi sono ulteriormente scesi, ma garantire solo il capitale investito è davvero poco. Paolo Golinucci

Golinucci Paolo

Pagina 15
(21 giugno 2004) – Corriere Economia

polizze vita

Doppia auto? Si paga meno. Molte compagnie applicano tariffe agevolate. Ecco come sfruttarle

In famiglia entra un’auto nuova? Ora si può risparmiare sulla polizza di responsabilità civile. Molte compagnie, dando seguito al protocollo siglato con i consumatori e all’ invito dell’ Isvap, l’ organo di vigilanza sul settore, inseriscono la vettura in una classe di bonus malus più favorevole rispetto al passato. Fino a qualche mese fa, invece, veniva applicata quasi sempre la classe d’ ingresso: la 14a. Con un aggravio di costi non indifferenti. E una disparità di trattamento ingiustificata: a vetture guidate dalle stesse persone venivano, infatti, applicate tariffe diverse. Ecco comunque le offerte di 10 compagnie a chi, già cliente, vuole assicurare una seconda auto intestata al coniuge o a un familiare convivente (ad esempio, i figli). Genialloyd, Toro e Unipol sono le tre compagnie che riservano le condizioni migliori: la classe di partenza è la medesima di quella già in corso con la prima autovettura (con il limite della 4a per Toro). A conti fatti, questo significa uno sconto di oltre il 70% sulla tariffa della seconda polizza (rispetto all’ inserimento in 14a classe). Da segnalare però che Genialloyd e Unipol prevedono l’ agevolazione solo allo stesso assicurato o al coniuge in comunione dei beni, sono quindi esclusi i figli o altri familiari conviventi. Una nutrita schiera di compagnie riconosce una discesa di 5 scalini, con sconto di circa il 25%. Ad esempio Fondiaria-Sai, Milano, Maa, Reale Mutua e Sara fissano come classe di partenza la nona. Di 3 classi è la discesa prevista da Zurich, mentre Generali «abbuona» un solo gradino. Ras riconosce una riduzione della tariffa se tutti i mezzi del nucleo familiare sono assicurati e un ulteriore bonus se non ci sono stati incidenti. Ma quanto si può risparmiare grazie alle offerte speciali? Ipotizziamo un impiegato quarantenne residente a Milano che ha la propria autovettura assicurata nella prima classe di merito (non fa, quindi, incidenti da parecchi anni) e che acquista una Fiat Panda (13 cv) intestata alla moglie. Se la compagnia attribuisce la stesa classe di merito maturata dal marito si spendono in media 390 euro, mentre se viene applicata la 14a classe d’ ingresso la spesa s’ impenna fino a 790 euro. La differenza è notevole, come si può vedere. Attenzione però a leggere bene le clausole contrattuali: in genere le agevolazioni si applicano solo alle autovetture nuove o appena volturate al Pra. Nel caso in cui si chieda di stipulare la polizza per una seconda autovettura di famiglia, già assicurata presso altra società, la classe di assegnazione è invece quella riportata nell’ attestato di rischio rilasciato dalla vecchia compagnia. Addio sconti, quindi. Paolo Golinucci

Golinucci Paolo

Pagina 16
(15 marzo 2004) – Corriere Economia

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Mutui e polizza, una buona accoppiata. Per chi compra casa l’ assicurazione contro l’ incendio è d’ obbligo. Che cosa bisogna sapere per evitare rischi Per un finanziamento di 100.000 euro, allo sportello se ne spendono da 102 a 632

