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Quando il rendimento e’ davvero senza segreti

Come riconoscere la compagnia che ti da’ di piu’ Quando il rendimento e’ davvero senza segreti Il tasso di rivalutazione non basta: spese e caricamenti penalizzano il capitale che state accantonando. I conti da fare prima di decidere Qual e’ il rendimento effettivo di una polizza? Come e’ possibile determinare con esattezza la resa finale, ad esempio dopo 10 o 15 anni di versamenti? Conoscere i tassi di rivalutazione, che annualmente vengono pubblicati dalle compagnie di assicurazione (e riportati nella tabella a pag. 2) puo’ non bastare per sciogliere tutti i nodi e per capire qual e’ la polizza migliore. CHE COSA GUARDARE E’ indispensabile conoscere anche i caricamenti, cioe’ le commissioni trattenute dalle assicurazioni per coprire le spese di gestione e distribuzione. Una cifra non di poco conto poiche’, a seconda dei contratti, queste spese possono oscillare tra il 5 e il 20 per cento. Quindi piu’ i caricamenti sono elevati, tanto minore e’ la redditivita’ dell’investimento. Il motivo e’ semplice, la quota di spese va a diminuire l’entita’ del capitale che viene messo a fruttare. Facciamo un esempio: se l’assicurato versa due milioni in una polizza vita con commissioni pari all’8 per cento, significa che 160.000 lire non vengono investite quindi contribuiranno a far salire il capitale solo un milione e 840 mila lire. Dal 1996 gli assicurati possono chiedere alla compagnia di assicurazione di conoscere l’entita’ dei caricamenti che gravano sulla polizza. Per trasferire questa informazione sul rendimento effettivo della polizza viene in aiuto la tabella a fianco, nella quale e’ calcolato di quanto si riduce per commissioni, imposte e tasse, la percentuale di rivalutazione della propria polizza. L’elaborazione riguarda una polizza di capitale differito con controassicurazione a premio annuo costante con durata 10 e 15 anni. E’ il contratto piu’ adatto a coprire esigenze previdenziali: alla scadenza l’assicurato ha diritto a incassare un capitale o una rendita, quanto piu’ alto e’ stato il rendimento del fondo in cui sono confluiti i premi e quanto piu’ bassi sono i costi. In caso di morte prima della scadenza, viene riconosciuta ai beneficiari una somma pari ai premi versati rivalutati. LE IMPOSTE Le imposte gravano per il 2,5 % su ogni versamento; alla scadenza della polizza sul capitale maturato viene applicata una ritenuta a titolo d’imposta pari al 12,5 % calcolata sulla differenza tra il capitale maturato e la somma dei versamenti. I contratti a lunga scadenza, sono pero’ meno tassati: l’aliquota del 12,5 % si riduce di uno 0,25 % per ogni anno trascorso superiore al decimo (5 anni in piu’ fanno diminuire l’imposta all’11,25 % ). IL CONTEGGIO Ed ecco come partire per poter confrontare la vostra polizza con quelle offerte da altre compagnie. Innanzitutto, per leggere correttamente le informazioni bisogna avvicinarsi alla tabella qui a fianco muniti di alcuni dati che si riferiscono alla vostra polizza o a quella che volete verificare. Occorre dunque sapere: * entita’ del caricamento della polizza (da richiedere alla compagnia se non esplicitato); * tasso di rivalutazione del Fondo della propria polizza nel 1997 (vedasi la tabella di pagina 2); * durata della polizza, che deve essere una dei due casi esaminati: 10 o 15 anni. GLI INCROCI La perdita annua sul tasso di rivalutazione si ottiene incrociando la riga dei caricamenti di polizza con la colonna del tasso di rivalutazione (tabella qui a sinistra). Cosi’ per l’assicurazione con una durata di 10 anni, la polizza con caricamenti del 10 % e tasso di rivalutazione dell’8 % si determina una riduzione effettiva della performance del 2,92 % . Quindi il rendimento effettivo di questa polizza e’ del 5,08 % . Come si puo’ vedere il peso delle commissioni e’ tanto piu’ forte quanto piu’ corta e’ la durata del contratto. GRAZIE AL FISCO MA… Una mano ai sottoscrittori, ma anche ai gestori, viene pero’ dal fisco: il rendimento della polizza sale per effetto della detrazione Irpef. Ma questa spinta e’, ormai, sempre piu’ lieve. Nella prossima dichiarazione dei redditi – 740 / 98 o 730 / 98 – la detrazione spettante e’ ancora pari al 22 % del versamento: lo sconto massimo ottenibile e’ di 550.000 lire poiche’ il tetto su cui calcolare la detrazione e’ fermo da molti anni a 2,5 milioni. Con la dichiarazione da presentare nel ’99 la detrazione scendera’ al 19 % (quindi lo sconto massimo sara’ di 475.000 lire). Ritornando alla nostra polizza il rendimento effettivo del 5,08 % salira’, grazie alla detrazione del 22 % , al 9,5 % . Ipotizzando che il tasso di rivalutazione netto, depurato dei caricamenti, resti al 5,08 % con la detrazione al 19 % la performance della polizza sale all’8,8 % . In pratica, si perde quasi un punto percentuale.

Golinucci Paolo

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(23 febbraio 1998) – Corriere della Sera

