polizze vita

Polizze, dove la pensione e’ piu’ sicura. La miglior performance e’ di Bernese (11,11 % ) seguita da Gan e Zurich. Si fa sempre piu’ sentire la discesa dei tassi d’ interesse, premiato chi ha saputo osare di piu’ . E dal 2001 con la riforma fiscale bisognera’ rivedere le proprie scelte…

Corriere Soldi.BILANCI – 1 Il rendimento lordo dei contratti vita sceso al 6,9 % Polizze, dove la pensione e’ piu’ sicura La miglior performance e’ di Bernese (11,11 % ) seguita da Gan e Zurich. Si fa sempre piu’ sentire la discesa dei tassi d’ interesse, premiato chi ha saputo osare di piu’ . E dal 2001 con la riforma fiscale bisognera’ rivedere le proprie scelte… Le performance a due cifre appartengono ormai inevitabilmente al passato, ma anche nel 1999 le polizze vita hanno saputo sostanzialmente proteggere i risparmi degli italiani. Il rendimento medio lordo delle gestioni separate (i fondi in cui confluiscono i premi versati dai sottoscrittori) e’ stato del 6,92 % . Mentre il tasso netto e’ del 5,53 % a fronte di un’ inflazione che si e’ fermata all’ 1,7 % . La performance in termini reali e’ stata, quindi, del 3,8 % . Un rendimento piu’ elevato di quello offerto dai titoli di Stato che rappresentano ancora la parte preponderante degli investimenti dei fondi assicurativi. IN DISCESA L’ arretramento rispetto agli anni scorsi, comunque, e’ evidente. Nel ‘ 98 il rendimento lordo si era fermato all’ 8,5 % con una performance in termini reali del 5 % . E solo quattro anni fa, prima dell’ inizio della marcia di avvicinamento all’ euro, le compagnie riuscivano a garantire un lordo dell’ 11 per cento. Nella tabella qui a fianco sono riassunti i risultati ‘ 99 delle principali gestioni separate che hanno finora comunicato i dati. Come si puo’ vedere solo due societa’ sono riuscite a infrangere il muro del 10 % mentre nel ‘ 98 l’ impresa era riuscita a oltre una ventina di prodotti. Bernese, Gan e Zurich (gruppo Zurigo) sono le tre compagnie con i risultati piu’ brillanti. Il miglior risultato lordo e’ del fondo Vidor (Bernese, 11,11 % lordo) seguito a ruota da Open (Gan, 10,27 % ) e Minervir (Zurich, 9,92 % ). La classifica premia, in genere, i gestori che hanno saputo mettere un po’ di pepe ai rendimenti puntando sul mercato azionario (vedi servizio a fianco), una naturale diversificazione considerati i bassi rendimenti offerti dal comparto obbligazionario e dei titoli di Stato in particolare. Agevolati anche i fondi piu’ vecchi perche’ sono quelli che hanno ancora in portafoglio titoli di Stato dalle cedole sostanziose. Escono penalizzati dal confronto, invece, i fondi piu’ giovani, specie quelli di matrice bancaria, partiti quando i tassi erano gia’ in calo. GUIDA ALLA LETTURA Nella tabella dopo il nome della compagnia e del relativo fondo, il valore “rendimento lordo” esprime la bravura dei gestori nel far fruttare sui mercati finanziari i risparmi dei sottoscrittori. Quello che interessa all’ assicurato e’ pero’ il “rendimento netto”, riconosciuto dalla polizza: almeno l’ 80 % del tasso lordo. Per ottenere la rivalutazione effettiva che viene riconosciuta bisogna pero’ scorporare dalla performance netta il “tasso tecnico” garantito per contratto e gia’ calcolato nelle prestazioni (di norma il 4 % nelle vecchie polizze, il 2 – 2,5 % in quelle piu’ recenti). Ad esempio se il rendimento netto e’ stato del 6 % e il tasso tecnico del 3 % , la rivalutazione che viene applicata al contratto e’ del 2,91 % . Nelle ultime due colonne della tabella sono riportati i dati comunicati da alcune compagnie riguardanti i rendimenti netti ottenuti dai fondi negli ultimi 5 o 10 anni. Risultati di tutto rispetto trattandosi di anni dagli elevati tassi d’ interesse. Il record va a Gan Italia con un rendimento netto medio del fondo Open del 12,70 % negli ultimi 10 anni. Nel quinquennio i migliori risultati sono di Bernese (10,8 % ) e del Fondo