polizze vita

Andare in Borsa col paracadute giusto

Il galateo delle polizze indicizzate Andare in Borsa col paracadute giusto Come valutare se il prodotto che avete scelto e’ davvero conveniente, scoprendo tutti i segreti delle rilevazioni mensili e delle medie Hanno successo con la loro formula rassicurante: investire in borsa senza rischi di perdita. E, magari, con un rendimento minimo garantito. Le polizze index – linked, ovvero quei centauri che sono un po’ assicurazioni e un po’ scommesse sui mercati azionari, fanno ormai le protagoniste di primo piano nella sempre piu’ nutrita legione di nuovi prodotti a disposizione dei risparmiatori. Cosi’, proprio per rispondere a numerose richieste di lettori desiderosi di orientarsi fra le moltissime offerte delle compagnie, CorriereSoldi ha messo a punto un vero e proprio galateo del perfetto investitore in contratti indicizzati alle Borse. Una decina di consigli – sintetizzati nei pezzi di questa pagina – per poter valutare da soli, in tutta tranquillita’, se il meccanismo che lega la polizza che vorreste acquistare alla Borsa e’ effettivamente conveniente. Ogni “index”, infatti, recita a soggetto: per calcolare il plus offerto dall’aggancio con le Borse si utilizzano rilevazioni mensili, trimestrali, medie, consolidamenti, rilevazioni di picchi e altro ancora. I conti esatti (anche conoscendo il valore degli indici di riferimento) sono, quindi, praticamente impossibili da fare in proprio. Quello che senz’altro si puo’ fare, invece, e’ dare una valutazione (e agire di conseguenza) del metodo scelto da chi vi offre il prodotto. Che dipende dalla consistenza del minimo garantito e dalla tipologia di calcolo utilizzata per riconoscere ai sottoscrittori la quota degli incrementi dell’indice (o dal paniere) di riferimento. Pochissime index, infatti, alla fine del contratto offrono la totalita’ dei guadagni ottenuti dalla Borsa a cui sono legate. Ai molti che, invece, una polizza index – linked ce l’hanno gia’, la nostra inchiesta propone i rendimenti “virtuali” fin qui raggiunti da una selezione di contratti in corso. I dati, forniti dalle rispettive compagnie (vedi a pagina 2), in pratica fotografano i risultati ottenuti finora dal sottoscrittore in base all’andamento della Borsa e al meccanismo di indicizzazione. —————————————————————– Corriere Soldi. Investire in Borsa senza rischiare il capitale. + uno dei punti su cui fanno leva le index – linked. Attenzione pero’ al fatto che il capitale restituito alla scadenza non tiene conto dell’inflazione. Ad esempio se si investono 100 lire oggi e si ipotizza un’inflazione annua del 2,5 % il capitale netto restituito dopo otto anni dovrebbe essere di 121,84 lire per avere lo stesso valore odierno. IL PESO DEI PARAMETRI Le index – linked sono polizze legate alla rivalutazione delle Borse: ma e’ davvero cosi’? La risposta e’: dipende. Infatti per sapere quanto ci si possa aspettare, in termini di rendimento, da una polizza index – linked legata all’apprezzamento di un indice di Borsa o di un paniere di indici, occorre sapere qual e’ il metodo di calcolo utilizzato. Per capirlo meglio immaginiamo di aver sottoscritto sette anni fa una polizza index – linked legata all’indice Dow Jones della Borsa Usa. Quell’indice negli ultimi sette anni (marzo ’91 – marzo ’98) e’ cresciuto del 193,7 % ovvero del 16,6 % annuo composto. Se pero’ la polizza prevedeva di confrontare non il valore dell’indice finale rispetto a quello iniziale bensi’ la media delle 84 rilevazioni mensili dell’indice, ecco che il guadagno sarebbe crollato al 60,3 % e cioe’ al 7 % annuo composto. Diverso il rendimento ottenibile con il cosiddetto consolidamento annuo dei rendimenti positivi. In questo caso ogni 12 mesi viene effettuato il confronto del valore dell’indice con quello di un anno prima e se il risultato e’ positivo viene accantonato e sommato agli altri e liquidato a scadenza. Con questo metodo il guadagno della polizza dell’esempio sarebbe salito al 92,4 % (9,8 % annuo composto). Se poi il metodo di calcolo avesse previsto la rilevazione dei valori dell’indice effettuata solo nell’ultimo anno della durata del contratto, il rendimento della polizza avrebbe raggiunto quota 163,1 % e cioe’ il 14,8 % annuo composto. Conclusione, a un unico andamento di Borsa corrispondono diversi trattamenti a seconda del meccanismo di calcolo utilizzato. Diventa quindi molto importante conoscerlo bene prima della sottoscrizione per evitare sgradite sorprese quando e’ ormai troppo tardi. QUALI MECCANISMI Vediamo quali sono i principali meccanismi di indicizzazione utilizzati. * Variazioni solo positive dell’indice. Questa opzione permette di calcolare, alla fine della polizza, un rendimento pari a una media dell’indice borsistico preso a riferimento. La media viene calcolata