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viaggi felici. E assicurati

Come garantirsi che le ferie non diventino una piccola Odissea. Dal servizio medico al furto del bagaglio: che cosa offrono le polizze di assistenza I prezzi sono bassi ma per evitare brutte sorprese attenti alle clausole trabocchetto – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – –

Golinucci Paolo, Spadari Martino

Pagina 21
(23 luglio 1994) – Corriere della Sera

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incidenti, ecco quando il ” malus ” fa uscire di strada i costi

Per l’ Rc auto le trappole non finiscono mai. Soprattutto ora che quasi tutte le compagnie hanno imposto ai clienti il meccanismo del bonus malus. Una formula che puo’ trasformarsi in un vero e proprio salasso per chi provoca un piccolo incidente. Gli assicurati, infatti, devono stare attenti prima di denunciare e scaricare sulla compagnia il risarcimento danni. Sbagliare costa caro: in certi casi il premio puo’ addirittura raddoppiare. Nella tabella pubblicata qui sopra ogni automobilista, a seconda della classe di merito in cui si colloca, puo’ trovare la propria soglia di convenienza. Cioe’ il valore al di sotto del quale non vale assolutamente la pena denunciare il sinistro. Cosi’ , ad esempio, il neo patentato inserito nella classe 14, quella d’ ingresso, fara’ bene a non scaricare gli oneri dell’ incidente sull’ assicurazione se questi sono inferiori a lire 2.327.130. Nell’ elaborazione si e’ ipotizzato che i nuovi premi Rc auto (in media il 10% in piu’ rispetto a quelli pre deregulation) restino costanti negli anni. La tariffa esaminata e’ ormai l’ unica disponibile sul mercato: la bonus malus. Un meccanismo che premia con sconti la bravura al volante e viceversa penalizza con aumenti i guidatori meno prudenti. Se l’ automobilista non provoca incidenti ha la possibilita’ di scendere di una classe all’ anno e, quindi, di pagare di meno: in media il 6% per ogni scatto. In caso di sinistri, invece, il cattivo automobilista viene retrocesso di due gradini ed e’ costretto a pagare di piu’ : anche il 50% in un anno. Nella tabella qui sopra sono riportati gli aumenti a cui l’ assicurato va incontro dopo aver provocato un incidente. L’ esempio riguarda un automobilista di Milano proprietario di un’ autovettura di 17 cavalli, appena assicurato. Se causa un incidente l’ anno successivo scende in sedicesima classe e paghera’ un premio maggiorato di circa il 50%. Ma il salasso non si limita soltanto al premio piu’ elevato. Pur non denunciando piu’ nessun incidente, l’ automobilista deve sobbarcarsi altri costi perche’ si trova classificato tre classi di merito dietro rispetto a quelle che avrebbe occupato senza denunciare quell’ incidente. Infatti anno dopo anno paga in base alla classe 16 anziche’ la 13, la 15 anziche’ la 12, e cosi’ via. Soltanto dopo 14 anni, nel 2008, si trovera’ a occupare la classe di merito 3 e ad annullare gli effetti negativi del malus, avendo pero’ complessivamente speso 2.327.000 in piu’ , pari al 227% del premio pagato nel 1994. La batosta si attutisce se si parte da una posizione migliore. Attenzione quindi al limite di denuncia indicato nella colonna 4: se l’ importo del danno nell’ incidente con colpa e’ inferiore a questa cifra conviene accollarsi in pieno il rimborso. Attenzione, nei contratti e’ prevista una clausola che viene incontro agli assicurati: se il cliente rimborsa alla compagnia il danno liquidato non scatta il malus e ci si colloca nella classe di bonus inferiore con un premio piu’ basso. Nella colonna 5, invece, sono riportati gli aumenti percentuali che scattano con il sinistro (indipendentemente da provincia e auto posseduta). Infine nell’ ultima colonna sono indicati gli anni necessari per riconquistare, dopo l’ incidente, una fedina automobilistica pulita.

Golinucci Paolo

Pagina 23
(2 luglio 1994) – Corriere della Sera

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polizze, lunga vita allo sportello

