polizze vita

Italy misses opportunity to open PI market with compulsory legislation delay

Italy has postponed the introduction of compulsory professional indemnity for professional bodies just days before implementation was due.

According to the legislation, no. 148 14 September 2011, the law states: “To protect the customer the professional is obliged to take out adequate insurance for professional indemnity risks.

“The practitioner must disclose to the customer, at the time of the assignment, the details of the policy taken out for a professional liability and its ceiling.

“The general conditions of insurance policies may be negotiated, in agreement with its members, the National Board of Professional Associations/Orders.”

The policy was due to come into force on 13 August after a year of preparation, but it has been delayed by new legislation.

The regulation, about the reform of professional orders, approved on 3 August, delayed the implementation until 15 August 2013 to allow the Professional National Councils and Professional’s Provident Institutions to develop policy conditions with insurers on behalf of their members.

“In 2012, a year where liberalisation seems to be the watchword, at least as far as the insurance sector is concerned, this ‘last minute’ postponing is a backward step, a missed opportunity to open a market and stimulate the competition,” said Paolo Golinucci, chief executive at Italian broker Golinucci, which has launched a PI aggregator website to compare multiple offers.

“This could cause a restriction of the market because, broadly speaking, it is the only policy negotiated by and promoted among its own members by the national council of each category.”

Golinucci believes that the national councils should define minimum guidelines to safeguard their own members, and that all the brokers and agents of the insurance market should stick to these guidelines to stimulate competition.

Stephanie Denton – 30/08/2012 INSURANCE INSIGHT

polizze vita

OBBLIGO RC PROFESSIONISTI: «LA PROROGA E’ UN PASSO INDIETRO»

Continua a tenere banco lo slittamento, di un anno, dell’obbligo di assicurazione di Rc per i liberi professionisti. «Nel 2012, anno dove la parola d’ordine nel settore assicurativo è “liberalizzazione”, questa proroga “last minute” è un passo indietro,  una occasione persa per aprire il mercato e stimolare la concorrenza», afferma Paolo Golinucci , amministratore del broker assicurativo Golinucci srl.

«Mi riferisco al fatto che la proroga è stata concessa, come si legge dal comma 3 dell’art. 5 del Regolamento approvato in Consiglio dei ministri, per consentire la negoziazione di convenzioni per polizze collettive da parte dei consigli nazionali ed enti previdenziali dei professionisti: questo produrrà una restrizione del mercato, perchè al lato pratico è una sola la polizza in convenzione negoziata dal consiglio nazionale di ogni categoria  e promossa tra i propri iscritti, e ciò discrimina a priori soluzioni assicurative a volte più complete (gli esempi in passato non mancano)  ma non “convenzionate” offerte, invece, direttamente dagli intermediari assicurativi ai professionisti sparsi nella Penisola. Oltre a porre dubbi sulla intermediazione della polizza in convenzione, nel rispetto del Regolamento n. 5 Isvap: quanti sono gli intermediari assicurativi coinvolti? Tutti iscritti al Rui?».

Per Golinucci, «altro discorso, auspicabile, e per questo il legislatore dovrebbe fare chiarezza, sarebbe quello in cui i consigli nazionali dei professionisti, per tutelare al meglio gli iscritti (pensiamo solo a quelli che cessano l’attività o ricevono disdetta per sinistro dagli assicuratori e si trovano a che fare con i limiti della forma assicurativa in claims made) definiscano delle linee guida minime dei contratti e tutti gli operatori del mercato assicurativo che si adeguano a queste linee  possono competere, stimolando la concorrenza, offrendo agli iscritti polizze con clausole approvate dai consigli nazionali, senza discriminazioni a priori».

«Se pensiamo», prosegue Golinucci, «che oggi un argomento cruciale del dibattito assicurativo in Italia riguarda l’art. 34 del “decreto liberalizzazioni”, dove il legislatore vuole che della polizza obbligatoria per eccellenza (l’Rc auto) sia annualmente offerta a ogni assicurato una serie di almeno tre diversi preventivi, è auspicabile uno scenario in cui che anche per le polizze  Rc professionali si propone annualmente a ogni professionista un confronto con diverse polizze.  Questo è possibile solo aprendosi al mercato: l’offerta  di “polizza convenzione esclusiva “ da parte dei consigli nazionali dei professionisti allontanerebbe da questi scenari competitivi».

Redazione – Intermedia Channel 23/08/2012

polizze vita

Riforma delle professioni: Polizze con libertà di prezzo – per non comprimere la concorrenza

Per non comprimere la concorrenza non basta esentare le Compagnie di Assicurazione dall’obbligo di contrattare con gli Ordini : e’ altresi’ necessario che gli Ordini non promuovano solo la loro polizza-convenzione in esclusiva , come l’unica adeguata e conveniente alle esigenze degli iscritti, ma comunichino agli iscritti che la polizza è obbligatoria ma il libero professionista puo’ scegliere tra piu’ offerte .Ideale sarebbe che ogni Ordine fissasse delle “Linee Guida” minime che la polizza dovrebbe avere per essere adeguata ed il libero professionista puo’ completare autonomamente la sua ricerca per la sottoscrizione della polizza.

Articolo del 14/08/2012 – IL SOLE 24 ORE

Le compagnie dì assicurazione non avranno l’obbligo di contrattare con gli Ordini professionali, i collegi o con gli enti previdenziali privatizzati. Le organizzazioni rappresentative degli oltre 1,1 milioni di professionisti tenuti alla copertura dei rischi di attività prevista dal Dpr di riforma delle professioni – nei 12 mesi di moratoria dovranno cercare partner disponibili a scommettere sulla redditività delle polizze, ma senza poter contare sull’obbligatorietà a contrarre in capo alle compagnie.

