assicurazioni, imprese, polizze

Perchè acquistare una RC amministratori?

Per quale motivo una società dovrebbe acquistare una polizza “Responsabilità Civile Amministratori“? 

 

1. Le responsabilità personali degli amministratori sono illimitate e nello svolgere dei loro compiti quotidiani tali persone sono esposte personalmente ad azioni legali, investigazioni e procedimenti penali. Senza assicurazione, un amministratore può essere costretto ad indebitarsi solo per riuscire a pagare i costi di difesa legali, tipicamente da sostenere per un lungo periodo di tempo.

2. Gli Amministratori così come i Sindaci sono tra loro solidalmente responsabili: da ciò ne deriva che l’atto illecito di uno può avere conseguenze rilevanti sugli altri (anche se questi ultimi avevano agito correttamente). Da qui l’importanza di sottoscrivere assicurazioni professionali.

3. Esiste un crescente numero di Organismi Governativi che può indagare una società e vi è una crescente attenzione verso le società di più piccole dimensioni. Anche quando non esistono inizialmente accuse verso un amministratore o un dirigente, poter disporre prontamente e gratuitamente di un rappresentante legale durante ntali investigazioni puo’ essere utile per uscirne nel migliore dei modi.

Esempi di sentenze sulla responsabilità civile amministratori di società a questo link

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Responsabilità Civile Amministratori

Amministratori, Dirigenti e Sindaci di qualunque società di capitali, qualunque essa sia per dimensioni o per natura dell’attività svolta, hanno notevoli responsabilità personali per via dei doveri di fiducia derivanti dalla loro posizione.

Quando un Amministratore o un Dirigente viene accusato del mancato rispetto di tali doveri, verranno avanzate contro di lui azioni legali con conseguenze “devastanti” anche nel caso in cui fosse innocente.

Un comune fraintendimento è che gli Amministratori di una Società di diritto provato abbiano responsabilità personali limitate: NON È COSÌ. infatti essi sono illimitatamente responsabili e ne rispondono col proprio patrimonio personale. Da qui l’importanza delle assicurazioni professionali.

Esiste una specifica polizza (RC Professionale) che stipulata dall’azienda, opera a favore di Amministratori, Dirigenti, “amministratori di fatto”, Sindaci, tenendoli indenni dalle perdite pecuniarie derivanti dagli atti illeciti commessi nelle loro funzioni manageriali e di supervisione, tutelandone il patrimonio personale.

Garantisce piena copertura per le loro responsabilità e comprende il pagamento dei costi di difesa legale e quelli sostenuti per presenziare ad indagini.

Per quale motivo una società dovrebbe acquistare una polizza “Responsabilità Civile Amministratori“? 

1. Le responsabilità personali degli amministratori sono illimitate, e nello svolgere dei loro compiti quotidiani tali persone sono esposte personalmente ad azioni legali, investigazioni e procedimenti penali. Senza assicurazione di RC professionale, un amministratore può essere costretto ad indebitarsi solo per riuscire a pagare i costi di difesa legali, tipicamente da sostenere per un lungo periodo di tempo.

2. Gli Amministratori così come i Sindaci sono tra loro solidalmente responsabili: da ciò deriva che l’atto illecito di uno può avere conseguenze rilevanti sugli altri (anche se questi ultimi avevano agito correttamente).

3. Esiste un crescente numero di Organismi Governativi che può indagare una società e vi è una crescente attenzione verso le società di più piccole dimensioni. Anche quando non esistono inizialmente accuse verso un amministratore o un dirigente, è di certo utile disporre prontamente e gratuitamente di un rappresentante legale durante tali investigazioni.

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Raccolta premi primi nove mesi 2011 in Italia

L’Autorità ISVAP  ha elaborato i dati relativi ai premi lordi contabilizzati del portafoglio diretto italiano nei rami vita e danni nei primi nove mesi del 2011. I dati riguardano le imprese di assicurazione nazionali e le Rappresentanze per l’Italia di imprese di assicurazione con sede legale in Stati non appartenenti allo Spazio Economico Europeo (S.E.E.).

Raccolta premi globale

La raccolta premi realizzata complessivamente nei rami vita e danni dalle imprese nazionali e dalle Rappresentanze in Italia di imprese extra S.E.E. nei primi nove mesi del 2011 ammonta a 81.908,2 milioni di euro, con un decremento del 13% rispetto al corrispondente periodo del 2010.

In particolare, i premi vita, pari a 56.195,3 milioni di euro, subiscono una riduzione del 18,7% rispetto al corrispondente periodo del 2010 (nel quale la raccolta premi, in valore assoluto, aveva registrato il massimo storico), con un’incidenza sul portafoglio globale vita e danni che si attesta al 68,6% (73,4% nello stesso periodo del 2010), mentre il portafoglio danni, che totalizza 25.712,9 milioni di euro, cresce del 2,8%, con un’incidenza del 31,4% sul portafoglio globale (26,6% nello stesso periodo del 2010).