Quanto fruttano i piani previdenziali offerti dagli istituti di credito TITOLO: Polizze, lunga vita allo sportello Costi bassi per i prodotti venduti dalle banche: il 5 10% contro il 15 20% delle formule tradizionali E, grazie al Fisco, i rendimenti arrivano al 9,3%. Le performance lorde del ‘ 93 sfiorano le due cifre – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Quanto rende la polizza da sportello (Le performance e i costi delle polizze vita offerte dagli istituti bancari. L’ assicurato e’ un cinquantenne che versa cinque milioni all’ anno per dieci anni. Il contratto analizzato e’ della formula “caso vita” a premio annuo o a premio ricorrente) % Costo sulRend. vitalizia Compagnia Banca Nome polizza Tasso 1993Capitale finaleversamentoa 60 anni Arca Vita 28 Banche Popolari Moltiplica 10.55%70.399.2457.76%5.585.478 Assiba Gruppo Comit Programma di Risparmio 11.20%71.400.8746.44%5.149.431 Assimoco Vita150 Casse Rur. ed Artig.Previcra 13.00%72.311.6887.90%5.737.210 BNL VitaBNL Conto Sicuro 11.15%71.645.6046.12%5.572.595 Cardif Banca Popolare VenetaCardif 3000 12.06%68.413.74910.36%5.427.947 Carivita Cariplo Investimento garantito 11.81%72.235.8238.00%5.731.190 CBA Vita Banco di Desio Novavita 11.51%70.404.7397.75%5.586.109 Commercial Union VitaCredito ItalianoCredit. Prog. Opz. rendita R 11.58%64.182.46315.90%5.456.584 Eurovita 30 Casse di RisparmioEurora 12.18%69.408.0009.06%5.507.000 INA Banca di Roma Formula5 C (2) 12.00%74.191.7136.90%5.886.725 Montepaschi VitaMontepaschiCresco 11.72%72.432.3487.75%5.633.788 Noricum Cassa Risp. BolognaPolizza previdenziale (3) 11.43%71.238.1049.27%5.652.252 Duerrevita Credito RomagnoloPiu’ valore (3)13.48%73.898.4407.16%5.863.102 Risparmio VitaC Risp. TorinoPiano 2000 C 11.38%71.767.9325.96%5.684.060 San Paolo VitaSan PaoloValora (4) 11.67%71.334.6308.75%5.658.976 Siet Vita Popolare Novara Novaria (5) C 11.39%75.499.9895.25%5.990.160 C > polizza di capitalizzazione. R > e’ una polizza che prevede la liquidazione a scadenza di una rendita od in alternativa un capitale. (2) in base alle condizioni contrattuali, l’ aliquota di retrocessione sale dall’ 85 al 90% per il premio che eccede i 2,5 milioni annui. (3) in caso di morte dell’ assicurato viene riconosciuto un capitale pari alla somma dei premi netti pagati rivalutati per un coefficiente legato all’ eta’ . (4) in base alle condizioni di polizza l’ aliquota di retrocessione passa dopo 5 anni dall’ 82,5% all’ 85%. (5) in base alle condizioni di polizza il tasso annuo di rivalutazione sale all’ 8,5 e al 9% quando i premi versati superano i 4,92 e 24,6 milioni. Tutti in fila allo sportello per ritirare la pensione. Ma anche per farsene una di scorta. Le banche si candidano a raccogliere il risparmio previdenziale degli italiani, bisognosi di un capitale o una rendita per integrare un assegno pubblico che diventa sempre piu’ avaro. Con quali prospettive e risultati? Le cifre del business. Nel mare delle polizze vita nostrane, per un giro d’ affari complessivo pari a oltre 15.500 miliardi annui, le scialuppe targate “banca assicurazione” rappresentano circa il 20% del mercato: poco rispetto al 60% raccolto dalle reti tradizionali (agenti di assicurazione e broker), ma con incrementi ragguardevoli (piu’ 56% all’ anno). Seguendo il vento che viene d’ oltralpe . in Francia circa il 50% della raccolta delle polizze vita avviene attraverso i canali bancari . gli istituti di credito italiani cercano di ritagliarsi un ruolo di primo piano in un mercato dalle prospettive allettanti. La strategia seguita e’ duplice: stipulare accordi commerciali con compagnie gia’ esistenti (e’ il caso di Banca di Roma, Casse rurali, Credito Italiano) o costituire, in compartecipazione, nuove societa’ (a esempio: Arca Vita, Assiba, Carivita, Eurovita, Monte Paschi Vita). E cosi’ l’ offerta previdenziale bancaria conta ormai circa su 15.500 punti vendita sparsi nel territorio nazionale. Ma conviene sottoscrivere la polizza allo sportello piuttosto che dall’ assicuratore? Una questione di costi. Il principale merito delle formule offerte da banche e assicurazioni e’ quello di aver fatto conoscere al grande pubblico prodotti piu’ convenienti dal punto di vista dei costi: quasi tutti i prodotti, infatti, prevedono spese di sottoscrizione (caricamenti) piuttosto basse. Un altro elemento caratteristico e’ quello della standardizzazione: cioe’ l’ offerta di prodotto con caratteristiche predefinite (a esempio la durata di polizza e’ quasi sempre compresa tra i cinque e i dieci anni) e dall’ alto contenuto finanziario come per i “contratti di capitalizzazione” nei quali non c’ e’ distinzione di rischio assicurativo in base all’ eta’ o al sesso dell’ individuo. In caso di morte dell’ assicurato, infatti, viene liquidata ai beneficiari una somma pari ai versamenti rivalutati. Se sul fattore costi la banca ha qualche chance in piu’ , gioca a favore di agenti e broker il poter fornire prodotti piu’ “personalizzati”, abbinando al piano di risparmio previdenziale anche garanzie assicurative come quelle contro gli infortuni, le malattie e il ricovero ospedaliero. L’ amico Fisco. Accomunate a quelle tradizionali, anche le polizze vita bancarie godono della deducibilita’ fiscale dall’ Irpef, nei limiti del 27% su un massimo di due milioni e mezzo all’ anno, sempre che il contratto duri almeno cinque anni. Nella tabella pubblicata a fianco sono messe a confronto le polizze vendute dai principali istituti di credito. Il cliente e’ un cinquantenne che per dieci anni versa un premio di 5 milioni annuali. Nella quarta colonna e’ riportato il tasso riconosciuto agli assicurati nel corso del 1993: dal 10,55% di Arca Vita, al 13,48% di Duerrevita, in linea con le spumeggianti performance delle polizze tradizionali. E nelle ultime tre colonne che si puo’ notare il vantaggio specifico delle polizze bancarie: e’ stato chiesto alle 16 compagnie selezionate di indicare le prestazioni raggiunte a scadenza nel caso in cui il Fondo dove confluiscono i versamenti dei clienti rendesse mediamente il 10% all’ anno, come prescritto dall’ Isvap (Istituto di vigilianza sulle assicurazioni) per il ‘ 94. A seconda della diversa aliquota di retrocessione (cioe’ la percentuale di rendimento riconosciuta ai sottoscrittori) il tasso di rivalutazione si riduce mediamente all’ 8,5%. Le prestazioni a scadenza variano in termini di capitale tra i 64 e i 75 milioni e tra i 5,1 e 5,9 milioni nel caso in cui a sessanta anni l’ assicurato intendesse optare per una rendita vitalizia. I costi sul versamento, quella trattenuta che incide ogni anno sul premio, oscillano tra il 5,2 e il 10% contro un 15 25% dei prodotti tradizionali. In base all’ ipotesi adottata il rendimento finanziario annuo (al netto dell’ imposta del 12,5%) si attesta tra il 5,5 e il 6,7% per salire all’ 8,2 9,3% considerando anche il risparmio fiscale.