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Polizze, preventivi magri

Per le proiezioni i tassi scendono al 6 – 7,5 % Tassi in discesa, pensioni di scorta un po’ piu’ magre. Perche’ i fondi delle polizze vita investono soprattutto in titoli di Stato. E quindi i rendimenti di questi strumenti di previdenza integrativa sono destinati a scendere, seguendo l’onda del mercato. Ecco perche’ l’Isvap, l’Istituto che vigila sul mercato assicurativo, ha deciso di ridimensionare ulteriormente (l’ultimo taglio e’ in vigore da gennaio) i tassi ipotetici con cui le Compagnie confezionano i preventivi per i clienti (cioe’ le proiezioni di crescita futura di capitale e rendita). Dall’8,5 % si scendera’ al 6 – 7,5 % . Con l’obbligo di una doppia simulazione riportata su un unico foglio per permettere facili confronti: una piu’ ottimista (7,5 % ), l’altra piu’ prudente (6 % ). Una scelta inevitabile, quella dell’Isvap, visto il rallentamento dell’inflazione, il calo dei tassi e il loro graduale allineamento con i valori degli altri Paesi dell’Unione europea. La scelta di una doppia elaborazione tiene anche conto del fatto che negli ultimi anni i rendimenti di molti fondi assicurativi sono stati superiori a quelli dei titoli di Stato. DUE TASSI Dal primo maggio, quindi, le Compagnie devono offrire ai loro potenziali clienti un prospetto con due distinte proiezioni elaborate con tasso di rendimento lordo del 6 % e del 7,5 % . Cioe’ 4,8 % e 6 % netto, considerando che mediamente viene riconosciuto agli assicurati solo l’80 % del rendimento del fondo. Una bella sforbiciata rispetto al 6,8 % netto (8,5 % lordo) utilizzato ora. La differenza si vede nel grafico, che confronta il capitale ottenibile fra vent’anni nelle tre ipotesi (6,8 % , 6, e 4,8 % netti) con una polizza di “Capitale differito con controassicurazione”, costi al 10 % e premio annuo di 2,5 milioni. LA PERDITA REALE La prevedibile riduzione delle prestazioni, pero’, non deve necessariamente allarmare i risparmiatori. Se infatti la discesa dei tassi e dei rendimenti dei titoli di Stato e’ accompagnata da una contemporanea riduzione dell’inflazione (quello che e’ successo fino ad oggi) il potere d’acquisto del capitale finale (o della rendita) non dovrebbe cambiare molto. —————————————————————– Corriere Soldi.LE INDENNITA’ DI ACCOMPAGNAMENTO SALGONO DEL 3,8 % Invalidi, gli aumenti di marzo Afine marzo il ministero dell’Interno mettera’ in pagamento gli arretrati relativi agli aumenti delle indennita’ di accompagnamento a favore degli invalidi civili. La perequazione automatica delle pensioni Inps influenza anche le rendite assistenziali corrisposte dalle prefetture ai portatori di handicap: nel ’97 beneficeranno di un aumento (provvisorio, da conguagliare a fine anno) del 3,8 % . Invalidi assoluti. Sono gli invalidi civili riconosciuti al 100 % , coloro cioe’ che si trovano nell’impossibilita’ di muoversi senza l’aiuto di altre persone o non sono in grado di compiere “gli atti quotidiani della vita” e necessitano quindi di un’assistenza continua. Indipendentemente dalle condizioni di reddito hanno diritto a un assegno mensile di accompagnamento di 767.980 lire. Non vedenti. Le indennita’ previste a favore dei non vedenti sono invece di due tipi: l’assegno corrisposto ai ciechi assoluti che quest’anno raggiunge 1.056.750 lire mensili (misura pari a quella stabilita per i ciechi di guerra), e l’indennita’ speciale per i ciechi parziali che sale a 89.195 lire. Per ciechi parziali si intendono i non vedenti con residuo visivo non superiore a un ventesimo in entrambi gli occhi (con eventuale correzione). Sordomuti. Anche per questa categoria di disabili da qualche anno e’ previsto un assegno mensile detto “indennita’ di comunicazione”, al solo titolo della minorazione. L’importo mensile per il ’97 e’ di 311.780 lire. La pensione. Molti tra i portatori di handicap aventi titolo alle indennita’ di accompagnamento, hanno anche diritto alla pensione assistenziale corrisposta dalle prefetture. Dopo gli aumenti che scattano dal primo gennaio, gli importi mensili sono i seguenti: * 381.600 lire per gli invalidi, mutilati e ciechi assoluti ricoverati presso pubbliche istituzioni; * 412.655 per i ciechi assoluti non ricoverati; * 283.150 per i non vedenti con residuo visivo sino a 1 / 10 (i cosiddetti decimisti). Mentre l’indennita’ di accompagnamento e’ completamente svincolata dalla situazione reddituale dell’invalido, per il riconoscimento della pensione si considerano viceversa due livelli di reddito. Gli attuali limiti sono rispettivamente pari a 22 milioni e 310.775 lire per gli invalidi totali (100 % ), 5 milioni e 77.800 lire per gli invalidi parziali (oltre il 74 % ) e 10 milioni e 726.330 lire per i ciechi “decimisti”. —————————————————————– Corriere Soldi. Quel “minimo” ora vale molto Per molti anni e’ stata una garanzia contrattuale un po’ snobbata dagli assicurati. Ma ora, con la costante riduzione dei tassi, assume un ruolo fondamentale. Stiamo parlando del rendimento minimo garantito, quel tasso pari al 3 % o al 4 % (dipende dal tipo di contratto) che le compagnie garantiscono in ogni caso ai clienti che sottoscrivono una polizza. Se si pensa infatti che i tassi netti utilizzati per fare le proiezioni nei nuovi preventivi si attestano fra il 4,8 % e il 6 % (vedi grafico) e che i Bot rendono ormai il 5 % , un tasso minimo garantito del 4 % per tutta la durata della polizza (almeno 15 – 20 anni) non e’ certo da buttare via. Finche’ dura. Perche’ non e’ da escludere che molto presto questo tasso minimo venga ridotto per le future polizze. —————————————————————– Corriere Soldi. Cosi’ i nuovi minimi “virtuali” delle colf Dal primo gennaio i minimi salariali delle colf sono aumentati a 9.560 lire all’ora. Ma, nonostante questo adeguamento all’inflazione, tutti sanno che la cifra non corrisponde alla realta’, infatti nelle grandi citta’ e’ impossibile trovare una donna a ore a meno di 11 – 12 mila lire. Qui a fianco la tabella con i nuovi minimi per i collaboratori domestici, conviventi e non conviventi (mensile o all’ora), e per chi presta l’assistenza notturna. Categoria Conviventi (al mese) Non conviventi (all’ora) Assistenza notturna (al mese) 1a super 1.207.680 9.560 1.388.830 1a 1.076.850 8.710 1.258.000 2a 875.570 7.250 1.006.400 3a 674.290 5.280 805.120* * Per la sola assistenza notturna (fascia oraria dalle 21 alle 8 del giorno successivo). Le indennita’ sostitutive del vitto e alloggio dal 1o gennaio 1997 sono fissate in 2.320 lire, per ciascun pasto, e 2.020 lire per il pernottamento.

Golinucci Paolo, Comegna Domenico

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(11 febbraio 1997) – Corriere della Sera

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Polizze vita, ora dimagriscono i preventivi

Con i tassi che vanno sempre piu’ giu’ anche la pensione di scorta fatta con una polizza vita rendera’ meno. Perche’ nei fondi in cui gli assicuratori investono i soldi dei clienti ci sono soprattutto titoli di Stato, che ora rendono certamente meno che in passato. E allora l’ Isvap (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni) e’ corsa ai ripari, abbassando il rendimento ipotetico con cui gli agenti costruiscono i preventivi. Dal prossimo primo gennaio, quindi, chi andra’ a comprare una polizza vita si vedra’ proporre delle tabelle con proiezioni a un tasso ipotetico lordo dell’ 8,5% e non piu’ del 10%, il rendimento con cui si sono costruite tutte le ipotesi dal ‘ 94 ad oggi. Questo tasso, lo ricordiamo, non e’ da confondere con quel minimo garantito (3 4%) che le compagnie si impegnano a riconoscere al cliente. Che cosa significa dunque il taglio di questo rendimento ipotetico per chi ha gia’ una polizza? Anche se, lo ripetiamo, questo tasso ha un puro valore esemplificativo che non impegna l’ assicuratore, chi ha acquistato un contratto negli ultimi due anni deve abituarsi a ragionare in altri termini sul risultato finale. Perche’ , inevitabilmente, ricalcolando tutto il percorso residuo della polizza con il nuovo tasso, il capitale o la rendita finali saranno sicuramente ben piu’ bassi di quelli ipotizzati all’ inizio. Nell’ esempio (vedi grafico) abbiamo rifatto i conti in tasca al possessore di una polizza ventennale con capitale differito: il suo ipotetico risultato finale non e’ piu’ pari a 108 ma a 94 milioni. C’ e’ anche un altro ragionamento da fare: il tasso ipotetico di rendimento al 10% presupponeva un’ inflazione superiore all’ attuale 3,4%. Quindi, se il costo della vita scendera’ ancora, il potere d’ acquisto del capitale dovrebbe restare uguale.