Nonostante le sollecitazioni di diversi Ordini sul punto e anche delle stesse Commissioni parlamentari, preoccupate di introdurre una convergenza “necessaria” nelle trattative – la scelta di lasciare libere da vincoli le imprese di assicurazione è stata consapevole e ponderata da parte del legislatore. A giudizio del quale il tema è fuori dalla delega legislativa ma soprattutto, se preso in considerazione, «comporterebbe una deroga ai principi di libertà di iniziativa economica» tutelati dalla Costituzione e in quanto tali inderogabili.

Come proteggere allora la posizione contrattuale – in teoria svantaggiata di Ordini e Consigli a cui la legge rimette il compito di stipulare convenzioni collettive per gli iscritti? Secondo il ministero basterà la vigilanza del Garante per la concorrenza, chiamato a sanzionare eventuali pratiche di cartello distorsive del funzionamento del mercato. Tutto da verificare se questa garanzia basterà, nei prossimi 12 mesi, per trovare un punto di convergenza tra domanda di assicurazione (obbligatoria) e offerta (libera), soprattutto nelle professioni più drammaticamente esposte al rischio di pesanti contenziosi giudiziari, a partire da quelle sanitarie.

L’obbligo di assicurazione introdotto dal Dpr professioni non considera infatti alcuna distinzione tra le attività da assicurare, escludendo dalla copertura obbligatoria solo quelle che non prevedono l’«instaurazione di un rapporto diretto con il cliente». Una formula, questa, che tiene ai margini delle polizze in prima battuta i giornalisti (che sul punto hanno messo in campo un intenso pressing sul ministero) e più in generale tutti i professionisti che svolgono il loro lavoro nella forma di rapporto dipendente.

Per tutti gli altri l’obbligo di assicurazione scatterà tra un anno esatto ( il giorno dipenderà dalla pubblicazione del Dpr sulla «Gazzetta Ufficiale», atteso in questi giorni) e dovrà riguardare «l’esercizio dell’attività professionale, comprese le attività di custodia di documenti e valori ricevuti dal cliente»; cliente che dovrà essere poi informato, al momento dell’assunzione dell’incarico, degli estremi della polizza, del massimale e di ogni variazione successiva.

A oggi sono una minoranza gli Ordini che hanno già attivato convenzioni con compagnie di assicurazione, quantomeno a livello nazionale.

A parte i notai, che con la copertura della responsabilità civile familiarizzano ormai da 15 anni, e da sei anni l’hanno resa obbligatoria – polizza collettiva stipulata dal Consiglio nazionale tramite un bando europeo e valida per tutti gli iscritti – spiccano i commercialisti (coperti dai rischi, con condizioni agevolate, dal marzo 2010), i consulenti del lavoro (accordo appena stipulato) e gli avvocati, tramite Cassa forense (convenzione del 2002) e Oua.

Altri Ordini stanno accelerando le trattative o le proposte a contrarre, come gli architetti, gli ingegneri – che stanno predisponendo le linee guida – e i periti agrari.

La proroga di un anno per l’entrata in vigore dell’obbligo di assicurazione dovrà bastare a tutte le altre organizzazioni professionali per disegnare gli scenari di tutela del rischio versi la clientela, ma soprattutto verso se stessi.

Autore: Alessandro Galimberti – Il Sole 24 Ore 14/08/2012

polizze viaggi

VIAGGIATORI ASSICURATI PER INSOLVENZA COMPAGNIA AEREA ?

In questi giorni di crisi della compagnia aerea Wind Jet , con la sospensione di tutti i voli , e’ ricorrente chiedersi come proteggere i viaggiatori per rimborsare il costo del viaggio che viene cosi’ annullato.  Tra le assicurazioni che si possono acquistare prima di partire per un viaggio, bisogna includere la garanzia “Interruzione Viaggio” e guardare che la clausola comprenda anche l’ “insolvenza della Compagnia aerea”

Qui di seguito una clausola completa che garantisce per l’ Interruzione del viaggio:

 Indennizzeremo fino al massimale per Interruzione del viaggio indicato nel vostro piano assicurativo per viaggio, alloggio (comprese le escursioni) inutilizzati e altri oneri pre-pagati per cui non potete chiedere un indennizzo ad altra fonte in caso non possiate viaggiare e dovete cancellare il viaggio a causa di:

A. Il trasporto pubblico su cui avete prenotato il viaggio dal vostro paese è cancellato o ritardato di almeno 12 ore rispetto all’orario di partenza previsto; oppure

B. Vi è stato involontariamente negato l’imbarco (perché il numero dei passeggeri è maggiore dei posti disponibili) e non è stato possibile fornire un idoneo volo alternativo entro 12 ore; oppure

C.L’Unità di crisi del Ministero degli Esteri sconsiglia tutti i viaggi tranne quelli davvero essenziali verso il paese o l’area specifica verso cui siete diretti, a condizione che l’avviso sia entrato in vigore dopo l’acquisto di questa assicurazione o la prenotazione del viaggio (delle due quella posteriore); oppure

D.Insolvenza della compagnia aerea, dei fornitori di alloggio, degli agenti delle prenotazioni,incendio, inondazione, terremoto, esplosione, eruzione vulcanica, tsunami, frana, valanga, uragano, tempesta o epidemia di intossicazione alimentare o di una malattia infettiva, il che significa che non potete viaggiare o usare l’alloggio da voi prenotato.