Golinucci Paolo

Pagina 24
(7 maggio 1994) – Corriere della Sera

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una carissima liberta’

La deregulation delle polizze riserva per ora solo amare sorprese TITOLO: Una carissima liberta’ Per l’ Rc auto aumenti medi del 10 12% ma in caso d’ incidente si arriva al 50% Minime le differenze tra le compagnie. La personalizzazione? Puo’ aspettare – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Rc auto “su misura”? Per ora resta un sogno. Anche se dal primo luglio, giorno in cui scatta la liberalizzazione tariffaria, avremo finalmente una reale possibilita’ di scelta, l’ unica cosa sicura sono i rincari. Gli aumenti medi richiesti dalle compagnie, infatti, oscillano tra il 10 e il 12%, vale a dire tre volte il tasso d’ inflazione. E anche se le compagnie continuano a sostenere il contrario le differenze di prezzo sono veramente esigue. Abituate per 25 anni a calcolare il costo della polizza su parametri oggettivi, quali l’ assenza di incidenti, la potenza fiscale dell’ auto e la provincia di residenza, le compagnie assicurative non sono per ora ancora in grado di conoscere l’ incidenza di quei parametri soggettivi (eta’ , sesso, professione), che fanno parte integrante di un ombrello assicurativo ad hoc per il guidatore. “Ci vorra’ del tempo . spiega Gabriele Caprioli, presidente della sezione auto dell’ Ania (l’ Associazione nazionale delle imprese assicurative) . per arrivare ad una personalizzazione vera e propria della tariffa. All’ inizio il ventaglio delle proposte sara’ ancora basato sulle caratteristiche del veicolo, solo successivamente punteremo di piu’ sulle caratteristiche del guidatore. E arriveremo a questo traguardo solo quando saremo in grado di avere un’ analisi dettagliata di tutti i tipi di sinistro”. E, per realizzare le statistiche necessarie, l’ Ania sta costruendo un’ apposita banca dati. Per ora,in attesa della Rc auto su misura, la liberalizzazione tariffaria ha avuto una conseguenza non proprio piacevole per gli assicurati: il rincaro dei premi. Nella tabella a fianco sono riportati gli effetti della novita’ su tre ipotetici automobilisti con polizze in scadenza il primo luglio prossimo. Cosi’ , ad esempio, un automobilista di Torino, possessore di una Ford Mondeo di 20 cv, che nel ‘ 94 rientri nella dodicesima classe di merito paghera’ da un minimo di 1.221.863 lire ad un massimo di 1.445.625 lire, contro le 1.179.113 pagate nel ‘ 93 pur appartenendo alla classe 13. Rincari super se c’ e’ il sinistro. I dati forniti dalle compagnie evidenziano un’ amara realta’ per gli automobilisti non troppo prudenti. Anche un semplice tamponamento puo’ costare caro. Il caso del guidatore di Roma, possessore di una Fiat Tipo di 17 cv e’ infatti chiarissimo. Il peggioramento di classe nel ‘ 94 lo obblighera’ a pagare da un minimo del 42% (Zurigo assicurazioni) ad un massimo del 53% (Milano assicurazioni) in piu’ rispetto all’ anno precedente. In termini assoluti cio’ significa che da una tariffa di 1.313.213 lire nel ‘ 93 passera’ ad una di 1.868.000 lire nel caso migliore o ad una di 2.014.200 in quello peggiore. Ma anche per chi e’ stato “bravo” e non ha provocato incidenti l’ aumento c’ e’ lo stesso. In questo caso il cambio di classe, che a regole del gioco invariate avrebbe dovuto comportare un risparmio, viene compensato dall’ aumento dei premi annuali. Unica eccezione la Ras, che, fin dal primo luglio, ha stabilito un massimo e un minimo di tariffa, operando una prima diversificazione tra gli assicurati. Cosi’ il guidatore milanese che rientri in una delle categorie non a rischio, potra’ beneficiare di un aumento irrisorio. Tariffe libere, ma prezzi simili. La deregulation della Rc auto dunque e’ ben lungi dal portare vantaggi economici immediati per l’ assicurato. Ma le nuove regole possono offrire un ventaglio di prezzi e condizioni sicuramente piu’ differenziati che in passato. Attenzione, pero’ . Uno sguardo alla tabella puo’ facilmente dimostrare come le differenze tra le varie compagnie siano ancora percentualmente modeste, in media non superiori al 4 5%. Tanto da far scattare le vivaci proteste delle associazioni dei consumatori, che sospettano l’ esistenza di un vero e proprio “cartello” delle compagnie. Per difendersi le assicurazioni si appellano alla personalizzazione. “Solo quando avremo una gamma di polizze Rc auto legata alle caratteristiche del conducente . sostiene Salvo Vitale, responsabile della direzione industriale del gruppo Fondiaria . ci sara’ una maggiore diversificazione”. Tre mesi per dire “no”. Dopo aver ricevuto la notizia dell’ aumento della tariffa, l’ assicurato che intendesse cambiare compagnia ha un mese di tempo per verificare altre proposte. E, se trova di meglio, puo’ rompere il contratto con la vecchia assicurazione. Basta una raccomandata entro 60 giorni dalla scadenza della polizza. ————————- PUBBLICATO —————————— TITOLO: Tutti gli ingredienti della ricetta francese ALL’ ESTERO – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Per farci un’ idea di quello che sara’ un effettivo sistema di tariffe “su misura” attraversiamo le Alpi: in Francia il sistema di personalizzazione della Rc auto e’ il piu’ sofisticato d’ Europa. Le compagnie assicurative chiedono inizialmente ai propri clienti di compilare un minuzioso questionario sulle condizioni del proprio veicolo e soprattutto sul proprio stile di vita. Cosi’ un agente di commercio paga un 15% in piu’ dell’ impiegato che usa la vettura solo nel tempo libero e durante il tragitto casa lavoro. E chi va a lavorare con i mezzi pubblici puo’ chiedere una polizza che lo copra per i soli danni a terzi durante il tempo libero. Altri fattori discriminanti nella compilazione delle tariffe sono l’ eta’ e il sesso. Cosi’ il pensionato ultrasessantenne gode di premi ridotti del 30%, mentre le donne francesi pagano, rispetto agli uomini, il 20% in meno. Chi possiede la patente da piu’ di 16 anni ha la polizza scontata, mentre un commerciante neopatentato puo’ avere il costo raddoppiato. Infine chi percorre meno di 9.000 chilometri l’ anno ha uno sconto del 50%.