Rami vita

I dati relativi alla raccolta realizzata nei rami vita sono riportati nel prospetto n. 1. Nello specifico il ramo I (assicurazioni sulla durata della vita umana) con 42.664,8 milioni di euro, registra una riduzione del 17,8% rispetto allo stesso periodo del 2010; il ramo III (assicurazioni le cui prestazioni principali sono direttamente collegate al valore di quote di OICR o di fondi interni ovvero a indici o ad altri valori di riferimento), con 9.833,4 milioni di euro, si riduce del 18,2% rispetto ai primi nove mesi del 2010; la raccolta del ramo V (operazioni di capitalizzazione) ammonta a 2.490,5 milioni di euro, con un decremento del 34,7%. Tali rami incidono sul totale premi vita rispettivamente per il 75,9%, per il 17,5% e per il 4,4% (rispettivamente il 75,1%, il 17,4% e il 5,5% nello stesso periodo del 2010).

Per quanto riguarda i restanti rami, i premi del ramo VI (fondi pensione: 1.104,9 milioni di euro, con un decremento del 14% rispetto ai primi tre trimestri del 2010), rappresentano il 2% della raccolta vita (1,9% nei primi nove mesi del 2010).

Con riferimento al complesso dei patrimoni gestiti per i fondi pensione, pari a 9.492,2 milioni di euro, si registra un incremento del 10,5% rispetto alla situazione risultante al 30 settembre 2010. Al 30 settembre 2011 il patrimonio complessivo relativo ai fondi pensione gestito dalle imprese di assicurazione è così ripartito: fondi pensione aperti (3.569,2 milioni di euro), fondi pensione negoziali con garanzia (3.307,4 milioni di euro), fondi pensione negoziali senza garanzia non ricompresi nel ramo VI (2.615,6 milioni di euro).

La raccolta relativa alle assicurazioni complementari (75,6 milioni di euro) e alle assicurazioni di ramo IV (assicurazioni malattia a lungo termine non rescindibili: 26,1 milioni di euro) incide, infine, per il restante 0,2% sul totale premi vita.

La ripartizione per canale distributivo della raccolta premi mostra che gli sportelli bancari e postali intermediano il 57,9% del portafoglio vita (63,1% nel corrispondente periodo del 2010). Seguono i promotori finanziari (17,7% rispetto al 15,3% nei primi nove mesi del 2010), le agenzie con mandato (13,9% rispetto al 13% nei primi nove mesi del 2010), le agenzie in economia e gerenze (9,2% rispetto al 7,2% nel corrispondente periodo del 2010), i brokers (1% rispetto allo 0,9% nei primi nove mesi del 2010) e le altre forme di vendita diretta (0,3% rispetto allo 0,5% nel corrispondente periodo del 2010).

 Rami danni

Il portafoglio premi dei rami R.C. autoveicoli terrestri e R.C. veicoli marittimi, lacustri e fluviali ammonta complessivamente a 13.136,5 milioni di euro (+5,6% rispetto ai primi nove mesi del 2010), con un’incidenza del 51,1% sul totale rami danni (49,8% nell’analogo periodo del 2010) e del 16% sulla raccolta complessiva (13,2% nei primi nove mesi del 2010).

Tra gli altri rami danni, quelli con raccolta più elevata sono: Corpi di veicoli terrestri con un’incidenza sul totale premi danni dell’8,1% (8,6% nei primi nove mesi del 2010), Infortuni con il 7,9% (8,1% nei primi nove mesi del 2010), R.C. generale con il 7,4% (7,7% nel 2010), Altri danni ai beni con il 6,8% (come nel 2010), Malattia con il 5,6% (5,8% nel 2010), Incendio ed elementi naturali con il 5,5% (5,7% nel 2010).

L’analisi per canale distributivo continua a evidenziare la preponderanza della quota raccolta attraverso le agenzie con mandato, anche se la stessa è in leggera contrazione rispetto al corrispondente periodo del 2010. Infatti, tale canale colloca l’82,3% della globalità del portafoglio danni (83,1% nello stesso periodo del 2010) e l’88,4% del portafoglio relativo al solo ramo R.C. auto (89,7% nel corrispondente periodo del 2010). Da segnalare, inoltre, la crescita della quota intermediata dalle altre forme di vendita diretta, sia con riguardo alla globalità del portafoglio danni (5,2% rispetto al 4,3% nei primi nove mesi del 2010), sia con riferimento al solo ramo R.C. auto (7,1% rispetto al 6,1% nei primi nove mesi del 2010).

