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15 giugno 2012- il Governo ha deliberato sulle Professioni Regolamentate

 

Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare uno sche ma di regolamento di attuazione dei principi dettati dall’articolo 3, comma 5, del Decreto Legge n. 138 del 2011 in materia di professioni regolamentate.

Il DPR riguarda tutte le professioni ordinistiche, fatte salve in particolare le specificità di quelle sanitarie.

Lo sche ma di decreto contiene misure volte a garantire l’effettivo svolgimento dell’attività formativa durante il tirocinio e il suo adeguamento costante all’esigenza di assicurare il miglior esercizio della professione e quindi l’interesse dell’utenza.

È prevista l’obbligatorietà della formazione continua permanente. La violazione di questi obblighi è sanzionata disciplinarmente. È stabilita inoltre l’obbligatorietà dell’assicurazione per i rischi derivanti dall’esercizio dell’attività professionale, della quale deve essere data notizia al cliente. La funzione disciplinare è affidata ad organi diversi da quelli aventi funzioni amministrative; allo scopo è prevista l’incompatibilità della carica di consigliere dell’Ordine territoriale o di consigliere nazionale con quella di membro dei consigli di disciplina territoriali e nazionali corrispondenti.

La pubblicità informativa è consentita con ogni mezzo e può anche avere ad oggetto, oltre all’attività professionale esercitata, i titoli e le specializzazioni del professionista, l’organizzazione dello studio ed i compensi praticati.

Con l’entrata in vigore del decreto in esame saranno abrogate tutte le norme incompatibili con quelle introdotte dal predetto. Successivamente, il Governo, entro il 31 dicembre 2012, provvederà a raccogliere le disposizioni aventi forza di legge che non risultano abrogate per effetto dell’articolo 3, comma 5 bis, del citato Decreto Legge.

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Sparisce la polizza anticalamità dal Dl sulla Protezione civile

In archivio, almeno al momento, la polizza sulle catastrofi. Negli scorsi giorni le commissioni riunite Affari costituzionali e Ambiente della Camera dei deputati hanno approvato una serie di emendamenti soppressivi dell’articolo 2 del decreto legge 59 del 2012, ovvero quello relativo alle coperture assicurative su base volontaria contro i rischi di danni derivanti da calamità naturali.

Il relatore della commissione Ambiente, Salvatore Margiotta (Pd), spiega che però le commissioni hanno dato disponibilità al Governo per una procedura accelerata su un progetto di legge che riguardi lo stesso argomento, ma con un esame parlamentare più approfondito. «Non c’era una contrarietà di principio – spiega Margiotta – ma non era possibile dare il via libera, con un rimando a un regolamento successivo al quale fosse affidata una nuova mappatura sismica del territorio nazionale». E aggiunge: «Il rischio è che i premi siano troppo alti nelle zone sismiche e troppo bassi in quelle non sismiche. Così la polizza verrebbe fatta solo nelle zone in cui non serve. La soluzione potrebbe essere quella adottata in altri paesi, ovvero che entro un certo limite interviene comunque lo Stato, ma oltre quella cifra, per il delta rappresentato dall’intervento statale e il valore dell’immobile, si lascia spazio a un’assicurazione privata».

 

Le critiche che aveva accolto la proposta governativa, sicuramente corretta nei presupposti ma indebolita da una tecnica legislativa molto approssimativa, hanno quindi suscitato una bocciatura, anche se sarebbe bastato chiarire se effettivamente lo Stato non avrebbe più fornito aiuti a chi non avesse sottoscritto la polizza, rendendola così di fatto obbligatoria, e dare indicazioni più precise per affrontare i costi dell’assicurazione.