Golinucci Paolo, Letizia Marco

Pagina 22
(9 aprile 1994) – Corriere della Sera

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quando la polizza si svaluta

La crisi della previdenza pubblica scatena la corsa alle pensioni di scorta TITOLO: Quando la polizza si svaluta Spese, commissioni e tasse arrivano a sgonfiare il rendimento annuo anche del 2,5% Performance a due cifre negli ultimi cinque anni. Con il fisco piu’ sprint alle prestazioni – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – La polizza vita non e’ piu’ un optional. Le modifiche gia’ attuate, e quelle che si profilano all’ orizzonte, rendono sempre meno appetibili le pensioni pubbliche, scatenando la corsa alle pensioni di scorta. Ma le formule offerte dalle compagnie sono davvero cosi’ convenienti? E le performance sbandierate sono realistiche oppure lontane dalla realta’ ? I costi questi sconosciuti. Non tutto il premio incassato dalle compagnie viene utilizzato per garantire all’ assicurato una pensione di scorta. Una piccola fetta viene assorbita dall’ imposta del 2,5% sui versamenti (l’ Italia e’ uno dei pochi Paesi europei che la applica), un’ altra serve alle compagnie per far fronte alla copertura assicurativa “caso morte” (presente nei contratti in forma mista). Una fetta decisamente piu’ consistente, invece, se ne va con i caricamenti: e’ la quota che viene trattenuta dalle societa’ per far fronte ai propri costi di raccolta e di gestione. E cosi’ su un versamento di un milione di norma solo tra le 750 e le 900 mila lire risultano investite a beneficio dell’ assicurato. Una batosta che arriva in punta di piedi, perche’ l’ attuale normativa non obbliga le compagnie a comunicare agli utenti l’ esistenza di una variabile cosi’ importante. Intendiamoci: e’ normale ed e’ corretto che il cliente sia chiamato a pagare il costo di un servizio. Meno corretto e’ che questi oneri siano tenuti quasi sempre nascosti. Rendimenti e costi. Il primo passo per valutare le compagnie che offrono il miglior mix tra tassi di interesse e caricamenti e’ quello di valutare l’ abilita’ dei gestori in un periodo di media durata: cinque anni. Nella tabella piu’ piccola sono indicati i tassi di rivalutazione, cioe’ i rendimenti medi riconosciuti da 31 compagnie nel periodo 1989 1993. Ricordiamo che il tasso di crescita che viene riconosciuto e’ , di norma, pari all’ 80% di quello realizzato dai fondi delle compagnie (la cosiddetta aliquota di retrocessione, vedi altro servizio). Come si puo’ vedere le performance sono racchiuse in due punti percentuali: si va dal 9,88% di Valuta Reale della Reale Mutua all’ 11,88% del fondo Prefin di Prudential. Sotto il torchio dei costi. Per valutare l’ effettiva convenienza di una polizza vita abbiamo poi chiesto alle compagnie di calcolare il capitale garantito agli assicurati ipotizzando un rendimento pari a quello realizzato nel periodo ‘ 89 ‘ 93. L’ assicurato e’ un quarantenne che per venti anni versa un premio annuo di due milioni e mezzo (50 milioni complessivi). I prodotti passati ai raggi X sono quelli che hanno una funzione prettamente previdenziale: la polizza a capitale differito e quella a rendita differita con premio annuo. In entrambi i casi le prestazioni vengono pagate alla scadenza del contratto se l’ assicurato e’ vivo. Altrimenti gli eredi hanno diritto a un capitale pari ai premi pagati piu’ gli interessi. Come si puo’ vedere i capitali che vengono garantiti oscillano in misura notevole: si va da un minimo di 122 a un massimo di 166 milioni. Lo scarto dipende non solo dalle capacita’ nel far fruttare i quattrini raccolti ma anche, e soprattutto, dall’ incidenza dei costi. Ed e’ proprio a questa variabile che gli assicurati devono prestare la massima attenzione: il dato e’ indicato nella quarta colonna della tabella. Il costo sui versamenti e’ stato ottenuto mettendo a confronto il capitale contenuto nei preventivi forniti dalle compagnie con quello che spetterebbe ipoteticamente agli assicurati se l’ intero premio versato (al netto dell’ imposta del 2,5%) fosse stato investito. Come si puo’ vedere l’ incidenza dei costi sul versamento varia in misura consistente a seconda della compagnia: si va dal 5 al 25%. La maggior parte delle societa’ si colloca per questo tipo di contratto in un’ area compresa tra il 18 e il 20%. Mettendo in gioco anche il fattore “caricamenti” si puo’ vedere come alcune compagnie guadagnino posizioni rispetto alla sola classifica dei rendimenti e, invece, altre vengano retrocesse. E’ il caso della Uap che con un tasso medio di rendimento piuttosto basso (10,26%) garantisce . grazie ai ridottissimi costi dichiarati (5%) . il capitale piu’ elevato. Mantengono buone posizioni Gan Italia Vita, Fideuram Vita, Banca nazionale delle comunicazioni e Prudential anche se slittano di qualche posto. Nella quinta colonna, invece, e’ indicato in che misura i costi delle compagnie vanno ad abbattere i rendimenti annuali delle polizze: il salasso puo’ arrivare addirittura a due punti e mezzo percentuali. E se sul piatto della bilancia si mettono anche le tasse sul versamento e sul capitale a scadenza, bisogna aggiungere un ulteriore taglio dell’ 1%. Conclusione: se il tasso di polizza e’ dell’ 11%, il rendimento effettivo di cui beneficia il cliente puo’ scendere fino all’ 8%. Amico fisco. Per fortuna c’ e’ il fisco a dare una mano ai sottoscrittori. Grazie alla detrazione dei premi nel modello 740 o nel 730, infatti, i rendimenti acquistano un po’ di sprint tanto da sfondare il muro delle