La casa? Nuova e con il paracadute. Chi acquista un appartamento ricorrendo al mutuo deve stipulare obbligatoriamente una polizza contro l’ incendio. Si tratta di una garanzia che permette, in caso di incidente, di ottenere dall’ assicurazione un rimborso pari al costo di ricostruzione dell’ immobile sul quale è stata accesa un’ ipoteca e di estinguere così il debito con la banca. Una protezione, insieme all’ eventuale polizza sulla vita, che però fa lievitare i costi del prestito. Ma è meglio accettare il pacchetto completo (prestito più polizza) offerto dalla banca o è preferibile far da sé? E cioè rivolgersi alla propria compagnia di fiducia e stipulare in proprio la copertura assicurativa? La banca, infatti, non può imporre la propria polizza. Anche se, non si può negare, gli istituti propongono soluzioni estremamente convenienti (si vedano le tabelle). INCENDIO – La prima polizza con cui chi stipula un mutuo deve fare i conti è quella contro l’ incendio dell’ abitazione. Una formula che, in genere, prevede altre garanzie quali il fulmine, l’ esplosione, lo scoppio. Viene chiesta obbligatoriamente dalla banca all’ erogazione del prestito. Il motivo? Proteggere l’ immobile ottenuto in garanzia. Se non accetta quella proposta dalla banca, il mutuatario deve presentare all’ erogazione del finanziamento una specifica polizza con l’ apposita clausola di vincolo in favore della banca. In pratica, nel caso di un incidente che distrugga l’ appartamento, prima di rimborsare i danni al mutuatario l’ assicurazione deve ricevere il benestare dalla banca; la compagnia, inoltre, deve informare l’ istituto di credito nel caso in cui il sottoscrittore non paghi il premio, rendendo inefficace la copertura assicurativa. In caso d’ incidente la compagnia rimborsa il cliente che può continuare a pagare le rate del mutuo o decidere di estinguerlo. Ma in certe soluzioni è possibile che la banca reclami per sé un importo pari alla quota del prestito non ancora rimborsato. E’ bene, quindi, leggere con attenzione le clausole del contratto. Non è sempre facile capire quanto costa la polizza. Spesso, infatti, la banca inserisce la copertura contro l’ incendio come costo una tantum nelle spese per l’ accensione del mutuo, senza altri oneri aggiuntivi. Purtroppo l’ Abi, l’ Associazione bancaria italiana, non ha ancora fatto chiarezza su questo punto importante: è una spesa obbligatoria, quindi va inserita tra le voci che compongono l’ Isc, l’ indice sintetico di costo, o il Taeg (Tasso annuo effettivo globale) per un facile confronto tra i mutui offerti dalle varie banche. Tanto più che vi sono alcuni istituti, come SanPaolo Imi, Bipop-Carire e CariBologna, che offrono la copertura assicurativa gratuitamente (il costo rientra nelle spese del mutuo). Altre garanzie accessorie coprono dai danni derivanti da eventi atmosferici (trombe d’ aria, uragani) e atti vandalici e dolosi. Banca Woolwich, Banca di Brescia e Divisione Mutui sono le sole fra gli istituti esaminati, che offrono persino la copertura contro i rischi di catastrofi (terremoto e alluvioni). Prima di firmare il contratto occorre fare attenzione anche alla forma di assicurazione proposta. Per avere una vera protezione dell’ immobile è bene che il rimborso sia pari al valore di ricostruzione «a nuovo», quindi con il prezzo d’ acquisto indicizzato al costo della vita. Se invece la polizza assicura un rimborso decrescente, pari al debito residuo del mutuo (che si riduce anno dopo anno), l’ unico a essere tranquillo è l’ istituto di credito (come nel caso di Banca Woolwich e Divisione Mutui) che in caso di incendio otterrà il risarcimento della parte di capitale non rimborsato. In questo caso, il mutuatario potrebbe trovarsi nei pasticci, poiché non deve più pagare il mutuo, ma non ha diritto ad altro indennizzo per la ricostruzione del fabbricato. I COSTI – Nella tabella abbiamo riportato le condizioni delle polizze offerte dalle banche a chi chiede un mutuo di 15 anni per l’ acquisto di una casa. Il premio indicato è quello previsto per ogni 100.000 euro di valore dell’ immobile. La spesa minima va dai 102 euro di Banca Intesa ai 600 euro del Banco di Brescia per arrivare ai 631 euro della proposta di Deutsche Bank (che, però, è calcolata al metro quadrato, indipendentemente dal valore dell’ immobile). Il costo della polizza, in genere, è da versare per intero alla stipula del mutuo (una una tantum di cui è bene tener conto preventivando le spese da sostenere). Mentre in alcuni casi (Banco Brescia e Deutsche Bank) è previsto il pagamento di un premio annuo. La spesa, quindi, viene dilazionata nel tempo: si va da un minimo di 6,83 a un massimo di 42,13 euro l’ anno per ogni 100.000 euro assicurati. CONVENIENZA – La conclusione di questo confronto è che le polizze contro l’ incendio, il fulmine e lo scoppio dell’ appartamento acquistato con il mutuo offerte dalle banche, sono quasi sempre più convenienti rispetto a quelle proposta da agenti e broker. Le polizze tradizionali, infatti, costano dai 25 ai 70 euro l’ anno per ogni 100.000 euro di valore assicurato dell’ immobile a seconda del pacchetto di garanzie scelto. I prodotti acquistati al di fuori degli istituti, però, possono essere più completi: possono essere arricchiti, ad esempio, con coperture per i danni da rottura tubazioni e le relative spese di ricerca del guasto, dai danni all’ impianto ed apparecchi elettrici ed elettronici per corto circuito, all’ arredamento derivanti da un furto e, infine, della responsabilità civile nei confronti dei vicini di casa e delle persone che frequentano l’ abitazione. Paolo Golinucci