 

Il testo del Dl quindi arriverà all’esame dell’aula della Camera senza l’articolo sull’assicurazione volontaria sulle catastrofi (più o meno volontaria: non è che si fosse capito benissimo). In linea di principio l’Assemblea potrebbe pur sempre ripresentarla, però l’orientamento condiviso per la soppressione dovrebbe escludere un’evenienza di questo tipo. Anche se l’esigenza di affrontare l’argomento resta. Forse è troppo ambizioso per il momento – data la scadenza elettorale comunque ravvicinata – poter pensare di mettere in cantiere un intervento più ambizioso come una legge quadro (di cui pure si comincia a parlare nei gruppi parlamentari) sui terremoti, per un complesso di interventi omogenei, ed evitare che a seconda dell’assottigliarsi dei fondi disponibili, la tutela pubblica riconosciuta ai colpiti da calamità vada riducendosi. 

Fonte: Il Sole 24 ore – 15 giugno 2012 – Antonio Criscione , Saverio Fossati

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dal 1 luglio piu’ concorrenza per le polizze vita legate a Mutui o finanziamenti al consumo

Polizze vita più trasparenti e maggiore concorrenza. E’ il risultato del primo decreto attuativo delle legge sulle liberalizzazioni (27/2012) pubblicato il 3 maggio dall’ Isvap e che fissa i contenuti minimi della polizza vita collegata all’ erogazione di un mutuo o al credito al consumo. Che cosa cambia Nel regolamento n. 40 l’ Istituto di vigilanza conferma che dal prossimo luglio se l’ erogazione del prestito è condizionata alla sottoscrizione di una polizza sulla vita, l’ assicurato non è obbligatorio comprare quella proposta dall’ istituto di credito o da un altro intermediario, i quali devono comunque sottoporre al cliente almeno due preventivi di due differenti gruppi assicurativi. E’ inoltre previsto che all’ avvio delle trattative, la banca e la finanziaria diano informativa scritta all’ assicurato di questa facoltà concedendogli un termine non inferiore a 10 giorni lavorativi per ricercare sul mercato un contratto più conveniente a quelli che gli sono stati sottoposti. La polizza eventualmente scelta deve essere accettata dalla banca purché corrisponda alle condizioni minime stabilite o dall’ intermediario senza modifiche nei tassi del prestito. Stop anche al doppio ruolo: la banca non può essere beneficiaria dell’ assicurazione sulla vita e contemporaneamente guadagnare commissioni dal suo collocamento. Tipologia e durata Ma quale polizza è meglio scegliere? L’ Isvap ritiene che risponda alla finalità della norma la polizza temporanea caso morte a capitale decrescente, che copre il rischio di decesso dell’ assicurato durante un determinato arco temporale, prevedendo la liquidazione di un capitale pari al debito residuo del mutuo o del finanziamento da rimborsare. Se l’ assicurato è in vita alla scadenza della polizza nessun rimborso è dovuto. Nella polizza deve essere previsto l’ ammontare, in valore assoluto, dei costi totali, con evidenza dell’ importo percepito dall’ intermediario. Il contratto deve avere una durata pari a quella del mutuo o del credito al consumo, con versamenti che possono essere, a scelta del debitore, o in un’ unica soluzione o in premio annuale frazionabile in sotto periodi. I confronti Per rendere più agevole la comparazione dei vari prodotti è stato predisposto un fac-simile di preventivo che riporta i dati essenziali del contratto e il relativo costo, nella forma a premio unico e a premio annuo. Inoltre devono essere evidenziate le cause di esclusione della copertura, la rinuncia alla carenza (cioè la copertura è sempre garantita), l’ assenza di obbligo di visita medica, oppure, in caso di visita medica, l’ assenza di costi per l’ assicurato, la tempistica di liquidazione. Per favorire la conoscenza dei prodotti disponibili sul mercato e incentivare i confronti, l’ impresa di assicurazioni deve dare notizia di queste polizze all’ Isvap che sul proprio sito Internet pubblicherà l’ elenco delle imprese e dei relativi prodotti. I costi Abbiamo fatto un’ indagine sul campo per verificare il costo di una assicurazione sulla vita «temporanea caso morte» a capitale decrescente per un assicurato 40enne, maschio, non fumatore, con una somma assicurata di 200.000 euro e una durata di 20 anni. Il costo della polizza, a premio unico, varia dai 3.765 ai 9.420 euro, mentre nella soluzione a versamento annuo, si va dai 292 ai 352 euro. Trasferimento mutuo Nel contratto dovrà essere indicato che in caso di pagamento di un premio unico e di estinzione anticipata o di trasferimento del mutuo o di estinzione del credito al consumo, l’ impresa, entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione, restituisce all’ assicurato la parte di premio pagato relativo al periodo residuo. In alternativa l’ assicurato può continuare i versamenti fino alla scadenza a favore, eventualmente, di un nuovo beneficiario. RIPRODUZIONE RISERVATA ALLIANZ AXA INTESA SAN PAOLO METLIFE ALICO ITALIA SPA **** La spesa da mettere in preventivo miliardi Il numero 73,9 I premi del settore vita nel corso del 2011, in calo dell’ 11% dopo il boom del 2010. Il ramo danni, invece, ha raccolto 36,3 miliardi (più 2,6% rispetto all’ anno precedente)

