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Le nostre soluzioni in materia di Responsabilità Civile degli Ordini professionali

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Le soluzioni della Golinucci srl
per la RESPONSABILITA’ CIVILE DEGLI AMMINISTRATORI DELL’ORDINE PROFESSIONALI

 

CHI ASSICURIAMO?

Componenti dell’ORDINE PROFESSIONALE e ORGANISMI COLLEGIALI (Consiglio Ordine, Consiglio di Disciplina, Collegio Revisori ed ogni altro comitato, commissione);

COSA ASSICURIAMO?

Quanto questi siano tenuti a pagare a titolo di risarcimento danni, per perdite patrimoniali cagionate agli iscritti all’Ordine e a terzi, in conseguenza di qualsiasi procedimento amministrativo adottato, quali:

  • Delibere consiliari che comportano sanzioni disciplinari nei confronti degli iscritti che potrebbero comportare la sospensione/radiazione dall’albo:
  • Errato trattamento, raccolta, registrazione, conservazione, utilizzo e diffusione dei dati personali degli iscritti e terzi;
  • Rifiuto di iscrizione, cancellazione dall’albo;
  • Smarrimento, distruzione e deterioramento di atti amministrativi;
  • Perdite derivanti da procedimenti inesatti, compresa la tenuta della contabilità e la sottoscrizione dei bilanci da parte del tesoriere/Revisori;
  • Qualsiasi richiesta di risarcimento avanzata in sede giudiziale o stragiudiziale;
  • Qualsiasi istanza scritta che possa manifestare l’intenzione di ritenere l’assicurato responsabile di errori, omissioni etc.;
  • Qualsiasi procedimento penale promosso contro gli assicurati;
  • Spese legali.

 

 QUANTO COSTA? Il costo dell’Assicurazione per la responsabilità dei componenti l’Ordine Professionale parte da € 1.100 l’anno con massimale di € 500.000,00. Si prevede la possibilità di fornire coperture per massimali fino a € 5.000.000,00.

 

Restiamo a Vostra disposizione per qualsiasi tipo di chiarimento e domanda, nonché siamo pronti a risolvere le Vostre esigenze nascenti dall’attività di Amministratori e Dirigenti dell’Ordine, nonché dei relativi iscritti.

 

Paolo Golinucci
Golinucci S.R.L.

I nostri contatti:
newsletter@golinucci.it
tel: +39 0547 22351
site: https://www.golinucci.it/

 

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Ordini professionali e Responsabilità Civili

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I fatti oggetto d’indagine si compivano nel maggio 2016, quando la Commissione disciplinare dell’Ordine dei medici di Bologna si espresse a favore della radiazione dall’Ordine del noto assessore regionale alle Politiche per la salute, nonché medico. Casus belli idoneo a giustificare le indagini del nucleo investigativo dei Carabinieri, su delega della Procura della Repubblica di Bologna.

ALLE ORIGINI DELL’IPOTESI DI REATO:

La ragione per cui l’assessore veniva radiato dall’Omceo Bologna consisteva nella presentazione, da parte di quest’ultimo, di una delibera con la quale la Giunta avrebbe consentito la presenza a bordo delle ambulanze dei soli infermieri specializzati, senza l’assistenza di alcun medico.

Ciò fu sufficiente per elevare, nei confronti dei nove medici della commissione in cui si decise la sanzione massima, l’iscrizione nel registro delle notizie di reato, per l’ipotesi di concorso in abuso d’ufficio. Inoltre i medesimi furono successivamente sentiti nell’interrogatorio tenuto da parte della Procura della Repubblica di Bologna.

Sul caso si esprimeva altresì la Corte Costituzionale, adita parallelamente dalla Regione Emilia Romagna, statuendo come “l’ordine professionale abbia agito in carenza di potere”.

Ad oggi le indagini sono chiuse, in attesa di ulteriori sviluppi che potrebbero anticipare un rinvio a giudizio (e dunque un’imputazione) per i nove medici, determinando così il passaggio da “indagati” a “imputati” nel processo a loro carico.

Per ottenere maggiori informazioni sul caso, leggi qui!

Riportiamo alla Vostra attenzione questo interessante caso per sottolineare come, ad oggi, la tutela e la protezione della propria attività professionale siano questioni di primaria importanza, in relazione alle controversie di natura di responsabilità civile e penale che si potrebbero sviluppare nello svolgimento del proprio lavoro.