Golinucci Paolo

Pagina 19
(15 ottobre 1996) – Corriere della Sera

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Polizze vita, come farsi la pensione scommettendo sulla lira

Lo shopping delle polizze vita non conosce piu’ frontiere. Oggi il risparmiatore italiano puo’ sottoscrivere liberamente polizze di compagnie straniere cosi’ come puo’ essere contattato da assicurazioni con sede all’ estero. Ma questi prodotti sono convenienti? Servono davvero a costruirsi un paracadute pensionistico? LE ALTERNATIVE In questi servizi sono analizzate le soluzioni . e i relativi rendimenti . che si possono trovare nei tre Paesi europei piu’ importanti: Gran Bretagna, Francia e Germania. Se per dimensioni geografiche e popolazione i tre Stati sono paragonabili all’ Italia non altrettanto si puo’ dire nel campo assicurativo. Basti pensare che ogni inglese investe in polizze vita sei volte piu’ di un italiano, un francese addirittura sette e il tedesco soltanto tre. Nel grafico qui a fianco si puo’ vedere come occupiamo stabilmente uno degli ultimi posti in questa particolare classifica. PER TUTTI I GUSTI La prima differenza che balza agli occhi e’ l’ estrema variabilita’ delle offerte straniere. Molte delle soluzioni proposte oltrefrontiera assomigliano piu’ a un investimento finanziario che a una soluzione assicurativa made in Italy. Con tutti i vantaggi e i rischi che questa differenza comporta. Cosi’ se il tasso d’ interesse delle nostre polizze vita e’ sempre di segno positivo e allineato mediamente al rendimento dei titoli di Stato (Bot, Cct, Btp), oltre confine sono molto diffuse le polizze strettamente legate ai diversi mercati finanziari e che prevedono esaltanti rendimenti, ma anche potenziali perdite. A differenza della polizza vita nostrana, dove la performance deriva anno dopo anno dai rendimenti conseguiti da un unico fondo nel quale vengono investiti, al netto dei costi, i risparmi degli assicurati, sono diffuse in Gran Bretagna e Germania le Unit Linked che combinano, a scelta dell’ assicurato, un mix di fondi azionari, immobiliari, obbligazionari. E con l’ aumento della dose di rischio, viene a mancare la garanzia di un tasso minimo caratteristica dei nostri contratti. EFFETTO CAMBIO Un altro aspetto da valutare con cura e’ quello relativo al rischio cambio: acquistare polizze estere significa investire su titoli in valuta. Quindi al rendimento finanziario della polizza si deve aggiungere o sottrarre la variazione intervenuta nel rapporto di cambio valuta lira. Se, quindi, non si e’ molto ottimisti sul futuro della nostra divisa, visti i prodigiosi recuperi degli ultimi mesi, la polizza in valuta puo’ rappresentare una valida scommessa. Ma anche chi ha gia’ una polizza targata “lira” puo’ sempre accoppiarla con una in valuta e costruirsi cosi’ un paracadute ancora piu’ ampio in grado di fronteggiare qualsiasi turbativa sui mercati finanziari. La polizza italiana puo’ garantire quella sicurezza di performance di cui si e’ alla ricerca. Mentre la formula straniera . ad elevato rischio finanziario . puo’ mettere un po’ di pepe ai rendimenti. E guardando all’ andamento dei cambi dagli anni ‘ 80 in poi si puo’ facilmente scoprire come sul lungo periodo gli investimenti in valuta siano stati vincenti. Dall’ 81 ad oggi, ad esempio, l’ Ecu e’ cresciuto del 62%, il marco di oltre il 100%, il dollaro del 90% (ma con alti e bassi). LA PARTE DEL FISCO Anche i premi pagati per polizze vita all’ estero sono detraibili dall’ Irpef. Il risparmio massimo che si puo’ ottenere e’ pari al 22% di 2.500.000 lire e cioe’ 550.000 lire. Alla formazione del tetto di 2,5 milioni contribuiscono sia le assicurazioni italiane che quelle straniere (ma per la detraibilita’ occorre versare in Italia l’ imposta del 2,5% sul premio). ————————- PUBBLICATO —————————— TITOLO: Dollari, marchi, Ecu: le soluzioni migliori restando a casa – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Farsi una pensione di scorta scommettendo sulla lira debole. Per raggiungere l’ obiettivo si puo’ comprare anche una polizza in valuta estera offerta dalle nostre compagnie. La scelta non manca: Ecu, marco, franco svizzero, dollaro, yen. Come funzionano. L’ assicurato paga in lire ma il capitale viene investito in titoli in valuta straniera . quasi sempre a reddito fisso . invece che in Bot e Cct. Il rendimento dipende sia dalle performance dell’ investimento finanziario estero sia dal cambio tra valuta e lira. Quanto piu’ la nostra divisa s’ indebolisce tanto piu’ cresce la convenienza dell’ operazione. E viceversa. Quanto fruttano. Nelle tabelle in alto sono riportati i migliori rendimenti conseguiti nel ‘ 95 dalle polizze nelle principali valute: si va dal 5,44% (franchi svizzeri) al 10,32% della formula in marchi di Bayerische. I rendimenti cosi’ ottenuti si capitalizzano anno dopo anno. L’ effetto cambio si fa sentire solo quando viene chiesta l’ estinzione della polizza o la trasformazione del capitale assicurato in lire. Ad esempio nel ‘ 95 la rivalutazione media del franco svizzero e’ stata dell’ 11,20%, quella del marco del 5,5%. Il rendimento effettivo annuo, in caso di conversione, sarebbe salito al 16,64 per cento per la polizza Sai in franchi e al 15,82% per Bayerische. Amarcord. L’ esperienza degli ultimi quindici anni dimostra che marco ed Ecu si sono sempre rivalutati. La divisa tedesca ha raddoppiato il suo valore, lo Scudo e’ cresciuto del 62%. Anche il dollaro si e’ rivalutato ma ha riservato qualche delusione. Ad esempio, chi avesse acquistato una polizza in dollari nell’ 86 si troverebbe oggi con una perdita di cambio del 16%. ————————- PUBBLICATO —————————— TITOLO: Gran Bretagna a tutto Fondo. E la rendita puo’ volare – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Nel Paese degli assicuratori, il ricorso alle polizze vita e’ davvero elevato. L’ ammontare complessivo dei premi annui sfiora in Gran Bretagna i 112.000 miliardi di lire. Due sono le formule tra cui il cliente, anche italiano, puo’ scegliere: le polizze With profit e le Unit linked. Le prime, simili ai prodotti tradizionali italiani, si riferiscono ad un fondo di natura obbligazionaria e prevedono un rendimento minimo garantito. Le seconde, ultimamente piu’ diffuse, sono collegate a fondi di investimento (Unit Trust). Le performance annue, quindi, non sono uguali per tutti i sottoscrittori ma dipendono dal mix di fondi scelto. A differenza della formula With profit, le Unit linked non garantiscono una performance minima: ad elevati rendimenti possono far seguito risultati piu’ modesti se i mercati finanziari sono andati male. L’ assicurato, comunque, puo’ variare la composizione del proprio portafoglio, in genere senza costi aggiuntivi. Sul fronte dei rendimenti a un anno spicca, tra le Unit linked, il fondo Skandia.Framington: piu’ 85,26%. A cinque anni la maglia rosa va a Scott Prov Inst Tech: piu’ 279%. I migliori rendimenti delle polizze tradizionali sono stati nel ‘ 95 intorno al 7%. A cinque anni il guadagno piu’ elevato supera il 40%. Da segnalare che in genere le polizze With profit prevedono un bonus, cioe’ una maggiorazione del capitale per chi arriva alla scadenza del contratto. ————————- PUBBLICATO —————————— TITOLO: La ricetta francese: costi bassi e tanta trasparenza – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – L’ esperienza francese e’ la piu’ simile alla nostra anche se le dimensioni del mercato non sono paragonabili (90.000 miliardi annui di premi contro 17 mila). Le caratteristiche delle polizze sono piu’ o meno identiche. In un punto, pero’ , i francesi sono all’ avanguardia: la trasparenza. L’ assicurato d’ Oltralpe e’ informato su tutte le spese a suo carico: dai caricamenti alla commissione di gestione del fondo. I caricamenti . cioe’ la parte del versamento che non viene investita ma serve per coprire le spese della compagnia . vanno dal 3,5 al 7% annuo. Il livello medio italiano si aggira intorno al 15%. Ovviamente quanto piu’ elevati sono i caricamenti minore sara’ la somma messa a fruttare e, di conseguenza, si ridurra’ anche la redditivita’ dell’ investimento. Le polizze francesi, inoltre, riconoscono all’ assicurato tra il 90 e il 100% del rendimento del fondo, depurato di spese fisse di gestione (dallo 0,4 allo 0,8%). In una polizza vita italiana invece l’ aliquota di retrocessione e’ mediamente dell’ 80%. Cosi’ con una performance lorda del 10% il guadagno netto nel conto dell’ assicurato francese e’ di circa il 9,2% contro il nostro 8%. Nel ‘ 95, come si puo’ vedere dalla tabella, il rendimento netto delle principali compagnie e’ stato del 7% con un’ inflazione dell’ 1,8%. Le polizze italiane hanno reso circa il 9% con un’ inflazione pero’ del 5,3%. Nella sfida tra rendimenti reali, al netto dell’ inflazione, le compagnie transalpine battono di un punto e mezzo quelle nostrane: 5,2% contro il 3,7%. ————————- PUBBLICATO —————————— TITOLO: Paracadute super per chi mette la divisa tedesca – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Anche i tedeschi, come gli inglesi, nel costruirsi un paracadute pensionistico possono scegliere tra numerose soluzioni. La Germania e’ al terzo posto in Europa quanto a raccolta annua: oltre 71 mila miliardi di lire. La parte del leone la fanno i contratti Unit Linked, cioe’ collegati a fondi d’ investimento. Ogni compagnia ne offre diversi: la sola Skandia Lebensversicherung, filiale del colosso svedese, ne ha ben 59. A seconda dell’ eta’ del sottoscrittore le compagnie tedesche consigliano combinazioni differenti: piu’ si e’ giovani maggiore e’ il peso dell’ investimento azionario rispetto a quello obbligazionario. Ad esempio se alla pensione mancano piu’ di 20 anni alcune polizze consigliano di investire per il 30% in fondi azionari ad alto rischio, per il 40% in umbrella fund a medio rischio ed il 30% in blue chip. Se l’ eta’ della pensione dista invece tra i 6 ed i 10 anni e’ consigliato dedicare solo un 20% in umbrella fund, il 50% in blue chip e il 30% in titoli a reddito fisso. Nella tabella qui a fianco abbiamo selezionato alcuni fondi delle polizze Unit Linked tedeschi suddivisi tra diverse tipologie d’ investimento. I rendimenti variano da settore a settore: si va dal 5,85% dei fondi immobiliari di Deutsche Bank e Skandia, al 10,90% degli obbligazionari di Colonia e Gerling, fino al 38,46% di Skandia Fidelity Fds Nordic, che investe in azioni scandinave. La vera convenienza nell’ acquistare una polizza tedesca e’ ovviamente legata alla forza del marco. Che per un italiano puo’ dare ancora piu’ sprint ai rendimenti. ————————- PUBBLICATO —————————— TITOLO: QUASI ULTIMI IN EUROPA GLI INDIRIZZI A CUI RIVOLGERSI – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Ecco gli indirizzi a cui rivolgersi per sottoscrivere una polizza vita con una compagnia francese, inglese o tedesca. I telefoni sono quelli delle direzioni generali. FRANCIA. Il prefisso per tutte le societa’ che hanno sede a Parigi e’ 00331. Axa 40.75.57.00; Gan 42.47.50.00; Predica 43.23.66.47; Uap 47.74.10.01. GRAN BRETAGNA. Commercial Union 0044.171 28.37.500; Eagle Star 0044.171 92.91.111; General Accident 0044.1738 21.202; Norwich Union 0044.1603 62.22.00. GERMANIA. Il prefisso e’ 0049. Colonia 221.69.001; Gerling 221.14.41; R V Lebensversicherung 611.53.30; Skandia Lebensversicherung 30.88.57.700. (L’ incidenza percentuale sul Prodotto interno lordo degli investimenti in polizze vita. Dati aggiornati al 1993)