Golinucci Paolo

Pagina 35
(28 maggio 2012) – Corriere Economia

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Decreto sviluppo in cdm venerd’ 15/6: copertura con prelievo su polizze vita

  • Il decreto sviluppo resta sul filo. Nuove riunioni tecniche che si sono svolte ieri, compresa quella del preconsiglio dei ministri, non sono bastate a sciogliere le riserve sulle coperture per i bonus fiscali su ristrutturazioni edilizie ed efficienza energetica. A questo punto, se tra il ministero dello Sviluppo economico-Infrastrutture e quello dell’Economia si troverà un punto di intesa, il provvedimento arriverà al Consiglio dei ministri di venerdì “fuori sacco”, altrimenti potrebbe concretizzarsi l’ennesimo rinvio con un’immaginabile coda di nuove polemiche sui mancati interventi per la crescita da parte dell’esecutivo.L’ultima bozza orientata a «crescita e occupazione» presenta alcune novità di contenuto, come la sospensione del Sistri e del relativo contratto con Selex Se.ma (Finmeccanica) e l’eliminazione dei vincoli anagrafici sul bonus per neoassunti che svolgono attività di ricerca. Ma la partita è tutt’altro che chiusa. Il clima tra le tecnostrutture dei due dicasteri resta abbastanza teso e non si può escludere che il premier Mario Monti e i ministri Passera e Grilli tornino a fare il punto tra loro con l’intento di firmare una tregua ed evitare un nuovo nulla di fatto in Consiglio dei ministri. Passera dal canto suo anche ieri, intervenendo all’assemblea di Confartigianato, ha sottolineato l’impegno in prima persona – «vi assicuro che troveremo le risorse» – anche per una delle misure più difficili da coprire cioè l’innalzamento del bonus per le ristrutturazioni edilizie dal 36% «al 50% fino a 96 mila euro».

    Le ultime evoluzioni riportano in primo piano l’accorpamento dei due provvedimenti inizialmente concepiti come distinti, su sviluppo-incentivi e su infrastrutture-edilizia. Quello che dovrà essere un decreto unico, però, è ancora a caccia di coperture. La Ragioneria dello stato ha infatti espresso parere contrario alla misura preparata dallo staff del ministro Passera che puntava a creare gettito aggiuntivo per circa 200 milioni attraverso l’armonizzazione del trattamento fiscale tra polizze emesse da compagnie assicurative italiane e polizze di compagnie estere, al momento esenti dal prelievo dello 0,35% sulle riserve matematiche. Il Tesoro, interpretando la norma come un recupero di evasione fiscale, ritiene la copertura aleatoria e dunque non idonea. L’unica alternativa sul tavolo in questo momento, avanzata dal Tesoro, è una sorta di micro-prelievo sulle assicurazioni vita (ramo I e ramo III) sia per polizze italiane sia per polizze straniere. Il prelievo dello 0,2% nei primi due anni e dello 0,6% dal 2014 in avanti produrrebbe gettito per 68 milioni nel 2012, 158 milioni nel 2013 e 400 dal 2014. In questo caso, però, è lo Sviluppo economico a nutrire i maggiori dubbi perché la micro-tassa sulle assicurazioni vita risulterebbe sicuramente più impopolare e meno equa di un’equiparazione fiscale tra compagnie estere ed italiane.

