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Ordini, ai clienti tutte le indicazioni sulle assicurazioni professionali

Da giovedi’ scorso i cittadini che devono rivolgersi ai professionisti hanno una garanzia in più. Il 15 agosto ha infatti debuttato l’obbligo per gli iscritti agli Albi di assicurarsi per i danni provocati dall’attività professionale, compresa la custodia di documenti e valori. I clienti, al momento di affidare l’incarico, possono ottenere tutte le informazioni sulle polizze stipulate – gli estremi, i massimali e le variazioni – e valutare così quali sono le possibilità di essere risarciti se il lavoro dei professionisti causa un pregiudizio.
Attenzione, però: le polizze non sono diventate obbligatorie per tutti. Infatti, il vincolo di assicurarsi – introdotto dal Dl 138 del 2011 e attuato dal Dpr 137 del 2012 – coinvolge solo alcuni professionisti iscritti agli Albi. È escluso, quindi, tutto l’universo delle associazioni: in base alla legge 4 del 2013, per le categorie “non organizzate” la copertura è solo «eventuale». Restano fuori dall’obbligo di assicurarsi anche i professionisti della sanità (che hanno ottenuto il rinvio ad agosto del 2014) e gli avvocati (che aspettano indicazioni dal ministero della Giustizia).
Ma, anche all’interno delle categorie investite da Ferragosto dall’obbligo di stipulare una polizza, non è infrequente imbattersi in professionisti che ancora non hanno provveduto. Fanno eccezione i notai: nel 1999 il Notariato ha stipulato un’assicurazione che copre tutti gli iscritti all’Ordine. Invece, in altre categorie la quota dei professionisti assicurati si aggira intorno alla metà degli iscritti.
Del resto, l’obbligo di stipulare le polizze per la responsabilità professionale ha debuttato senza sanzioni. Chi lo infrange, infatti, commette illecito disciplinare, con le verifiche e le eventuali sanzioni (dal semplice avvertimento alla radiazione, in base alla gravità) a carico degli Ordini. Che però non faranno partire i controlli prima di settembre.
Un avvio soft, quindi, in parte giustificato dalle difficoltà per i professionisti di individuare la copertura giusta. Il settore delle assicurazioni, infatti, si è presentato all’appuntamento con le polizze professionali con un’offerta scarsa: vale a dire con pochi prodotti pensati su misura per le diverse categorie. Inoltre, i professionisti possono mettersi in regola con l’obbligo di assicurarsi anche non negoziando autonomamente una polizza ma aderendo alle convenzioni collettive che i Consigli nazionali di riferimento possono stipulare: in alcuni casi, il percorso degli Ordini per individuare l’assicurazione si è concluso da poco.
In ogni caso, i clienti hanno la possibilità di scegliere se affidarsi a un professionista assicurato o no e anche di valutare le condizioni della polizza. Infatti, il Dpr 137 del 2012 impone ai professionisti di rendere noti ai clienti, al momento dell’assunzione dell’incarico, gli estremi della polizza, il massimale e tutte le variazioni successive. È evidente che rivolgersi a un professionista con un’assicurazione con un massimale elevato, piuttosto che a un collega senza coperture, offre più garanzie di essere risarciti in tempi brevi. Infatti, chi non ha una polizza deve rispondere alle richieste di indennizzo – se fondate ed eventualmente confermate dai giudici – attingendo alle proprie risorse. Per i clienti danneggiati, si tratta di una strada di certo più complicata per ottenere la riparazione del danno rispetto a quella di bussare alla porta dell’assicurazione, soprattutto quando i valori in gioco sono elevati.

LE CATEGORIE ESCLUSE

Le associazioni

L’obbligo di stipulare una polizza professionale non coinvolge i professionisti “senz’Albo”. Infatti il vincolo è stato introdotto dal Dl 138 del 2011 e attuato dal Dpr 137 del 2012: disposizioni dedicate solo agli Ordini. Invece, la legge 4 del 2013, dedicata al mondo delle associazioni, parla dell’assicurazione solo come «eventuale»

Gli avvocati

Restano per ora fuori dall’obbligo di assicurarsi gli avvocati. La riforma forense (legge 247 del 2012) impone ai legali di stipulare polizze per i danni causati dall’attività professionale e contro gli infortuni. Prima, però, il ministero della Giustizia deve stabilire le condizioni essenziali e i massimali minimi