due cifre. E la rendita? In alternativa al capitale le polizze esaminate garantiscono all’ assicurato anche il pagamento di una rendita vitalizia rivalutabile. La rendita e’ opzionale (polizze a capitale differito) o prevista nel contratto (con possibilita’ di scegliere pero’ la liquidazione di un capitale per la seconda tipologia di contratti esaminata). Ma quanto vale questa pensione di scorta? Gli importi iniziali della rendita variano dai 9,6 ai 13,5 milioni che corrispondono, considerando un’ inflazione del 4,5%, a un assegno mensile compreso tra le 350 e le 470 mila lire attuali. Cosi’ i costi alleggeriscono i rendimenti (L’ effetto di caricamenti e spese sulle performance delle polizze vita) Compagnie tasso annuo rivalutazione capitale a scadenza % costo annuo sul versamento incidenza % dei costi sul rendimento finanziario rendita vitalizia rivalutabile a 60 anni Polizza di capitale differito con controassicurazione a premio annuo costante (*) Alleanza 10,66% 133.812.400 19,71 2,00 9.650.550 BNC 11,80% 156.087.695 18,69 1,87 12.383.996 Commercial Union Vita 11,44% 149.303.208 18,67 1,88 10.573.653 Edera Vita 10,84% 139.243.428 18,29 1,85 11.047.573 Fondiaria 10,42% 128.797.570 20,40 2,08 9.288.880 GAN Italia Vita (1) 11,11% 164.081.951 18,52 1,87 13.018.537 Generali 10,36% 127.936.633 20,35 2,07 9.226.790 INA 10,39% 132.922.700 17,55 1,78 10.338.900 Intercontinentale 10,60% 131.427.054 20,56 2,09 10.222.396 Lloyd Adriatico (2) 10,54% 148.241.784 17,40 1,79 11.344.943 L’ Abeille 11,10% 148.359.253 15,70 1,59 11.770.823 Meie Vita 10,66% 136.273.450 18,23 1,85 10.599.450 Milano 10,40% 128.436.300 20,43 2,05 10.190.100 Nuova Tirrena 10,66% 132.707.950 20,37 2,07 10.529.049 Previdente 10,63% 131.956.000 20,53 2,08 9.516.000 Prudential Vita 11,88% 157.634.968 18,76 1,88 12.498.824 Ras 10,61% 134.350.000 18,89 1,92 9.689.322 Reale Mutua 9,88% 124.670.829 17,67 1,80 9.597.021 Schweiz Vita 9,99% 122.594.665 20,12 2,06 9.727.004 Uap Vita (3) 10,26% 166.531.000 5,00 0,62 13.212.569 Unipol 10,73% 151.950.614 9,61 1,02 12.056.242 Winterthur Vita 11,20% 131.458.783 26,22 2,69 10.928.768 Polizza di rendita differita con controassicurazione a premio annuo costante (**) Axa 11,10% 133.351.401 24,23 2,47 11.586.440 Fideuram Vita (4) 11,87% 162.128.300 20,50 2,07 13.493.249 Mediolanum 10,46% 124.072.616 23,70 2,43 10.548.250 MGF Italia Vita 11,00% 131.749.024 24,20 2,50 11.200.873 Sai 10,66% 142.182.000 14,69 1,50 12.354.000 Toro 10,71% 148.352.305 11,53 1,20 11.675.346 Venezia 10,14% 123.063.193 21,28 2,17 9.685.090 Vittoria 10,14% 139.011.000 11,08 1,16 10.726.500 Zurigo Vita 11,18% 138.671.928 21,98 2,22 12.048.754 NOTE: L’ assicurato e’ una persona di 40 anni che versa per 20 anni un premio di 2.500.000 lire in forma costante in una polizza “caso Vita”, di “capitale” (A) o “rendita” (B) a premio annuo costante. (*) Alla scadenza l’ assicurato puo’ disporre di un capitale o in alternativa di una rendita. (**) Alla scadenza della polizza l’ assicurato puo’ disporre di una rendita o in alternativa di un capitale. (1) In base alle condizioni di polizza, il tasso annuo di rivalutazione aumenta all’ 11,81% dal sesto anno e al 12,5% dall’ undicesimo. (2) In base alle condizioni di polizza il tasso annuo di rivalutazione aumenta all’ 11,19% dal decimo anno e all’ 11,85% dal quindicesimo. (3) In base alle condizioni di polizza, che prevedono un contenimento delle spese di gestione a partire dal quinto anno e una maggior aliquota di retrocessione, il tasso annuo di rivalutazione aumenta al 10,43% a partire dal quinto anno, all’ 11,22% dal decimo, all’ 11,40% dal quindicesimo e all’ 11,58% dal ventesimo. (4) Il tasso aumenta al 12,17% e al 12,61% quando la somma maturata in polizza (“riserva matematica”) supera rispettivamente i 32,9 e i 65,8 milioni. ————————- PUBBLICATO —————————— TITOLO: Le parole da conoscere per evitare sorprese – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Ecco una bussola per orientarsi tra le definizioni usate nei contratti delle polizze vita. Aliquota di retrocessione. La percentuale del rendimento lordo ottenuto dal Fondo che viene riconosciuta ai clienti (varia dal 75 al 90%). Beneficiario. Persona fisica o giuridica alla quale spettano i benefici della polizza. Puo’ coincidere con l’ assicurato o il contraente. Capitale assicurato. Somma pagata alla scadenza se l’ assicurato e’ in vita (caso vita) o al momento del suo decesso (caso morte). Caricamenti. Parte del premio trattenuta dalla compagnia per coprire le proprie spese di gestione. Controassicurazione. Per le polizze “caso vita”, con capitale o rendita differita, e’ la somma liquidabile in caso di premorienza dell’ assicurato: e’ pari ai premi versati piu’ la rivalutazione. Fondo di gestione. Dove viene investita la riserva matematica. Polizza “caso morte”. Prevede la liquidazione di un capitale in caso di morte dell’ assicurato. Polizza “caso vita”. Viene versato il capitale o la rendita se, alla scadenza, l’ assicurato e’ in vita. Polizza “mista”. Abbina le caratteristiche delle polizze caso vita e morte. Riscatto. Estinzione anticipata della polizza. Riserva matematica. Somma accantonata dalla compagnia per far fronte agli impegni contrattuali. Tasso annuo di rendimento. L’ interesse garantito dal fondo di gestione. Tasso annuo di rivalutazione. Si ottiene moltiplicando il rendimento annuo del fondo per l’ aliquota di retrocessione. Tasso tecnico. Tasso d’ interesse minimo garantito (0,3 e 4%) e gia’ previsto nel calcolo dei premi.

