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LLOYD’S:John Neal nuovo CEO dal 15/10/2018

John Neal sostituisce Inga Beale come amministratore delegato di Lloyd’s:l’ex direttore generale di QBE, John Neal, assumerà il ruolo di prossimo amministratore delegato di Lloyd’s dal 15 ottobre.

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L’annuncio segue un incontro del Consiglio dei Lloyd’s, dove la sua nomina a successore di Inga Beale e’ stata approvata all’unanimità.

Neal (nella foto), ha lasciato l’assicuratore australiano QBE alla fine del 2017.

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Nel confermare la nomina, Bruce Carnegie-Brown, presidente di Lloyd’s, ha dichiarato: “A nome del mercato, sono lieto di dare il benvenuto a John in Lloyd’s.

“La sua vasta esperienza sia a livello di Lloyd’s che a livello internazionale, inclusi gli Stati Uniti, porterà nuove intuizioni e nuove idee in un momento difficile per il settore assicurativo globale.”

“John continuerà l’attenzione di Lloyd nel fornire redditività sostenibile, attraverso una combinazione di disciplina della sottoscrizione e modernizzazione del mercato.

“Una priorità immediata sarà il successo del lancio della filiale di Lloyd’s a Bruxelles, che consentirà a Lloyd’s di continuare a servire i suoi clienti nello Spazio economico europeo dopo Brexit”.

E Carnegie-Brown ha mostrato il suo apprezzamento per il lavoro che Beale aveva fatto durante il suo tempo nel ruolo.

Beale ha guidato il mercato dei Lloyd dal 2014 e si è concentrata sulla modernizzazione, incluso il suo sistema PPL per il collocamento elettronico, nonché iniziative di diversità e inclusione per attrarre talenti ai Lloyd’s.

Beale ha inoltre presieduto l’espansione degli hub oltremare di Lloyd, tra cui Lloyd’s China, i nuovi uffici di Dubai e India, e il suo nuovo hub Brexit per gli affari continentali, gestito da Bruxelles.

Carnegie-Brown ha dichiarato: “Sono grato a Inga per la leadership che ha fornito a Lloyd’s negli ultimi cinque anni, durante un periodo difficile per il mercato. Ha guidato il programma di ammodernamento del mercato, il cui successo è evidente non da ultimo nel recente rapido aumento dei volumi di collocamento elettronico e nel lancio del Lloyd’s Lab. “

Neal è stato amministratore delegato di QBE per cinque anni tra il 2012 e il 2017, dopo aver ricoperto il ruolo di Chief Underwriting Officer e Chief Operating Officer (COO) nelle attività europee dell’assicuratore.

Ha esperienza incoraggiando partnership tecnologiche assicurative, come Cytora e RiskGenius, in linea con il nuovo incubatore tecnologico del Lloyd’s Lab.

Neal ha dichiarato: “Sono entusiasta di avere l’opportunità di guidare Lloyd’s, e lo farò con la stessa emozione che provavo quando, nel 1985, ero entrato per la prima volta nella sala assuntiva.

“Il settore assicurativo sta affrontando molte sfide. Per 330 anni il mercato dei Lloyd’s ha dimostrato la sua capacità di innovare e adattarsi, e non vedo l’ora di fare la mia parte per garantire che questo mercato unico rimanga all’avanguardia nell’assicurazione e riassicurazione commerciale aziendale e specialistica globale “.

I Lloyd’s hanno annunciato alla fine di agosto che il suo COO, Vincent Vandendael, lascerà la Corporation dopo quasi sei anni.

Vandendael si trasferirà a Everest Insurance come CEO di assicurazione internazionale all’inizio del 2019.

Sull’annuncio di partenza di Beale a giugno, il CEO uscente del Lloyd ha commentato: “La decisione di partire è stata dura e quando verrà il momento mi mancheranno l’energia, lo spirito innovativo e l’esperienza che trovo ogni giorno lavorativo.

“Leading Lloyd’s è un onore e sono orgoglioso di aver contribuito a garantire che rimanga rilevante e adatto allo scopo per il futuro. Il mondo si fida di Lloyd’s per essere lì quando è più importante e credo che sia ben posizionato per i prossimi 330 anni “, ha aggiunto Beale.

Source: InsuranceTimes

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Casi di CYBER RISK & PHISING : false email da Agenzia delle Entrate – Banche – Inps

È un acronimo tra la parola inglese fishing, pescare, e phreaking, vocabolo che indica la manipolazione dei telefoni e delle reti telefoniche. Il phishing è la tipologia di truffa più diffusa on line e secondo i dati diffusi da Sophos (leader mondiale per la protezione delle reti e dell’endpoint) il 41% delle aziende subisce attacchi di phishing ogni giorno e circa il 30% di queste e-mail vengono aperte.Anche l’Italia è terreno fertile per i cyber criminali. L’ultimo caso, come denunciato ieri dall’Agenzia delle entrate, riguarda false e-mail, apparentemente provenienti dall’Assistenza servizi telematici dell’Agenzia, ma in realtà inviate da un indirizzo contraffatto, aventi come oggetto il rimborso di una quota non dovuta del canone Rai. Nel testo del messaggio di posta elettronica si comunica il riconoscimento di un parziale rimborso di 14,90 euro, per ottenere il quale si rimanda a una richiesta sull’indirizzo web del sito dell’Agenzia. Il link indicato, tuttavia, rimanda a un sito fraudolento dove, una volta inseriti i propri dati, questi vengono prontamente utilizzati dai truffatori per rubare i soldi agli ignari abbonati.   cyber       Una settimana fa la Polizia postale aveva, invece, segnalato un’attività di phishing ai danni di diversi istituti bancari. Nelle e-mail ricevute dagli utenti veniva chiesto al destinatario di collegarsi all’apparente home page dell’istituto bancario per procedere alla conferma dei propri dati e consentire l’aggiornamento dei sistemi di sicurezza. A inizio agosto, era stata la volta dell’Inps. In quel caso l’esca della cyber truffa era un falso rimborso da 785,05 euro usato per dirottare gli utenti verso una pagina web nella quale veniva indicato un importo associato a un numero di fattura con l’obiettivo di indurre le vittime a inserire le loro credenziali bancarie. «LA PRIMA cosa da fare quando si riceve una mail è controllare subito l’indirizzo del mittente. Di solito lo spam arriva da un mittente che può avere come nome la dicitura, ad esempio, della propria banca o dell’ente scelto ai fini della truffa, ma basta visualizzare l’indirizzo effettivo – di norma facilmente riconoscibile per la presenza di strani suffissi – per scoprire che non corrisponde a quello dell’intestatario dichiarato nella mail». Secondo Giulio Pascali, avvocato esperto in Privacy e Diritto delle nuove tecnologie, per non incappare nel phishing basta seguire alcune semplici regole. «Le mail delle banche, così come quelle delle poste, raramente hanno dei link all’interno da cliccare. Normalmente, per effettuare le operazioni, viene richiesto di accedere alla propria area personale. Il semplice fatto che, all’interno di una mail venga chiesto di cliccare su un link per ottenere un rimborso, effettuare un pagamento o inserire i propri dati, è già la spia di qualcosa che non va. Se, prima di chiudere e cestinare la mail, si vuole fare un’ulteriore verifica, basta passare con il mouse sul link sospetto senza cliccarlo e verrà visualizzato l’indirizzo completo che normalmente rimanda a una pagina estera».

Fonte : Giulia Prosperetti – Il Resto del Carlino 22 agosto 2018