Golinucci Paolo

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(2 luglio 1996) – Corriere della Sera

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Piccole, ma redditizie

Piccole compagnie, ma ottimi risultati. Basta dare uno sguardo alla tabella a lato che elenca i rendimenti lordi conseguiti nel 1995 da 20 fondi medio piccoli (insieme hanno una quota di mercato di circa il 4%). Se confrontiamo questi risultati con quelli realizzati dalle 50 piu’ importanti compagnie (CorriereSoldi n 14), balza subito all’ occhio che fondi piu’ piccoli e piu’ facili da gestire consentono performance piu’ brillanti. Basti pensare che ben il 42% di questo campione ha totalizzato performance superiori al 12%. Al primo posto troviamo la Veneta Vita, con il 13,5% del fondo Vevias. Brillante pure la performance di National Nederlanden che con il 12,7% di Nat Nedinvest precede il fondo Sun Alliance Plus (12,65%). Va detto, comunque, che alcune tra queste compagnie fanno in realta’ parte di autentici colossi assicurativi internazionali, come Winterthur o National Nederlanden o Commercial Union. POLIZZE VITA, LE PERFORMANCE ‘ 95 (I rendimenti lordi e netti minimi di alcuni fondi assicurativi nel 1995) Compagnia.Nome FondoRend.Rend. lordo netto Veneta Vita . Vevias 13,05%10,44% National Nederland . NatNedInvest 12,70%10,16% Sun Alliance Vita . Sun Alliance plus12,65%10,12% Assimoco Vita . Previcra 12,30%10,46% Intercontinentale . Vita in 12,19%9,75% Noricum Vita . Previdenza 12,16%9,73% Aurora . Concreta 12,13%9,70% FATA . Fatainvest 12,00%9,60% CBA Vita . Vitabank 12,00%9,60% Cardif Vie . Attivo Cardiff 11,53%9,22% Compagnia.Nome FondoRend.Rend. Sara Vita . Fondo Soci 11,83%9,76% Helvetia Vita . Helvirend 11,72%9,96% Universo Vita . Univita 11,43%9,14% Systema Vita . Gestintesa 11,30%9,04% Swiss Life Vita . Swiss Life invest11,20%8,96% Lavoro e Sicurta’ . Vitariv 11,20%8,96% Commercial Union Life . Liftco 10,80%8,64% Adria Vita . Genercasse 10,70%8,56% MAA Vita . Domani MAA 10,68%8,54% MGF Vita . ASPAV 10,36%8,81%

Golinucci Paolo

Pagina 19
(7 maggio 1996) – Corriere della Sera

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Polizze vita 1995, chi ti da’ di piu’