Fracaro Massimo, Golinucci Paolo

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(2 aprile 1994) – Corriere della Sera

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polizze RC auto 1994: diventano libere ma anche piu’ care

Deregulation TITOLO: Polizze Rc auto: diventano libere ma anche piu’ care – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – L’ Rc auto imbocca la strada della liberalizzazione. Le nuove tariffe, stabilite in piena autonomia dalle assicurazioni, entreranno in vigore da luglio. Ma gia’ dal primo aprile le compagnie dovranno comunicare ai clienti con polizze che scadono proprio alla fatidica data di luglio, le variazioni che verranno introdotte. All’ orizzonte si profilano, quindi, nuovi aumenti variabili a seconda delle compagnie e del cliente. La deregulation. Se fino all’ anno scorso la tariffa Rca era “amministrata e gestita dallo Stato”, dal prossimo primo luglio gli assicuratori, in base all’ andamento del proprio portafoglio, potranno proporre polizze ad hoc per specifiche categorie di guidatori. I vecchi contratti restano validi fino alla scadenza ma almeno 90 giorni prima gli utenti devono ricevere dalla loro compagnia tutte le informazioni sulle variazioni previste. Da aprile partono le comunicazioni per i contratti con scadenza in luglio. A maggio quelle per le polizze con termine in agosto. E cosi’ via. Compagnie in ordine sparso. La legge e’ precisa nel disporre l’ obbligo di informare i clienti ma non dice nulla sulla forma. Le compagnie, percio, si possono muovere in liberta’ . Alcune hanno scelto la strada dell’ informazione diretta al cliente che riceve a domicilio una lettera con indicata la variazione del contratto. Altre, invece, prevedono che sia l’ agenzia a contattare l’ assicurato. Gli aumenti. Si differenziano da compagnia a compagnia. Per la tariffa bonus malus (quella piu’ conosciuta dagli italiani, che premia con sconti annuali i bravi guidatori e viceversa penalizza con rincari chi provoca incidenti) l’ aumento medio richiesto dalla Zurigo e’ dell’ 8,5%, quello di Assitalia del 10%; quello di Lloyd Adriatico e’ del 12,2% per il bonu malus e del 9,4% per la franchigia. L’ assicurato che vuole conoscere esattamente il costo della sua nuova polizza deve rivolgersi all’ agenzia presso la quale e’ appoggiato il contratto. Il premio varia in base alla zona geografica di residenza (che puo’ essere piu’ o meno a rischio) e allo sconto (tra il 4 e 6%) o all’ aumento (tra l’ 8 e il 30%) determinato dall’ aver causato o meno incidenti nell’ ultimo anno. Un mese di tempo per chi dice no. Dalla comunicazione della variazione del prezzo di polizza l’ assicurato ha un mese di tempo per verificare altre proposte e se non intende proseguire il contratto in corso, puo’ recederne, con lettera raccomandata entro 60 giorni dalla scadenza. Queste sono le variazioni che riguardano i clienti gia’ assicurati e che le compagnie hanno gia’ in portafoglio. La personalizzazione. Le prime personalizzazioni complete si affacceranno sul mercato timidamente. Abituati a definire il costo dell’ Rc auto (responsabilita’ civile auto) su tre parametri standard quali incidenti provocati, cilindrata e provincia di residenza del proprietario dell’ auto, gli assicuratori italiani non sono ancora in grado di avere dal cliente la gamma di informazioni (sesso, eta’ , anzianita’ di guida, utilizzo del veicolo) necessarie per ritagliare una polizza davvero su misura. Un occhio al mercato. A fronte di una raccolta di 14.689 miliardi di lire nel 1992, l’ Rc auto ha prodotto per le compagnie una perdita di 1.974 miliardi. Questi dati poco confortanti impongono un efficace controllo sulle societa’ . Per permettere la concorrenza, l’ Isvap (l’ istituto di vigilanza) ha un compito fondamentale: verificare la solvibilita’ delle compagnie per evitare che a fare le spese della deregulation siano soprattutto gli utenti.