Come proteggersi dunque dalle responsabilità che possono colpire gli Amministratori e Dirigenti dell’Ordine professionale?

Golinucci Srl, a questo proposito, si occupa di rispondere a questa specifica esigenza, offrendo soluzioni personalizzate e convenienti agli amministratori e dirigenti dell’Ordine, nonché ai relativi iscritti, grazie all’esperienza maturata nell’ambito delle assicurazioni di Responsabilità Civile Professionale.

Siamo sempre interessati e pronti a risolvere le nuove esigenze che nascono con il grande cambiamento che investe, oggi, l’attività degli Ordini professionali stessi.

Per scoprire le nostre SOLUZIONI, clicca qui!


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polizze

POLIZZE, COME SIAMO. E COME ERAVAMO 30 ANNI FA

Taglio nei rendimenti, ma anche netta sforbiciata dei costi a carico degli assicurati, che beneficiano così di maggiori somme investite, rispetto agli analoghi contratti diffusi 30 anni fa. Sono i risultati di un confronto, delle polizze vita rivalutabili, in voga negli anni 90 che anticipavano le attuali forme di previdenza complementare, come piani individuali di previdenza o fondi pensione. L’analisi confronta i dati pubblicati sul Corriere della Sera il 20 gennaio 1990 di oltre 30 imprese di assicurazione e l’ultimo Rapporto Ivass (2018).
Prima evidenza: la riduzione di 10 volte dei costi su ogni versamento. Oggi ogni 1.000 euro versati nelle polizze rivalutabili, 975 vengono investiti , mentre nel 1990 in media erano solo 776. La media dei costi — del tutto inespressi mentre oggi devono essere indicati — prendeva a riferimento polizze di rendita vitalizia con controassicurazione, rivalutabile per un assicurato 40enne che versava un milione di lire (euro 516,46) per 20 anni, era del 22%, un vero salasso.
Le gestioni separate sono i fondi nei quali queste polizze investono e garantiscono il capitale, anno dopo anno, con gli interessi maturati. Il montante complessivo delle 299 gestioni separate censite dall’Ivass nel 2018 ammonta a 516 miliardi (riserve matematiche) e si compone per l’82,4% di titoli a reddito fisso ed obbligazioni e per il 21,98% di obbligazioni societarie quotate.Nel 1990 tutte le polizze vita di risparmio, oltre alla garanzia de capitale investito, riconoscevano un tasso minimo di rendimento annuo del 3 o 4%.
La progressiva diminuzione dei tassi ha portato a ridurre o annullare questa promessa minima ai nuovi sottoscrittori: delle 299 gestioni separate attive nel 2018, il 42% ha un tasso minimo pari a zero, il 26% un minimo garantito compreso tra l’1 e il 2% , un 10% tra i 3 e 4%. In più non tutte le polizze garantiscono il 100% del capitale investito: dei 92 miliardi di premi annui incassati nel 2018 per polizze individuali, un 32% investe in unit-linked, non associate alle garantite gestioni separate, ma a Fondi di investimento e quindi a prodotti con capitale a rischio.

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Ma quanto rendono e quanto rendevano nel 1990? Nel 2018 parliamo di un 3,03% medio lordo (con inflazione annua allo 0,62%) per i Fondi delle gestioni separate , trenta anni fa si arrivava all’11,91%, ma l’inflazione era al 6,45%. Per ottenere il rendimento netto, utilizzato per incrementare il capitale maturato nella polizza vita, si deve però detrarre il costo trattenuto dall’impresa di assicurazione: ora è tipicamente in cifra fissa e pari in media all’ 1%; nel 1990 era una variabile in % del rendimento del fondo, come «aliquota non retrocessa all’assicurato». Ad esempio se in media la polizza rendeva 11,91% e veniva retrocesso l’80% (9,5%) , la spesa di gestione era pari al 2,38%. Insomma: 9,53% contro 2% è il risultato in termini di rendimenti netti delle polizze a 30 anni di distanza, ma se ci mettiamo l’inflazione scendiamo al 3% nel 1990 e all’1,38% nel 2018.
Trent’anni fa c’era anche il Fisco a dare una mano consistente, con la detrazione dalle imposte ( 27%) del versamento annuo fino a 2.500.000 lire ( euro 1.291,14) con obbligo di mantenere in vita la polizza per almeno 5 anni. Lo sgravio ora è riservato alle polizze previdenziali, con durata pari agli anni mancanti all’età pensionabile. La più generosa deduzione fiscale dal reddito del versamento, fino a 5.164,57, euro consente a questi prodotti di essere un valido strumento per una futura pensione di scorta .