Golinucci Paolo

Pagina 18
(2 febbraio 2004) – Corriere Economia

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Rc auto, in rete si risparmia il 30%

Rc auto, il risparmio corre nella Rete. Per i bravi automobilisti le polizze sottoscritte via telefono o Internet costano, in media, il 30% in meno rispetto alle formule tradizionali. Lo dimostrano le quattro tabelle pubblicate qui sotto dove sono confrontate le tariffe offerte dalle compagnie dirette attive sul mercato – Genertel (gruppo Generali, http://www.genertel.it), Genialloyd (Allianz Ras, http://www.genialloyd.it), Linear (Unipol, http://www.linear.it), Zuritel (Zurich, www zuritel.it), Dialogo (gruppo Fondiaria-Sai, http://www.dialogo.it), Direct Line (emanazione dell’ omonimo colosso britannico, http://www.directline.it) – per 4 diversi automobilisti. I premi medi tradizionali sono stati calcolati grazie all’ uso di alcuni motori di ricerca assicurativa (si veda Corriere Economia di lunedì 7 luglio). Ma come si giustificano questi ribassi? Sono dovuti solo all’ assenza di un intermediario? Sicuramente no. Se le compagnie tradizionali spendono mediamente il 17,5% dei premi (di cui il 9-10% va all’ agente), quelle dirette o telefoniche, pur non avendo intermediari, sostengono lo stesso costi significativi. La ragione di una così forte differenza nei premi tra i due sistemi distributivi va ricercata nel tipo di tariffa: le compagnie dirette adottano una personalizzazione spinta per offrire maggiori sconti agli automobilisti con un attestato di ottimi guidatori, scartando così quelli più a rischio. Ma se si provoca un incidente l’ aggravio, in termini di bonus malus, può essere notevole. Ricordiamo che in base alle ultime normative, nei siti Internet delle compagnie è possibile ottenere preventivi sempre aggiornati e vincolanti per 60 giorni. Per una ricerca più facile si può consultare il sito dell’ Isvap (www.isvap.it) che contiene i link o sfruttare alcuni siti specializzati (come http://www.tariffercauto.it o http://www.prezzircauto.it o http://www.6sicuro.it). IL NEOPATENTATO. Il caso è quello di uno studente di 20 anni che si assicura per la prima volta. Risiede a Milano, è inquadrato nella classe 14 di bonus malus e guida una Fiat punto 1.2 con 14 cv. Come si può vedere non è un cliente particolarmente gradito alle compagnie telefoniche. Solo Dialogo – 1.206 euro, la più conveniente – e Genialloyd (1453 euro) – prevedono premi inferiori alla media delle assicurazioni tradizionali che è di 1.594. Genertel sta poco sopra, ma ha un massimale di 2.600.000 euro contro i 2.500.000 medi. Da segnalare l’ offerta di Dialogo, una compagnia particolarmente attenta al pubblico femminile: se ad assicurarsi è una ragazza ventenne il premio scende a soli 938,10 euro. IL RAPPRESENTANTE. Ha 30 anni, vive a Roma, è nella classe quarta, possiede una Fiat Stilo 19cv diesel. E’ di Linear la migliore offerta, a 839,15 euro, quasi tutte le telefoniche stanno molto sotto i mille euro, mentre le compagnie tradizionali sono in media a 1.110 euro. Molto favorevole l’ offerta di Dialogo per le donne: solo 533 euro. LO STATALE. Il quarantenne impiegato pubblico di Milano ha in Genialloyd il miglior premio, 561 euro, per assicurare in 9a classe la Golf di 17cv. La tariffa tradizionale in media è di 938 euro e tutte le compagnie dirette stanno abbondantemente sotto. Ancora da segnalare l’ offerta di Dialogo per il gentil sesso: solo 463 euro. IL QUADRO. Il 53enne impiegato di Milano, con Fiat punto di cv 14 e classe di merito 1, si vede offrire 242,87 euro da Zuritel, 284 da Genertel e mediamente 409 euro dalle compagnie tradizionali. Alle donne Dialogo fa spendere solo 209 euro. PREVENTIVI – Rispetto al monitoraggio delle tariffe Rc auto pubblicato lunedì scorso, le tariffe di Zurigo assicurazioni sono state ridotte. Questi i premi applicati per i 4 profili analizzati: 1.509 euro per lo studente ventenne (invece di 1.698); 1.072 euro per il rappresentante di 30 anni (invece di 1.161); 919 per l’ impiegato 40enne (invece di 992); 604 per il pensionato (712 euro). Paolo Golinucci

Golinucci Paolo

Pagina 17
(14 luglio 2003) – Corriere Economia