    In attesa del via libera, il decreto cambia pelle in alcuni articoli. Per l’introduzione del Sistri si va oltre la semplice sospensione fino al 30 giugno 2013. Il testo, infatti, stabilisce che fino al decreto dell’Ambiente che dovrà fissare il nuovo termine per l’entrata in operatività, «sono sospesi gli effetti del contratto stipulato tra il ministero dell’Ambiente e la Selex-Se.Ma» (gruppo Finmeccanica) nel 2009 «e sono conseguentemente inesigibili le relative prestazioni». Sospeso anche il pagamento dei contributi da parte delle imprese per il 2012.

    Cambia poi, ancora una volta, il bonus fiscale per la ricerca. Viene confermato che non riguarderà gli investimenti, ma scompare il limite anagrafico (under 35) per le assunzioni che danno diritto al credito di imposta. Il bonus fiscale, nell’ultima versione del decreto, è riconosciuto nella misura del 35%, con un limite pari a 200mila euro ad impresa. Confermato il riordino degli incentivi con l’abrogazione di 43 norme nazionali e la creazione di un Fondo per la crescita sostenibile. Per sbloccare le infrastrutture energetiche (in attesa di autorizzazione ci sono progetti per circa 10 miliardi) potrà intervenire la presidenza del Consiglio nel caso di inerzia della amministrazioni regionali che devono concedere il via libera. Possibili deroghe per abbassare da 12 a 7 miglia dal perimetro delle aree marine e costiere protette il limite per la ricerca di idrocarburi.   Carmine Fotina -Il Sole 24 ore – 13/06/2012

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Spesa Sanitaria Privata in Italia ad oltre 30 miliardi di euro l’anno: l’88% pagato direttamente dai cittadini.


Con il “Patto per la salute” 2013-2015 sono state introdotte misure di contenimento finanziario che hanno inciso su molti servizi essenziali, quali le urgenze-emergenze, ed i servizi della c.d. “sanita’ del territorio” che riguardano i problemi della cronicità e della non autosufficienza. Questo nuovo assetto ha prodotto un incremento complessivo della spesa sanitaria privata a carico dei cittadini non solo per effetto dell’incremento del valore del ticket (con conseguenze anche sulla spesa farmaceutica) ma anche perchè ha ulteriormente incentivato il ricorso dei cittadini italiani alle strutture private principalmente nei settori dell’alta diagnostica, della specialistica e dell’assistenza domiciliare. Attualmente la spesa sanitaria privata e’ superiore ai 30 miliardi annui, ( 144,1 miliardi compresa la spesa pubblica) con un balzo di otre il 9% anche rispetto agli anni della crisi 2007-2010 ed è per circa l’88% del suo ammontare pagata direttamente dai cittadini senza l’intervento di alcun terzo pagatore specializzato (Casse di Assistenza, Fondi Sanitari Integrativi, Compagnie Assicurative). Se nel complesso il trend delle spesa sanitaria italiana risulta in linea con quello dei paesi OECD (9% del P.I.L.  rispetto ad un 8,9% del dato medio) , il peso dell’ ”out of pocket” (88%) rappresenta in assoluto uno dei valori piu’ alti registrati all’interno dei Paesi dell’Unione Europea.

Tratto da “I Fondi Sanitari tra integrazione, sostituzione e complementarietà” – ricerca presentata il  05/06/2012 al Convegno “Welfare Day” presentato da PREVIMEDICAL – RBM Salute – MUNICH Healh in collaborazione con CENSIS