Le professioni sanitarie

A medici, veterinari, farmacisti, psicologi e tutti gli altri professionisti della sanità il Dl del fare (69 del 2013) ha concesso una proroga di un anno. L’obbligo di assicurazione si applicherà quindi dal 15 agosto 2014

Fonte : Valentina Maglione – il Sole 24 Ore – lunedi’ 19 agosto 2013iaarms3-230x142

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Scatta la polizza dei professionisti Ma non per medici e avvocati

Da domani assicurazione obbligatoria. A settembre i primi controlli

Tempo scaduto. Per i professionisti oggi è il termine ultimo per adeguarsi alla norma che obbliga alla copertura assicurativa. Da domani chi non sarà garantito da una polizza non potrà esercitare la libera professione. La norma in realtà era stata introdotta dalla riforma delle professioni del 2012 ma, dietro esplicita richiesta delle categorie, l’assicurazione obbligatoria è stata posticipata di un anno ed entra in vigore proprio domani. Il punto è che la polizza obbligatoria è un costo (spesso non indifferente) e arriva in un momento di crisi durissima per quasi tutte le categorie che, non a caso, hanno stentato molto ad adeguarsi alla nuova norma. Gli unici ad aver ottenuto una proroga (per motivi diversi) sono i medici e gli avvocati. Quasi tutti si sono scatenati alla caccia di convenzioni adeguate ai diversi profili professionali: dai giovani che possono permettersi solo polizze a basso costo ai grandi studi professionali a cui servono massimali importanti.

«L’obbligo di polizza va nella direzione della tutela dei cittadini e dei professionisti – spiega Marina Calderone, presidente del Coordinamento unitario delle professioni -. L’intervento dei Consigli Nazionali è utile per creare le migliori condizioni di mercato da poter offrire agli iscritti. Le convenzioni sottoscritte servono da un lato a individuare tutte le attività tipiche della professione e dall’altro a fornire ai professionisti una proposta assicurativa quanto più adatta alle proprie esigenze. Con le convenzioni nazionali speriamo di sopperire a una delle maggiori criticità della norma che è la mancanza di obbligo per le compagnie di assicurare il professionista. Introdurre criteri similari a quelli previsti per la RC auto, come il bonus-malus , crea un differenziale tra i professionisti ma obbliga le compagnie ad assicurarli».

Il mondo delle professioni si è adeguato con tempistiche e modalità diverse: i pionieri sono i notai che già dal 2006 si sono dotati di una polizza che copre tutta la categoria e assicurarsi è diventato obbligatorio. Altra categoria molto sensibile al tema assicurativo è quella dei commercialisti che già da tempo hanno siglato una convenzione per la copertura da eventuali danni derivanti dall’esercizio della professione. Rapidi sono stati anche i consulenti del lavoro che hanno siglato una convenzione con una compagnia che applica il meccanismo del bonus malus in caso di sinistri (in modo da evitare le disdette delle compagnie assicuratrici). In generale tutte le professioni dell’area giuridico-economica (a parte gli avvocati) si sono adeguate abbastanza rapidamente a una norma che nasce con l’obiettivo dichiarato di tutelare gli utenti dai danni derivanti da errori colposi o negligenze dei professionisti.

Qualche esitazione in più si è registrata presso le professioni tecniche. A parte qualche eccezione (per esempio gli agronomi) i professionisti dell’area tecnica si sono presi il massimo del tempo sondando diversi broker per individuare la convenzione più adatta ai loro assistiti. «Noi abbiamo ascoltato molte proposte e costruito diverse opzioni per i nostri iscritti – spiega Armando Zambrano, presidente degli ingegneri – ma abbiamo scelto di non siglare nessuna convenzione unica. La nostra è una categoria variegata, comprende professionisti con attività, rischi e profili diversi. La priorità è tutelare i colleghi in maggiore difficoltà: per esempio per i giovani è prevista una polizza da 135 euro al mese per cercare di non incidere su fatturati già ampiamente provati dalla crisi».

Da oggi comunque chi non si assicura commette un illecito disciplinare che dovrà essere sanzionato dai Consigli nazionali che però hanno fatto sapere che non avvieranno controlli prima di settembre. Il tempo di adeguarsi.

Fonte: ISidoro Trovato – CORRIERE DELLA SERA – giovedi’ 15 agosto 2013 –

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