Per poco le polizze vita non hanno fatto 12. Nel ‘ 95 il rendimento medio ottenuto dalle 50 principali compagnie ha raggiunto l’ 11,5%. Il rendimento netto riconosciuto ai clienti e’ stato mediamente del 9,20%. Il ‘ 95, quindi, si e’ chiuso in modo abbastanza positivo se si pensa che l’ inflazione media e’ stata del 5,36%. Se si fa il confronto con i titoli di Stato le cose sono meno positive: il rendimento medio dei Bot e’ stato del 9,40%. DOVE INVESTONO La composizione dei fondi nei quali vengono investiti i premi e’ comune: molti titoli di Stato ed obbligazioni, immobili e una spruzzatina di azioni. Ma il segreto del successo sta nelle dosi in cui vengono scelti i diversi mercati finanziari. Il rendimento, comunque, non e’ la sola variabile da considerare per valutare la convenienza di una polizza. Bisogna tenere conto delle spese che il cliente, molto spesso senza saperlo, deve sostenere. In pratica non tutto il premio pagato dall’ assicurato viene investito. Una fetta piu’ o meno grande . si va dal 5% dei nuovi prodotti al 20% di quelli piu’ vecchi . viene trattenuta dalla compagnia per far fronte ai proprio costi. Meno soldi vengono investiti minore sara’ il capitale o la rendita che si otterra’ . LE PERFOMANCE Nella tabella qui a fianco sono indicati i rendimenti lordi ottenuti da 50 fondi (sono stati scelti quelli attualmente piu’ utilizzati dai clienti delle varie compagnie). La societa’ con la migliore performance e’ la Gan Italia Vita: il suo fondo Open ha reso il 14,4%. Al secondo posto si piazza Finanza e Futuro (13,4%), al terzo Winterthur vita con il 13,04 e cosi’ via fino ai fanalini di coda dove il rendimento e’ stato di poco superiore al 10%. Attenzione pero’ . Di questo rendimento solo una parte . l’ aliquota di retrocessione indicata nella terza colonna . viene accreditata sul conto dei clienti. Dopo questo taglio il rendimento netto va dal 12,2 sempre di Gan Italia all’ 8,3%. LA MANO DEL FISCO Uno sprint ai rendimenti la da’ poi il Fisco. Il 22% del premio va detratto dall’ Irpef: lo sconto massimo e’ di 550 mila lire (il 22% di 2,5 milioni). Grazie a questa spinta il rendimento di una polizza decennale cresce in media del 4,2%. QUANTO HANNO FRUTTATO NEL ‘ 95 Compagnia Norme Fondo Rendimento % minima Rendimento Lordo % retrocessa netto % 1Gan Italia Vita Open 14,35 85 12,20 2Finanza e Futuro vita Sistema futuro 13,39 80 10,71 3Winterthur Vita Benefici Garantiti 13,04 80 10,43 4Carivita Sicurfondo 12,22 85 10,39 5Intercontinentale Vitain 12,10 80 9,76 6Mediolanum Vita Medinvest3 12,18 80 9,74 7Duerrevita R R 12,07 80 10,26 8Bnl Vita Capitalvita 11,90 80 9,48 9Lloyd adriatico E.P.U. 11,85 80 9,52 10Bnc Assicurazioni Bancom 11,90 87,50 10,41 11INA Moneta Forte 11,83 80 9,46 12Sai Press 11,80 80 9,44 13Axa Gestiriv 11,75 80 9,40 14Unipol Vitattiva 11,71 80 9,37 15Eurovita Primariv 11,68 80 9,34 16Alisecures Vita Riall 11,64 80 9,31 17Generali Gesav 11,62 80 9,30 18Sanpaolo Vita Capitalpiu’ 3 11,57 85 9,83 19Bayerische Vita Bayerische2000 11,52 80 9,22 20Prime augusta Vita Auris 11,44 80 9,15 21Basilese Vita nuova Norvita 11,41 80 9,13 22Itas Vita Nuova Norvita 11,41 80 9,13 23Nuova Tirrena Tirrena 3 11,43 80 9,14 24Schweiz Vita P.R.P. 11,39 80 9,11 25Reale Mutua 100 Reale 11,37 100 11,37 26Milano Assicurazioni Viva 11,36 80 9,09 27Uap Vita Fondo uap (1) 11,36 85 8,64 28Alleanza S. Giorgio 11,30 80 9,04 29Toro Rispav 11,26 80 9,01 30BPB Assicurazioni vita Armonium 11,25 80 9 31Azuritalia Azuritalia 11,25 80 9,00 32Italica Dival Vita Vitariv 11,20 80 8,96 33Italiana Assicurazioni Vita90 11,18 80 8,94 34RAS Vitariv 11,20 80 8,96 35Prudential Vita Prefin 11,18 80 8,95 36Minerva Vita Minervir 11,17 80 8,94 37Arca Vita Oscar 11,15 80 8,92 38Risparmio Vita Plus 11,15 80 8,92 39Fondiaria Assicurazioni Fondivita 11,13 80 8,90 40Zurigo Vita Vita vis 11,12 82 9,67 41Assiba Gestassiba 11,10 80 8,88 42Vittoria Valore crescente 11,14 80 8,91 43Montepaschi Vita MPV 11,09 85 9,43 44Previdente Vita Gepre 11,03 80 8,82 45Meie Vita Risp. Dinamico 10,94 80 8,75 46Abeille Vita Valorvita 10,89 80 8,71 47Fideuram Vita Previ 10,76 80 8,61 48Cattolica Ri.Spe.Vi. 10,76 80 8,61 49Commercial union Vita Gefin 10,65 80 8,52 50La Venezia Ri.Alto 10,44 80 8,35 (1) dal rendimento lordo vanno sottratte le spese di gestione, pari ad un max dell’ 1,2 ————————- PUBBLICATO —————————— TITOLO: E’ Gan Italia la prima della classe – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Un risultato decisamente brillante, anche se le dimensioni sono limitate: Open, uno dei due fondi amministrati da Gan Italia Vita, e’ in testa nella classifica delle performance: 14,4% di rendimento lordo. Con un’ aliquota di retrocessione che va dall’ 85 al 90%, significa almeno un 12,2% di rendimento netto. Accanto a un 70% impiegato in titoli di Stato (soprattutto Btp), e un 3% destinato al mercato azionario, Open ha investito almeno il 20% in fondi comuni (5% in bilanciati internazionali, 15% in obbligazionari misti). Una particolarita’ che pero’ non basta a spiegare il risultato. “Quando si hanno patrimoni piu’ ridotti . dice Charles Marie Philippe de Tinguy, direttore generale della compagnia . e’ piu’ facile ottenere performance brillanti. Anche nel 1995, comunque, abbiamo avuto una gestione piuttosto prudente, cercando solo di sfruttare le poche opportunita’ offerte dal mercato e di movimentare il portafoglio”. Piu’ che all’ exploit di Open nella filiale italiana del colosso transalpino (nel ‘ 95 ha raccolto quasi 13 mila miliardi di premi) preferiscono rimarcare i risultati della seconda gestione separata della societa’ : Vitafin (oltre 788 miliardi). “Anche qui . conclude de Tinguy . da parecchi anni siamo fra i primi della classe”. ————————- PUBBLICATO —————————— TITOLO: PRIMA DI FIRMARE OCCHIO A… RENDIMENTO LORDO PERCENTUALE DI CARICAMENTO RISCATTO ANTICIPATO – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Il rendimento lordo misura la capacita’ delle compagnie nel far fruttare i premi raccolti. Attenzione pero’ : non corrisponde al tasso d’ interesse effettivamente attribuito. Le compagnie riconoscono ai clienti solo una parte di questo rendimento: di norma l’ 80 85% (la cosiddetta “aliquota di retrocessione). Corrisponde alla parte del premio che la compagnia non investe ma che trattiene per coprire le sue spese. Dall’ inizio del ‘ 96 deve essere dichiarata nei nuovi contratti. Anche se si e’ gia’ assicurati conviene comunque chiedere la percentuale di caricamento: piu’ alta e’ minore sara’ il rendimento del proprio investimento. E’ la possibilita’ di interrompere prima della conclusione prevista il contratto chiedendo alla compagnia il rimborso del capitale accantonato. Questa operazione non e’ mai conveniente. Nei contratti tradizionali solo per poter ottenere la restituzione dei premi versati, bisogna aspettare che sia trascorso almeno il 50 per cento della durata contrattuale.

