polizze vita

dal 1 luglio piu’ concorrenza per le polizze vita legate a Mutui o finanziamenti al consumo

Polizze vita più trasparenti e maggiore concorrenza. E’ il risultato del primo decreto attuativo delle legge sulle liberalizzazioni (27/2012) pubblicato il 3 maggio dall’ Isvap e che fissa i contenuti minimi della polizza vita collegata all’ erogazione di un mutuo o al credito al consumo. Che cosa cambia Nel regolamento n. 40 l’ Istituto di vigilanza conferma che dal prossimo luglio se l’ erogazione del prestito è condizionata alla sottoscrizione di una polizza sulla vita, l’ assicurato non è obbligatorio comprare quella proposta dall’ istituto di credito o da un altro intermediario, i quali devono comunque sottoporre al cliente almeno due preventivi di due differenti gruppi assicurativi. E’ inoltre previsto che all’ avvio delle trattative, la banca e la finanziaria diano informativa scritta all’ assicurato di questa facoltà concedendogli un termine non inferiore a 10 giorni lavorativi per ricercare sul mercato un contratto più conveniente a quelli che gli sono stati sottoposti. La polizza eventualmente scelta deve essere accettata dalla banca purché corrisponda alle condizioni minime stabilite o dall’ intermediario senza modifiche nei tassi del prestito. Stop anche al doppio ruolo: la banca non può essere beneficiaria dell’ assicurazione sulla vita e contemporaneamente guadagnare commissioni dal suo collocamento. Tipologia e durata Ma quale polizza è meglio scegliere? L’ Isvap ritiene che risponda alla finalità della norma la polizza temporanea caso morte a capitale decrescente, che copre il rischio di decesso dell’ assicurato durante un determinato arco temporale, prevedendo la liquidazione di un capitale pari al debito residuo del mutuo o del finanziamento da rimborsare. Se l’ assicurato è in vita alla scadenza della polizza nessun rimborso è dovuto. Nella polizza deve essere previsto l’ ammontare, in valore assoluto, dei costi totali, con evidenza dell’ importo percepito dall’ intermediario. Il contratto deve avere una durata pari a quella del mutuo o del credito al consumo, con versamenti che possono essere, a scelta del debitore, o in un’ unica soluzione o in premio annuale frazionabile in sotto periodi. I confronti Per rendere più agevole la comparazione dei vari prodotti è stato predisposto un fac-simile di preventivo che riporta i dati essenziali del contratto e il relativo costo, nella forma a premio unico e a premio annuo. Inoltre devono essere evidenziate le cause di esclusione della copertura, la rinuncia alla carenza (cioè la copertura è sempre garantita), l’ assenza di obbligo di visita medica, oppure, in caso di visita medica, l’ assenza di costi per l’ assicurato, la tempistica di liquidazione. Per favorire la conoscenza dei prodotti disponibili sul mercato e incentivare i confronti, l’ impresa di assicurazioni deve dare notizia di queste polizze all’ Isvap che sul proprio sito Internet pubblicherà l’ elenco delle imprese e dei relativi prodotti. I costi Abbiamo fatto un’ indagine sul campo per verificare il costo di una assicurazione sulla vita «temporanea caso morte» a capitale decrescente per un assicurato 40enne, maschio, non fumatore, con una somma assicurata di 200.000 euro e una durata di 20 anni. Il costo della polizza, a premio unico, varia dai 3.765 ai 9.420 euro, mentre nella soluzione a versamento annuo, si va dai 292 ai 352 euro. Trasferimento mutuo Nel contratto dovrà essere indicato che in caso di pagamento di un premio unico e di estinzione anticipata o di trasferimento del mutuo o di estinzione del credito al consumo, l’ impresa, entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione, restituisce all’ assicurato la parte di premio pagato relativo al periodo residuo. In alternativa l’ assicurato può continuare i versamenti fino alla scadenza a favore, eventualmente, di un nuovo beneficiario. RIPRODUZIONE RISERVATA ALLIANZ AXA INTESA SAN PAOLO METLIFE ALICO ITALIA SPA **** La spesa da mettere in preventivo miliardi Il numero 73,9 I premi del settore vita nel corso del 2011, in calo dell’ 11% dopo il boom del 2010. Il ramo danni, invece, ha raccolto 36,3 miliardi (più 2,6% rispetto all’ anno precedente)

Golinucci Paolo

Pagina 35
(28 maggio 2012) – Corriere Economia

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