per ogni anno di polizza, o per ogni trimestre o mese, escludendo le variazioni negative. * Variazione dell’indice. Con questo parametro, la polizza si differenzia da quella precedente, perche’ il valore medio tiene conto anche delle variazioni all’ingiu’ dell’indice. * Indicizzazione a scala. Questo meccanismo garantisce differenti livelli di guadagno a seconda di diversi livelli di crescita dell’indice. Ad esempio al raggiungimento del 30 % d’incremento dell’indice, in qualunque momento questo si verifichi, e’ riconosciuta una quota parte di incremento che resta acquisita anche se poi l’indice dovesse scendere. * Variazione fine periodo. La performance non tiene conto di nessuna media ma della semplice variazione del valore dell’indice prescelto a fine polizza (data di scadenza) rispetto all’inizio. * Best of. Il rendimento e’ calcolato misurando il punto piu’ alto dell’indice raggiunto nel periodo di durata della polizza. Il rendimento puo’ essere riconosciuto in tutto o in parte. —————————————————————– Corriere Soldi.LE CHANCE DEL CONTRATTO LUNGO Garanzie sotto la lente * MINIMO GARANTITO. + un numero da valutare con cura. Si tratta di quel rendimento comunque assicurato indipendentemente dall’andamento dell’indice di Borsa cui la polizza e’ legata. Ipotizziamo che sia del 24 % lordo in otto anni: vien subito da pensare che questo significhi un rendimento annuo del 3 % . In realta’ il 3 % e’ il rendimento semplice annuo mentre quello annuo composto (quello cioe’ ottenibile reinvestendo ogni anno anche gli interessi maturati) e’ del 2,72 % . E anche questo numero e’ lordo: al netto della ritenuta fiscale (12,5 % ), il guadagno annuo composto scende al 2,4 % . * DURATA. Queste polizze durano dai cinque ai 10 anni. Quelle piu’ corte possono essere interessanti per chi non vuole impegnarsi per troppo tempo con lo stesso prodotto e perdersi magari, nei prossimi anni, qualche emissione piu’ conveniente o meglio articolata. Va pero’ ricordato che periodi piu’ lunghi (otto – dieci anni) consentono di approfittare meglio dei cicli borsistici che, statistiche alla mano, nel medio e lungo termine riescono sempre a superare i rendimenti delle obbligazioni. —————————————————————– Corriere Soldi.LO SCONTO FISCALE E’ LIMITATO Le tre facce del premio * IL PREMIO. Anche nelle index – linked c’e’ differenza tra il premio lordo, quello versato dell’assicurato, e quello netto, cioe’ la cifra effettivamente investita nella polizza. Una diversita’ minore rispetto ai contratti tradizionali, ma comunque visibile. Si ipotizzi una polizza index – linked con premio minimo di 5 milioni di lire e 100 mila di spese di emissione. Il sottoscrittore alla firma del contratto versa 5 milioni di lire mentre il premio netto e’ di 4,778 milioni: infatti, oltre alle 100 mila lire trattenute dalla compagnia altre 122 mila finiscono al Fisco per le imposte. Il capitale minimo garantito a scadenza, in mancanza di altre garanzie, sara’ quindi di 4,778 milioni a fronte dei 5 milioni versati. * LA DETRAZIONE. Queste polizze, come tutti i contratti assicurativi vita, permettono di detrarre dall’Irpef 550 mila lire, ovvero il 22 % di un tetto massimo di premi pagati nell’anno pari a 2,5 milioni. L’anno prossimo pero’ (redditi ’98) questo sconto fiscale scede al 19 % , pari a una detrazione massima (sempre calcolata su 2,5 milioni) di 475 mila lire. Il tutto a patto di non avere altre polizze, perche’ il tetto dei 2,5 milioni vale per la somma delle assicurazioni vita e infortuni possedute da una sola persona. —————————————————————– Corriere Soldi.LE OPPORTUNITA’ A FINE CORSA Dalla rendita al raddoppio * RISCATTO. La facolta’ concessa all’assicurato, di solito trascorsi 12 mesi dalla sottoscrizione, di riscattare il contratto. Occorre leggere bene, prima di firmare, qual e’ il meccanismo utilizzato per il calcolo della liquidazione prima della scadenza per evitare spiacevoli sorprese. Inoltre il riscatto del contratto prima dei cinque anni fa perdere il diritto di detrarre il premio (vedi altro pezzo). * OPZIONI A SCADENZA. A fine corsa molte index offrono varie scelte. Tra queste, ad esempio, quella della rendita vitalizia rivalutabile. Da tenere presenti anche le opzioni che prevedono la reversibilita’ della rendita vitalizia in caso di decesso. Oppure la possibilita’ di differimento della prestazione, che rimanda dopo un certo numero di anni l’erogazione della rendita o del capitale. * INFORTUNIO. In caso di morte per infortunio mentre la polizza e’ in corso alcuni contratti prevedono, oltre alla liquidazione del capitale maturato, un plus. Che, di solito, raddoppia il premio raggiunto, mettendo pero’ un limite massimo.

Monti Francesca, Golinucci Paolo

Pagina 1
(25 maggio 1998) – Corriere della Sera

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