polizze

Polizze e mutui: nuovi vincoli per intermediari e banche

Con l’entrata in vigore il 28/12/2011 della LEGGE 214/2011 “DECRETO MONTI”  è vietato per una banca o istituto che eroga un mutuo pretendere la sottoscrizione da parte del cliente di un contratto di assicurazione erogato dalla medesima banca. Sparisce cosi’ una pratica diffusa di obbligare il mutuatario a stipulare polizze sull’incendio dell’abitazione, o sulla vita, con la stessa banca.L’art. 36 bis della citata legge “Ulteriori disposizioni in materia di tutela della concorrenza nel settore del credito”  ha modificato il codice del consumo (D. lgs. 206/2005) introducendo il comma 3 bis all’art. 21 che recita: “E’ considerata scorretta la pratica commerciale di una banca, di un istituto di credito o di un intermediario finanziario che, ai fini della stipula di un contratto di mutuo, obbliga il cliente alla sottoscrizione di una polizza assicurativa erogata dalla medesima banca, istituto o intermediario”.
La disposizione di legge è già operativa e riguarda banche e intermediari finanziari che svolgano contemporaneamente il ruolo di intermediari assicurativi.

L’ISVAP ha emanato la nuova disciplina delle polizze legate ai mutui. La norma regolamentare che viene introdotta con il Provvedimento 2946 stabilisce che gli intermediari assicurativi, ivi incluse le banche e altri intermediari finanziari, non possono ricoprire simultaneamente il ruolo di distributori di polizze e di beneficiari (o vincolatari) delle stesse. Si è posto fine in tal modo a un conflitto d’interesse penalizzante per i consumatori.

La disposizione, che entrerà in vigore il 2 aprile 2012 in modo da offrire agli operatori un congruo periodo di adeguamento, è stata adottata al termine di un processo di pubblica consultazione che ha interessato, oltre al mercato, le principali Associazioni dei Consumatori che hanno condiviso l’impostazione del provvedimento.

L’intervento regolamentare trae origine dalla rilevazione di prassi di mercato pregiudizievoli per i consumatori nell’offerta di polizze in cui gli intermediari assumono anche la veste di beneficiari (o vincolatari), in un mercato – quello delle polizze connesse a mutui e prestiti da parte di banche e intermediari finanziari – che ha raccolto 2,4 miliardi di euro nel 2010.

Già nel 2009 l’ISVAP aveva effettuato una prima indagine sulla distribuzione delle polizze assicurative abbinate a mutui e prestiti personali, rilevando che:

  1. 1)  le polizze abbinate a mutui e prestiti, sebbene non obbligatorie, sono di fatto imposte dalla banca e dagli intermediari finanziari al cliente quale condizione per accedere al mutuo o al prestito;
  2. 2)  le polizze sono vendute quasi esclusivamente in forma di premio unico, da pagare anticipatamente all’atto dell’accensione del mutuo o prestito, spesso con aggiunta del premio all’importo finanziato;
  3. 3)  la banca (o l’intermediario finanziario) richiede al cliente di essere designata come beneficiaria o vincolataria delle prestazioni offerte dalla polizza allo scopo quasi esclusivo di soddisfare propri interessi (protezione della posizione creditoria, riduzione del capitale di vigilanza, immediatezza della riscossione in caso di sinistro);
  4. 4)  la banca (o l’intermediario finanziario) ottiene il soddisfacimento di tali interessi facendo gravare il costo della polizza sul cliente e richiedendo l’applicazione di provvigioni esorbitanti;
  5. 5)  a causa di tali politiche di prezzo, le polizze in abbinamento a mutui o prestiti presentano aliquote provvigionali medie più elevate (44% con punte del 79%) rispetto a quelle distribuite dagli agenti (20%).

Ad esito dell’indagine l’Autorità, dopo aver sollecitato, senza esiti significativi, le principali associazioni di categoria ad intervenire sui propri aderenti allo scopo di creare le condizioni per introdurre maggiore concorrenza e ridurre i livelli provvigionali, era intervenuta con un primo Regolamento (n. 35), poi parzialmente annullato dal TAR del Lazio per vizi procedurali.

Nell’ambito della seconda pubblica consultazione, l’ISVAP nell’aprile 2011 ha effettuato una nuova indagine conoscitiva sulle polizze abbinate a mutui e finanziamenti che non ha evidenziato modifiche nelle pratiche di vendita, continuandosi a registrare l’applicazione di livelli provvigionali molto elevati, con punte dell’80% dei premi. A mero titolo di esempio, sono risultati casi in cui ad un cliente di 40 anni per un’assicurazione temporanea per il caso di morte a copertura di un mutuo ventennale di 200.000 euro è stato chiesto un premio in unica soluzione di 9.636 euro, di cui 3.854 euro per la copertura tecnica del rischio e 5.782 euro per costi complessivi, di cui 5.011 a titolo di provvigione per l’attività di intermediazione (ossia il 52% del premio complessivo).

Fonte :Isvap – Comunicato stampa del 6 dicembre 2011