Golinucci Paolo

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(26 marzo 1994) – Corriere della Sera

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quanto rende la ” vita ” -1993

Viaggio fra le performance ‘ 93 delle pensioni di scorta offerte dalle maggiori compagnie italiane TITOLO: Quanto rende la “vita” Il miglior rendimento e’ del fondo Previ (Fideuram), con un tasso netto del 16,53% Ma sull’ effettiva redditivita’ delle polizze pesa l’ incognita di spese e commissioni – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – La ricetta e’ uguale per tutte le compagnie: titoli di Stato, obbligazioni e, in minima parte, azioni o immobili. Ma il segreto del successo delle polizze vita, che nel ‘ 93 hanno offerto rendimenti lordi decisamente piu’ alti del solito (si va dal 13,2% fino a superare il 20%), sta nelle dosi con cui gli assicuratori investono in questi settori i risparmi dei clienti. Certo non bisogna dimenticare che il rendimento e’ solo una delle variabili da considerare per valutare la convenienza di una polizza. Dall’ altro lato ci sono le commissioni (spesso non pubblicizzate adeguatamente) che riducono molto i vantaggi per l’ assicurato. La tabella raggruppa tutte le performance ‘ 93 dei fondi delle prime 50 compagnie, che coprono circa il 96% del mercato italiano delle “pensioni di scorta”. Le chance della “vita”. Queste polizze sono per chi vuole una previdenza privata da costruire con diversi tipi di versamenti (“premi”). Alla scadenza pattuita il cliente potra’ disporre di un capitale oppure di una rendita. Le categorie di questi contratti sono essenzialmente due: la prima, “caso vita”, per chi privilegia l’ accumulazione di un risparmio sotto forma di capitale o rendita. La seconda, detta “mista”, garantisce, oltre alla rendita o al capitale, un benefit aggiuntivo per gli eredi in caso che l’ assicurato muoia prima della scadenza del contratto. Come funziona. I soldi versati dai sottoscrittori vengono investiti in fondi. La torta delle polizze vita in Italia vale 57 mila miliardi di patrimonio gestito. E i 171 fondi esistenti investono di piu’ nel reddito fisso (67,9% in titoli di Stato e 27,4% in obbligazioni), mentre la componente di azioni raccoglie solo l’ 1,7%. L’ anno scorso la medaglia d’ oro della performance lorda e’ andata al Fondo Previ di Fideuram che investendo l’ 84,78% in titoli di Stato, il 7,84% in obbligazioni e il 4% in titoli azionari, ha totalizzato un rendimento lordo pari a 20,66%. Guadagni netti. Ma non tutto l’ interesse va nelle tasche dell’ assicurato. Solo una percentuale (vedi quarta colonna) di norma pari all’ 80% del tasso lordo, viene riconosciuta al cliente. Quindi se il rendimento lordo e’ stato del 13% e la “retrocessione” e’ pari all’ 80%, il tasso netto della polizza scende al 10,40%. A seconda della durata del contratto o della somma versata, alcune compagnie prevedono di innalzare la retrocessione fino al 90%. Concorrenza. Leggendo la quinta e la sesta colonna della tabella, si nota la corsa delle compagnie ad offrire all’ assicurato la miglior performance netta. Se nel ‘ 92 quasi tutti i rendimenti erano allineati fra 10,2% e l’ 11,7%, nel 1993 il ventaglio degli interessi netti e’ piu’ ampio: si va dal 10,56% al 16,53%, con almeno 15 compagnie intorno al 12%. Occhio ai costi. Ma per valutare una polizza non e’ sufficiente conoscere i rendimenti netti dei fondi, perche’ non tutto il premio versato si accresce del tasso dichiarato dalla compagnia. Oltre all’ imposta del 2,5% (l’ Italia e’ tra i pochi Paesi europei ancora a pretenderla) il versamento annuo e’ gravato dal costo dell’ eventuale copertura in caso di morte (presente nelle polizze “miste”) e soprattutto dai “caricamenti” (compresi tra il 