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Quando il rendimento e’ davvero senza segreti

Come riconoscere la compagnia che ti da’ di piu’ Quando il rendimento e’ davvero senza segreti Il tasso di rivalutazione non basta: spese e caricamenti penalizzano il capitale che state accantonando. I conti da fare prima di decidere Qual e’ il rendimento effettivo di una polizza? Come e’ possibile determinare con esattezza la resa finale, ad esempio dopo 10 o 15 anni di versamenti? Conoscere i tassi di rivalutazione, che annualmente vengono pubblicati dalle compagnie di assicurazione (e riportati nella tabella a pag. 2) puo’ non bastare per sciogliere tutti i nodi e per capire qual e’ la polizza migliore. CHE COSA GUARDARE E’ indispensabile conoscere anche i caricamenti, cioe’ le commissioni trattenute dalle assicurazioni per coprire le spese di gestione e distribuzione. Una cifra non di poco conto poiche’, a seconda dei contratti, queste spese possono oscillare tra il 5 e il 20 per cento. Quindi piu’ i caricamenti sono elevati, tanto minore e’ la redditivita’ dell’investimento. Il motivo e’ semplice, la quota di spese va a diminuire l’entita’ del capitale che viene messo a fruttare. Facciamo un esempio: se l’assicurato versa due milioni in una polizza vita con commissioni pari all’8 per cento, significa che 160.000 lire non vengono investite quindi contribuiranno a far salire il capitale solo un milione e 840 mila lire. Dal 1996 gli assicurati possono chiedere alla compagnia di assicurazione di conoscere l’entita’ dei caricamenti che gravano sulla polizza. Per trasferire questa informazione sul rendimento effettivo della polizza viene in aiuto la tabella a fianco, nella quale e’ calcolato di quanto si riduce per commissioni, imposte e tasse, la percentuale di rivalutazione della propria polizza. L’elaborazione riguarda una polizza di capitale differito con controassicurazione a premio annuo costante con durata 10 e 15 anni. E’ il contratto piu’ adatto a coprire esigenze previdenziali: alla scadenza l’assicurato ha diritto a incassare un capitale o una rendita, quanto piu’ alto e’ stato il rendimento del fondo in cui sono confluiti i premi e quanto piu’ bassi sono i costi. In caso di morte prima della scadenza, viene riconosciuta ai beneficiari una somma pari ai premi versati rivalutati. LE IMPOSTE Le imposte gravano per il 2,5 % su ogni versamento; alla scadenza della polizza sul capitale maturato viene applicata una ritenuta a titolo d’imposta pari al 12,5 % calcolata sulla differenza tra il capitale maturato e la somma dei versamenti. I contratti a lunga scadenza, sono pero’ meno tassati: l’aliquota del 12,5 % si riduce di uno 0,25 % per ogni anno trascorso superiore al decimo (5 anni in piu’ fanno diminuire l’imposta all’11,25 % ). IL CONTEGGIO Ed ecco come partire per poter confrontare la vostra polizza con quelle offerte da altre compagnie. Innanzitutto, per leggere correttamente le informazioni bisogna avvicinarsi alla tabella qui a fianco muniti di alcuni dati che si riferiscono alla vostra polizza o a quella che volete verificare. Occorre dunque sapere: * entita’ del caricamento della polizza (da richiedere alla compagnia se non esplicitato); * tasso di rivalutazione del Fondo della propria polizza nel 1997 (vedasi la tabella di pagina 2); * durata della polizza, che deve essere una dei due casi esaminati: 10 o 15 anni. GLI INCROCI La perdita annua sul tasso di rivalutazione si ottiene incrociando la riga dei caricamenti di polizza con la colonna del tasso di rivalutazione (tabella qui a sinistra). Cosi’ per l’assicurazione con una durata di 10 anni, la polizza con caricamenti del 10 % e tasso di rivalutazione dell’8 % si determina una riduzione effettiva della performance del 2,92 % . Quindi il rendimento effettivo di questa polizza e’ del 5,08 % . Come si puo’ vedere il peso delle commissioni e’ tanto piu’ forte quanto piu’ corta e’ la durata del contratto. GRAZIE AL FISCO MA… Una mano ai sottoscrittori, ma anche ai gestori, viene pero’ dal fisco: il rendimento della polizza sale per effetto della detrazione Irpef. Ma questa spinta e’, ormai, sempre piu’ lieve. Nella prossima dichiarazione dei redditi – 740 / 98 o 730 / 98 – la detrazione spettante e’ ancora pari al 22 % del versamento: lo sconto massimo ottenibile e’ di 550.000 lire poiche’ il tetto su cui calcolare la detrazione e’ fermo da molti anni a 2,5 milioni. Con la dichiarazione da presentare nel ’99 la detrazione scendera’ al 19 % (quindi lo sconto massimo sara’ di 475.000 lire). Ritornando alla nostra polizza il rendimento effettivo del 5,08 % salira’, grazie alla detrazione del 22 % , al 9,5 % . Ipotizzando che il tasso di rivalutazione netto, depurato dei caricamenti, resti al 5,08 % con la detrazione al 19 % la performance della polizza sale all’8,8 % . In pratica, si perde quasi un punto percentuale.

Golinucci Paolo

Pagina 3
(23 febbraio 1998) – Corriere della Sera

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