Golinucci Paolo

Pagina 17
(16 aprile 1996) – Corriere della Sera

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Polizze vita, come farle rendere

Quanto investire? E’ la prima domanda da porsi prima di sottoscrivere un’ assicurazione sulla vita per integrare l’ assegno della pensione. Occorre valutare gli anni che mancano al traguardo, quale sara’ l’ importo della pensione e di quanto sara’ inferiore al reddito abituale. E infine decidere, in base al costo dell’ operazione, se l’ integrazione deve essere totale oppure se conviene accontentarsi di un reddito inferiore. Perche’ una cosa e’ chiara: il costo puo’ essere molto elevato. E guardando i sei identikit disegnati qui sopra ognuno se ne puo’ rendere conto. GLI IDENTIKIT Gli esempi sono elaborati grazie a un programma informatico messo a punto dall’ Ifa (Istituto per la formazione professionale assicurativa), che consente di stimare l’ importo della pensione, di valutare qual e’ la differenza rispetto al reddito desiderato e di calcolare quanto investire in una polizza vita per coprire quella differenza (in tutto o in parte). I valori sono in lire attuali: tengono quindi conto dell’ inflazione ed esprimono cifre che corrispondono al potere di acquisto di oggi. Nell’ elaborazione si e’ ipotizzato inoltre che il reddito all’ eta’ della pensione sia uguale a quello attuale e che i guadagni crescano a un tasso reale del 2,2% annuo. QUALCHE CONTO Poco meno di 14 milioni e mezzo all’ anno per 20 anni. Oppure 189 milioni in una volta sola. Per la commerciante del primo esempio, costituirsi una rendita che le consenta di non diminuire le sue entrate, e’ un’ operazione decisamente costosa. Quarantenne, con 15 anni di contributi versati, andra’ in pensione fra 20 anni ma le spettera’ un assegno pari a meno della meta’ del suo reddito. Le soluzioni (in questo, come negli altri esempi riportati) possono essere diverse. La prima e’ una polizza di rendita, che garantisce quindi un assegno per tutta la vita, con controassicurazione (senza copertura per il caso di morte: agli eredi spetterebbe soltanto la restituzione dei premi versati, rivalutati), e con premio crescente di anno in anno. Anche la rendita e’ rivalutabile, cioe’ aumentera’ in base all’ andamento del fondo collegato alla polizza. Naturalmente, questa signora potra’ anche scegliere di incassare un assegno meno ricco. E’ probabile, d’ altra parte, che dopo i 60 anni le sue esigenze si riducano: soltanto per fare un esempio, oggi una parte dei suoi guadagni potrebbe servire per pagare un mutuo, ma domani questa necessita’ non ci sara’ piu’ . Per avere una rendita di 10 milioni dovra’ sborsare un premio annuo di circa 5 milioni. Oppure potrebbe scegliere una polizza che garantisca sempre una rendita vitalizia, ma a premio unico. Versera’ quindi un’ unica somma alla compagnia, di importo, ovviamente, molto piu’ consistente: con 189 milioni pagati subito nel 2016 iniziera’ a incassare i 27 milioni all’ anno che le servono. Le soluzioni sono insomma numerose. Ed e’ possibile anche combinare fra loro i due tipi di contratto. Per esempio versando 69 milioni una tantum, e 5 milioni all’ anno per 20 anni, la signora incasserebbe due rendite (20 milioni complessivi). Gli altri esempi seguono lo stesso schema, con differenze notevoli tuttavia per quanto riguarda gli importi da versare. Il dipendente cinquantenne dovrebbe colmare una differenza di soli 13 milioni e mezzo rispetto al suo reddito pre pensione: con un premio annuo inferiore a 3 milioni, o un versamento unico di 42, potrebbe avere una rendita di 12 milioni. ————————- PUBBLICATO —————————— TITOLO: Sei regole da conoscere – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Tenere sempre presenti le proprie esigenze. Sottoscrivere una polizza mista . cioe’ con copertura in caso di morte . quando non si hanno coniuge ne’ figli, per esempio, e’ del tutto inutile. Interpellare sempre piu’ compagnie, e confrontare i costi: oggi e’ piu’ semplice, dato che si puo’ chiedere a ognuna l’ incidenza dei caricamenti sui premi. Dare la preferenza ai prodotti nuovi, che di regola sono piu’ flessibili e meno costosi. Preferire i contratti che consentono il riscatto (annullamento del contratto e restituzione dei premi) fin dal primo anno. Ma ricordare che esercitare il riscatto nei primi cinque anni significa perdere i vantaggi fiscali. Verificare se il contratto prevede un rendimento minimo e il consolidamento dei risultati (la nota informativa lo deve specificare). In mancanza di queste garanzie, il rischio dell’ investimento e’ paragonabile a quello di un fondo comune. Ricordare che esiste la possibilita’ di esercitare, entro 30 giorni dalla stipula, il diritto di recesso. ————————- PUBBLICATO —————————— TITOLO: Meglio pensarci per tempo – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Affrontare per tempo il problema pensione e’ la soluzione migliore. Chi inizia oggi la sua attivita’ puo’ distribuire l’ investimento su molti anni riducendo cosi’ l’ impatto dei sacrifici. E’ il caso del giovane di 25 anni che, pagando fino al giorno della pensione, circa 800 mila lire l’ anno, si puo’ garantire una vecchiaia tranquilla. In un arco di tempo cosi’ lungo le cose, pero’ , possono cambiare e quindi bisognera’ essere pronti ad apportare i correttivi del caso. Simile la situazione dell’ impiegata di 35 anni: pagando 4 milioni per 25 anni (o 56 in un colpo solo) non avra’ problemi. All’ artigiano trentenne puo’ essere sufficiente una polizza da 3 milioni all’ anno. Chi invece e’ piu’ vicino alla pensione, se non ha ancora provveduto, si trova a dover affrontare un impegno notevole. Se il sessantenne, che andra’ in pensione fra cinque anni, vuole ritrovarsi con un reddito uguale a quello attuale (60 milioni), deve pagare ben 28 milioni all’ anno per cinque anni oppure un premio unico di 127 milioni. ————————- PUBBLICATO —————————— TITOLO: Quanto vale il part time – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Cosa succede alla pensione in caso di trasformazione da tempo pieno a part time? Lo chiede Francesco Chiapperini di Milano. A lui e ai lettori interessati ricordiamo che la materia e’ disciplinata dalla legge 863 del 19 dicembre 1984, articolo 5, comma 11, illustrata dalle circolari Inps n 53631 Ago del 24 dicembre ‘ 86 e 145 del 25 maggio ‘ 95. Per il raggiungimento del diritto i periodi di lavoro part time sono considerati alla stessa stregua di quelli a tempo pieno (ad esempio chi ha lavorato per 26 anni a tempo pieno e 9 a part time matura ugualmente i 35 anni per l’ anzianita’ ). Per il calcolo della pensione le settimane a part time valgono in proporzione all’ orario effettivamente svolto: ad esempio, due settimane a meta’ orario contrattuale valgono una. La retribuzione pensionabile delle settimane a part time viene rapportata alle settimane equivalenti a tempo pieno. Il periodo di riferimento per il calcolo della pensione, quindi, si allunga. ————————- PUBBLICATO —————————— TITOLO: Massima liberta’ nei pagamenti e nei riscatti – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Uno dei difetti delle polizze tradizionali era la loro immutabilita’ : una volta sottoscritto il contratto, non restava che portare fino in fondo l’ impegno, anche se nel frattempo erano mutate le esigenze. Cambiare idea significava spesso rimetterci. I nuovi contratti fanno invece della flessibilita’ il loro punto di forza. Si possono sottoscrivere, per esempio, polizze senza scadenza prefissata (“a vita intera”): l’ assicurato potra’ incassare il suo capitale o la rendita quando lo riterra’ piu’ opportuno. Sono di questo tipo, per esempio, la polizza Vita Star, della Nationale Suisse vita, la Open dell’ Abeille vita, o la Investimento diversificato della Winterthur vita (che inoltre prevede l’ investimento integrale dei premi). Diverse compagnie poi hanno lanciato polizze che possono essere gestite con la massima liberta’ . L’ unico obbligo del sottoscrittore e’ in sostanza il versamento di un premio. Negli anni successivi si potra’ versare quanto si vuole (o non versare). Anche i riscatti sono liberi (ma attenti al trattamento fiscale). Segnaliamo Conto polizza dinamico di Prudential vita, Intempo di Carivita (Cariplo), Provvedo di Montepaschi vita, Capitale su misura della Sai, Integra di Sanpaolo vita, Programma pensione di Assiba (Comit). Elementi di flessibilita’ caratterizzano anche Completa, di Mediolanum vita (ma non sui riscatti). Tra le novita’ la polizza Tredicesima mensilita’ , di Norwich union vita: a chi incassa la rendita spetta, a fine anno, una mensilita’ in piu’ (per chi sceglie il capitale c’ e’ la maggiorazione di un tredicesimo). ————————- PUBBLICATO —————————— PENSIONI INTEGRATIVE . 2 RENDIMENTI PIU’ ALTI MA ANCHE MAGGIORI RISCHI TITOLO: Un paracadute su misura Le assicurazioni lanciano prodotti super flessibili – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Isei lavoratori di questa nostra elaborazione hanno tutti scelto di arrotondare la pensione pubblica puntando su polizze di rendita (con premio annuo o unico). Si tratta dei prodotti piu’ adatti a risolvere un problema puramente previdenziale. Entrambi, infatti, garantiscono una rendita vitalizia (che verra’ corrisposta per tutta la vita dell’ assicurato). La rendita e’ rivalutabile: questo significa che l’ importo non e’ fisso, ma crescera’ di anno in anno in base all’ andamento del fondo collegato alla polizza. Sul mercato, pero’ , esistono anche tanti altri prodotti. Si va dai contratti piu’ tradizionali (polizza mista) a quelli piu’ innovativi. Vediamoli. UN PARACADUTE IN PIU’ Le polizze cosiddette miste, che fino a poco tempo fa erano le piu’ vendute, offrono una copertura aggiuntiva, quella contro la morte. In caso di decesso dell’ assicurato garantiscono un capitale agli eredi, nettamente superiore alla semplice restituzione dei premi prevista dalle polizze di rendita (la cosiddetta controassicurazione). Tuttavia il problema previdenziale e’ diventato cosi’ importante che conviene oggi separare i due aspetti: un giovane capofamiglia, con figli piccoli, puo’ sottoscrivere, a parte, una polizza per il caso morte temporanea, che copra cioe’ il periodo in cui i figli avrebbero maggiori difficolta’ ad affrontare un evento del genere. RENDITA O CAPITALE Anche le polizze di capitalizzazione, che corrispondono alla scadenza un capitale anziche’ una rendita, e che sono molto di moda, non rispondono in realta’ perfettamente alle esigenze previdenziali. Ritrovarsi, al momento della pensione, con un capitale, non significa infatti aver risolto il problema: chi cessa la propria attivita’ , e ha la prospettiva di vivere ancora a lungo, ma non puo’ sapere per quanto, ha tutto l’ interesse a garantirsi una rendita che gli dia una certa tranquillita’ futura. Una polizza di capitalizzazione, invece, puo’ essere un buon investimento finanziario, come un fondo comune o un giardinetto di titoli, ma non da’ quel tipo di sicurezza. Va detto tuttavia che, a differenza di quanto accade per esempio con i fondi di investimento, quando si sottoscrive una polizza vita e’ sempre possibile, alla scadenza o nel corso del contratto, modificare la prestazione inizialmente prevista. Esercitare questo tipo di opzione comporta un certo costo. Per esempio, chi decide per la rendita avendo scelto all’ origine il capitale, incassa una somma un po’ piu’ modesta di quella prevista se avesse fatto questa scelta dall’ inizio. Ma la penalizzazione e’ tanto piu’ modesta quanto prima si esercita l’ opzione. NUOVI PRODOTTI Il mercato delle assicurazioni vita in Italia sta in ogni caso attraversando un periodo di forte innovazione. Un primo scrollone l’ hanno dato le aziende di credito che per prime, attraverso quella che e’ stata chiamata “bancassicurazione” (cioe’ la cooperazione tra banche e compagnie per offrire prodotti assicurativi, particolarmente nel ramo vita), hanno iniziato a offrire polizze semplici, trasparenti e flessibili, con costi contenuti. E questo ha spinto molte compagnie “tradizionali” a rinnovare la gamma dei loro prodotti. Ma un cambiamento ancora piu’ importante e’ quello che viene dalla liberalizzazione del mercato assicurativo vita a livello europeo. Oggi le compagnie dell’ Unione europea possono vendere le loro polizze in regime di “libera prestazione di servizi” a tutti. E gia’ in Italia sono arrivate le prime polizze di nuovo tipo, contratti dove la componente di investimento e’ piu’ marcata. AZIONI IN PORTAFOGLIO Si tratta di prodotti gia’ collaudati all’ estero, soprattutto in Gran Bretagna, dove sono chiamati unit linked, cioe’ , letteralmente, legati all’ unit trust, al fondo di investimento. Anche le tradizionali polizze italiane funzionano sulla base di un fondo a gestione separata nel quale confluiscono i premi raccolti fra gli assicurati. Ma si tratta di grandi fondi investiti quasi esclusivamente in titoli di Stato. Nel caso delle unit linked, invece, gli investimenti sono del tutto simili a quelli dei fondi comuni, in cui la componente azionaria e quella estera possono avere un peso preponderante. Questo comporta una fondamentale differenza: non esiste, come nelle polizze tradizionali, un rendimento minimo garantito, ne’ la garanzia del consolidamento, anno per anno, del rendimento ottenuto. Esiste quindi un grado di rischio maggiore, e in sostanza l’ assicurato si affida alla capacita’ , che i mercati azionari hanno storicamente dimostrato, di dare, nel lungo periodo, risultati migliori di quelli obbligazionari. Anche se la flessibilita’ di questi prodotti consente a ciascuno di scegliere il mix che ritiene piu’ adatto fra investimenti azionari e obbligazionari. Per il momento, prodotti di questo tipo sono offerti da tre compagnie: Commercial union, con la Polizza europea (che a differenza delle altre e’ di diritto italiano, e quindi sottoposta all’ autorizzazione dell’ Isvap, l’ autorita’ di vigilanza italiana), Scottish equitable international, che ha sede in Lussemburgo e casa madre in Scozia (ma il controllo oggi e’ degli olandesi della Aegon), e Lombard, anch’ essa lussemburghese, controllata dalla britannica Standard life. ————————- PUBBLICATO —————————— PENSIONI INTEGRATIVE . 