5 e il 25%) che servono a pagare gli assicuratori e che normalmente non vengono specificati nei vari contratti. Cosi’ una fetta oscillante tra il 7,5% e il 27% del premio annuo viene “bruciata” senza essere reinvestita nel fondo. Quindi non bisogna mai dimenticare di chiedere all’ assicuratore quanto pesano le commissioni. Solo un mix tra tasso di rendimento e incidenza dei costi permette infatti di valutare l’ effettivo rendimento. Un esempio? Se una polizza a premio costante di durata decennale retrocede un tasso netto annuo pari all’ 11%, ma i costi rappresentano il 15% del premio, il rendimento effettivo si sgonfia del 2,8%. E a questo punto l’ interesse effettivo della polizza non e’ piu’ l’ 11% ma l’ 8,2%. Rendimenti polizze vita: 50 Compagnie a confronto 1993 1993 1992 CompagniaNome Fondo tasso lordo% minima tasso nettotasso netto retrocessa rivalutazione rivalutazione Fideuram Vita Previ 20.66% 80.00% 16.53% 10.44% Ina Valore Attivo 19.18% 80.00% 15.34% 10.06% Unione Subalpina (Usa) Vitariv 16.35% 75.00% 12.26% 10.22% Gan Italia Vita Fondo Vitafin 16.11% 80.00% 12.89% 10.24% Maeci vita Foriv 15.89% 80.00% 12.71% 9.94% Aurora Concreta 15.86% 80.00% 12.69% 11.19% Prudential Vita Prefin 15.58% 80.00% 12.46% 10.98% Allianz Pace Previdenza Riv. 15.48% 80.00% 12.38% 11.02% Cattolica Rispevi 14.96% 80.00% 11.97% 11.24% Previdente Gepre 14.95% 80.00% 11.96% 10.35% MGF Italia Vita Aspav 14.94% 80.00% 11.95% 10.85% Zurigo Vita Vita Vis 14.81% 82.00% 12.15% 10.79% Axa Riv 14.77% 80.00% 11.82% 11.37% L’ Abeille Valorvita 14.76% 80.00% 11.81% 11.29% Minerva Vita Minervir 14.75% 80.00% 11.80% 10.58% Reale Mutua Reale 100% 14.65% 100.00% 14.65% 13.31% Edera Vita Foriv 14.64% 80.00% 11.71% 10.65% Winterthur Benefici Garantiti 14.61% 80.00% 11.69% 11.22% Rendimento medio 14.51% Veneta Vita Vevias 14.50% 80.00% 11.60% 11.28% Commercial Union Vita Gefin 14.48% 80.00% 11.58% 11.01% B. Naz. Comunicazioni Bancom 14.38% 87.50% 12.58% 11.93% Prime Augusta Vita Auris 14.32% 80.00% 11.46% 11.39% San Paolo Vita VivaPiu’ 14.14% 82.50% 11.67% 12.67% Fondiaria Fondovita 14.13% 80.00% 11.30% 10.32% Ina Moneta Forte 14.12% 80.00% 11.30% 10.82% Allsecures Vita Riall 14.07% 80.00% 11.26% 10.80% Uap Vita Fondo Uap 14.07%(1) 85.00% 10.94% 10.10% Systema Vita Gestintesa 14.06% 80.00% 11.25% 10.82% Intercontinentale Vitain 14.05% 80.00% 11.24% 10.66% Mediolanum Vita Medinvest 14.03% 80.00% 11.22% 10.50% Arca Vita Oscarcap 13.97% 80.00% 11.18% 10.86% Bnl Vita Capitalvita 13.94% 80.00% 11.15% 11.09% Mare Vita Armonium 13.92% 80.00% 11.14% 10.96% Carivita Investifondo 13.90% 85.00% 11.81% 12.52% Venezia Ri.Alto 13.90% 80.00% 11.12% 10.54% L’ Italica Dival Vita Vitariv 13.90% 80.00% 11.12% 10.56% Alleanza S. Giorgio 13.88% 80.00% 11.10% 10.43% Meie Vita Risp. Dinamico 13.80% 80.00% 11.04% 11.53% Lavoro e Sicurta’ Vitariv 13.80% 80.00% 11.04% 10.48% Montepaschi Vita Mpv 13.79% 85.00% 11.72% 11.64% Lloyd Adriatico Epu 13.75% 80.00% 11.00% 10.98% Vittoria Valore Crescente 13.73% 80.00% 10.98% 10.71% Sai Press 13.72% 80.00% 10.98% 10.69% Ras Vitariv 13.70% 80.00% 10.96% 10.32% Vita Nuova Norvita 13.64% 80.00% 10.91% 10.45% Generali Gesav 13.59% 80.00% 10.87% 10.54% Istituto Italiano Prev. Serie Speciale 13.49% 80.00% 10.79% 10.20% Toro Rispav 13.44% 80.00% 10.75% 10.85% Schweiz Vita (2) Prp 13.40% 80.00% 10.72% 10.49% Milano Viva 13.35% 80.00% 10.68% 10.62% Unipol Vitattiva 13.30% 80.00% 10.64% 10.87% Reale Mutua Valuta Reale 13.20% 80.00% 10.56% 10.14% Note: (1) al lordo delle spese di gestione del Fondo, comprese tra un massimo dell’ 1,2% ed un minimo dello 0,4 a partire dal 19 anno. (2) ex Savoia Vita.

Golinucci Paolo

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(19 marzo 1994) – Corriere della Sera