Paolo Golinucci – L’Economia del CORRIERE DELLA SERA 27/’01/2020

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cyber risk, imprese, sicurezza

CRIMINI SUL WEB, APRITE IL PARACADUTE

Per proteggersi dai pirati servono (se sei un’azienda) fino a 4 mila euro l’anno di polizza. L’hackeraggio delle email di migliaia di avvocati romani tramite il sito dell’Ordine degli Avvocati, ad opera di Anonymous è l’ennesimo caso che conferma l’importanza crescente del cyber risk tra le eventualità più temute tra le aziende. L’attacco via web è al primo posto tra i rischi più pericolosi per imprese di taglia ridotta (fatturato annuo inferiore a 250 milioni di dollari), secondo l’Allianz risk barometer 2019.
L’impatto della criminalità informatica sull’economia globale è stimato in 600 miliardi di dollari. I danni provocati dal cyber crime in Italia nel 2017 ammontano a circa 10 miliardi: sotto attacco non solo le organizzazioni statali o le grandi imprese, ma anche le pmi: oltre la metà di queste ha subito un attacco,per un costo medio di 35 mila euro.

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I dati

Un fenomeno preoccupante, in considerazione che un’azienda impiega 205 giorni per scoprire l’attacco informatico con il rischio di compromettere i propri dati. La cultura di una gestione sistemica del cyber risk è in crescita nel nostro Paese, ma non abbastanza: solo il 15% delle imprese è coperto con una polizza specializzata, nonostante oltre la metà abbia subìto un attacco nel 2017 (in Usa è assicurato il 33% delle aziende) per un valore di mercato di circa 30 milioni di euro di premi in polizze cyber risk. «Siamo ancora all’età della pietra», ammette Bianca Maria Farina, presidente di Ania.

In Italia le principali imprese di assicurazione che offrono polizze a tema sono Aig, Allianz, Cattolica, Chubb, Dual/Great Lakes, Generali, Italiana, Lloyd’s Insurance Company, Reale, Sara , UnipolSai, Vittoria, Zurich, che hanno differenti garanzie e costi.

Ma che cosa mette sotto protezione un simile prodotto? In alcuni casi si propone la copertura come sezione aggiuntiva di una polizza «multirischi», come quella a garanzia di incendio, responsabilità civile, furto.

Altre, le piu’ specialistiche , propongono una polizza specifica nella quale si possono abbinare le coperture per a) responsabilità civile verso terzi derivante da violazione obblighi di riservatezza , violazione della sicurezza informatica o dei contenuti pubblicati sulle pagine web; b) danni propri, come quelli dei costi di ripristino dopo la perdita di dati o bonifica sistemi IT , perdita di affari per interruzione attività, spese di risposta ad un data breach , tra cui anche le comunicazioni a tutti i soggetti interessati e al Garante della privacy, come imposto dal Gdpr (Regolamento Europeo sul trattamento dei Dati Personali UE 679/16); spese in caso di estorsione, quando l’hacker vuole un riscatto per «sbloccare» l’attività dell’azienda.; c) crimine informatico: questa specifica estensione della polizza, offerta solo dalle compagnie più specializzate, assicura il rimborso nel caso l’hacker abbia trasferito in modo fraudolento fondi dell’azienda od utilizzato stratagemmi, come il phising per dare istruzioni a manager dell’azienda di fare pagamenti online non dovuti.

cyber

Le spese

Il costo di queste polizze dipende dalle dimensioni del’azienda, dai sistemi di sicurezza informatica adottati che riducono il rischio di cyber attack.

imagesNell’ipotesi di assicurati in linea con le misure di sicurezza predisposte dal Regolamento Europeo sul trattamento dei Dati GDPR , per assicurare con un massimale di 250.000 mila euro un libero professionista, la polizza cyber risk costa tra 300 e 450 euro ; una pmi con fatturato annuo di 8 milioni deve mettere in conto un costo annuo tra 1.100 e 1.400 euro: una struttura sanitaria — che tratta maggiormente dati sensibili dei clienti — quale un Poliambulatorio con fatturato annuo di 2 milioni può pagare tra 3.200 e 4.000 euro, con un massimale di copertura di un milione.

Paolo Golinucci – L’Economia del Corriere della Sera