3 PIU’ TRASPARENZA NELLE POLIZZE TITOLO: CADE IL SEGRETO SUI COSTI OCCULTI – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – SI POSSONO CONOSCERE I COSTI DELLE POLIZZE VITA? Si’ . Ora le compagnie di assicurazione sono obbligate a comunicare i caricamenti. Cioe’ la parte del premio, pagato dal sottoscrittore, che non viene investita ma trattenuta dalla societa’ per coprire le proprie spese. Un vero e proprio costo occulto che . nelle polizze tradizionali . e’ mediamente del 15% del versamento annuo. E che finisce per incidere pesantemente sul rendimento finale. Cosi’ , ad esempio, se si versa un milione e i caricamenti sono del 15% vuol dire che ogni anno verranno messe a fruttare solo 850.000 lire. E meno soldi si investono minore sara’ il capitale o la rendita a cui si avra’ diritto. Ipotizzando sempre caricamenti del 15% e un tasso di rivalutazione del 9,5% a fine contratto il rendimento finanziario si riduce del 2,8%. E il cliente pero’ che deve richiedere queste informazioni, dopo di che le compagnie dovranno comunicarle per iscritto. L’ obbligo di svelare i caricamenti riguarda solo i nuovi contratti, cioe’ quelli sottoscritti dal ‘ 96. Chi ha gia’ una polizza vita puo’ richiedere lo stesso queste informazioni. Molte compagnie, anche se non sono obbligate a far cadere il velo sui costi occulti, si stanno prontamente adeguando. I DATI DEI PREVENTIVI SONO REALI O IPOTETICI? I dati riportati sul preventivo sono solo delle pure ipotesi: le compagnie non possono infatti garantire con certezza le performance per lunghi periodi. I dati, quindi, vanno letti con cautela. L’ Isvap . l’ organo di vigilanza sul settore . impone alle compagnie di fare ogni previsione sulla base di un tasso uguale per tutti e calcolato tenendo conto dell’ andamento dei mercati finanziari: attualmente il 10%. A conferma dell’ assoluta variabilita’ dei dati, da quest’ anno, in calce alla tabella del preventivo, ogni compagnia deve evidenziare a quanto ammontano le prestazioni a scadenza (sia come capitale sia come rendita) considerando anche un tasso lordo superiore e inferiore di un punto (11 e 9%). In un’ apposita tabella, inoltre, la Compagnia deve comunicare le performance riconosciute agli assicurati del proprio Fondo negli ultimi cinque anni, confrontate con i rendimenti netti di titoli di Stato e con l’ inflazione del periodo. DOPO QUANTI ANNI CONVIENE RISCATTARE LA POLIZZA? Riscattare una polizza non e’ mai un’ operazione conveniente. Di solito si ottiene una somma pari ai premi incassati (ma senza interessi) solo se e’ passato almeno meta’ del periodo di validita’ del contratto. Una vera e propria clausola capestro che ha danneggiato migliaia di assicurati: non sempre venivano informati sui rischi che correvano. Ora le cose sono destinate a cambiare. Tra i dati che le compagnie dovranno comunicare ai potenziali sottoscrittori ci sono anche, anno per anno, il valore di riscatto e quello di riduzione. Il primo corrisponde alla somma che si ritirera’ nel caso in cui si ponga fine anticipatamente al contratto. Il secondo rappresenta la cifra che, in caso di sospensione dei pagamenti, continuera’ a fruttare fino alla scadenza contrattuale. CHE COS’ E’ L’ ALIQUOTA DI RETROCESSIONE? E’ la quota del rendimento realizzato dalla compagnia che viene effettivamente riconosciuta al cliente. In genere e’ pari all’ 80%. Questo vuol dire che se la compagnia, investendo i premi raccolti, ha ottenuto un rendimento del 10% e la retrocessione e’ dell’ 80% il rendimento reale per il cliente sara’ dell’ 8%. Nella documentazione le compagnie devono precisare se gli utili vengono consolidati. Cioe’ se i risultati ottenuti sono acquisiti, cioe’ certi o se possono subire ulteriori riduzioni. C’ E’ UNA CLAUSOLA DI RIPENSAMENTO? Il cliente puo’ recedere dal contratto entro 30 giorni dalla sua conclusione. In questo caso l’ impresa di assicurazioni e’ tenuta al rimborso, al netto delle imposte, del premio eventualmente versato, con il diritto di trattenere le sole spese di emissione del contratto, se esplicitate nella proposta. COSI LE COMPAGNIE INFORMANO I CLIENTI (Esempio delle informazioni fornite ai potenziali clienti che vogliono sottoscrivere una polizza di capitale differito a premi unici ricorrenti. Il rendimento finanziario e’ il 10% annuo, l’ assicurato ha 40 anni, il versamento e’ di 2 milioni all’ anno per 20 anni.) Anno Versamenti cumulati Versamenti al netto del risparmio fiscale 22% Prestazioni assicurate (fine anno) RiscattoRiduzione a scadenza 1 2.000.000 1.560.000 1.924.675 7.968.898 2 4.000.000 3.120.000 3.996.587 15.371.496 3 6.000.000 4.680.000 6.227.001 22.248.039 4 8.000.000 6.240.000 8.826.205 29.881.698 5 10.000.000 7.800.000 11.494.120 36.058.283 6 12.000.000 9.360.000 14.427.274 44.196.339 7 14.000.000 10.920.000 17.604.613 49.785.145 8 16.000.000 12.480.000 21.046.465 54.944.444 9 18.000.000 14.040.000 24.826.311 61.212.535 10 20.000.000 15.600.000 28.929.334 65.710.799 11 22.000.000 17.160.000 33.383.165 69.854.758 12 24.000.000 18.720.000 38.217.799 73.672.317 13 26.000.000 20.280.000 43.555.889 78.478.446 14 28.000.000 21.840.000 49.362.397 81.765.614 15 30.000.000 23.400.000 55.678.425 84.787.595 16 32.000.000 24.960.000 62.548.685 87.565.794 17 34.000.000 26.520.000 70.021.810 90.119.869 18 36.000.000 28.080.000 78.150.702 92.467.911 19 38.000.000 29.640.000 86.992.905 94.626.528 20 40.000.000 31.200.000 96.611.010 96.611.010 LA MISURA DEL CARICAMENTO E’ DEL 7,5% ————————- PUBBLICATO —————————— TITOLO: Le voci da controllare prima di firmare – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Quali informazioni sono riportate nel preventivo di una polizza? Ecco come leggere i documenti consegnati dalle compagnie. Prima di dire si’ . Nella tabella qui sopra e’ riportato un esempio di preventivo, riguardante un quarantenne che investe due milioni l’ anno. Nella quarta colonna e’ espresso il valore di riscatto: cioe’ quanto si prendera’ chiudendo il contratto prima del tempo. Come si puo’ vedere l’ operazione e’ penalizzante fino al terzo quarto anno. Gia’ dal quinto il rimborso e’ superiore ai premi. Nell’ ultima colonna fa la sua apparizione da quest’ anno il valore di riduzione alla scadenza: e’ l’ importo del capitale o della rendita che, se si dovesse interrompere il pagamento dei premi prima del tempo, continuera’ a fruttare interessi secondo il rendimento della polizza negli anni successivi. Solo ipotesi. Attenzione: i dati espressi nel preventivo non si devono considerare garantiti: per quanto dedotti da valutazioni prudenziali, restano ipotetici. E per confermare questo concetto, ora le compagnie devono indicare anche le prestazioni ottenibili con un rendimento lordo superiore e inferiore di un punto a quello base (vedi i due foglietti qui sopra).

Conti Cristina, Golinucci Paolo

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(20 gennaio 1996) – Corriere della Sera