Ina (10,74 % ). IL FUTURO Tutto il pianeta della previdenza integrativa dovra’ dall’ anno prossimo fare i conti con la riforma fiscale approvata qualche settimana fa dal governo. Una rivoluzione che rendera’ molto piu’ appetibili le coperture esclusivamente previdenziali (contratti di lunga durata con prestazione essenzialmente sotto forma di rendita) mentre si ridurra’ l’ appeal fiscale dei prodotti d’ impronta finanziaria che tanto successo stanno riscuotendo (servizi a pagina 2) attualmente come le unit linked e le index linked. Una partita, quella con il Fisco, ancora tutta da giocare. All’ insegna, si spera, della trasparenza, dei buoni rendimenti e dei bassi costi. Massimo Fracaro e Paolo Golinucci —————————————————————– Corriere Soldi.BILANCI – 2 Le strategie dei migliori Aggressivi e molto dinamici Sono piu’ aggressivi, per quanto il loro tipo di attivita’ lo consente, dei colleghi. Piu’ dinamici. E hanno saputo approfittare dei movimenti favorevoli in Borsa, in un anno orribile per il mercato obbligazionario. I gestori di Bernese, Gan Italia e Zurigo hanno saputo cosi’ regalare ai loro sottoscrittori rendimenti lordi vicini o superiori al 10 per cento: tra l’ 8 per cento e il 9 per cento al netto della retrocessione (della quota cioe’ che viene attribuita agli assicurati). LE SCELTE “Siamo tra i piu’ aggressivi”, conferma Andrea Albertini, responsabile finanziario di Bernese vita, il cui fondo Vidor, e’ in testa alla classifica con un rendimento dell’ 11 per cento. “Mediamente l’ investimento in azioni e’ intorno al 13 per cento: non e’ tantissimo, ma facciamo molto trading, sempre pero’ su titoli liquidi, tollerabili per la compagnia. E grazie al trading abbiamo avuto risultati superiori agli indici. Anche per quest’ anno non ci sono alternative: l’ obbligazionario e’ ancora poco felice, mentre tutto il mercato azionario si sta muovendo bene”. Da quando obbligazioni e titoli di Stato non regalano piu’ i rendimenti di un tempo, il mestiere dei gestori si e’ fatto piu’ difficile. E i risultati premiano chi ha saputo passare da una gestione statica a una piu’ dinamica. “Gia’ da diversi anni abbiamo iniziato a fare investimenti di capitale, mentre sull’ obbligazionario siamo passati per tempo dal tasso variabile al fisso”, commenta Franco Catinelli, responsabile del settore vita di Zurigo (due i fondi in testa alla classifica dei rendimenti: Minervir, di Zurich investment life e Vita Vis di Zurigo vita, entrambi con il 9,9 per cento). “Ma non bisogna dimenticare che il gestore di un fondo assicurativo deve rispettare certi presupposti come il rendimento minimo e la durata, che hanno conseguenze sulla gestione”. Il fondo Open di Gan Italia vita ha reso piu’ del 10 per cento. Grazie a un’ attenta gestione dell’ investimento azionario. “All’ inizio dell’ anno avevamo circa il 4 – 5 per cento”, spiega Mario Marini, vicedirettore generale della compagnia e responsabile finanziario. “Siamo saliti al 12 per cento a marzo, poi abbiamo intuito che era il momento di uscire, e siamo rientrati gradualmente fino ad arrivare al 16 per cento a fine dicembre. Le plusvalenze sull’ azionario sono un dato degli ultimi due anni. Prima ci affidavamo al trading sull’ obbligazionario. E quando tutte le compagnie privilegiavano i tassi variabili, noi siamo passati al reddito fisso, e siamo stati premiati”. VECCHI BENEFICI Per le polizze vita, intanto, questo e’ l’ ultimo anno con le vecchie agevolazioni fiscali. Dal primo gennaio 2001, il limite di deducibilita’ passa al 12 per cento del reddito, con un tetto di 10 milioni: a patto che si tratti di veri e propri “piani pensionistici individuali”, con vincoli relativi alla durata, alla possibilita’ di riscatto, alla prestazione finale, che dovra’ essere prevalentemente una rendita. E’ una riforma che non ha provocato entusiasmi fra gli assicuratori. “Il limite di deducibilita’ e’ un po’ risicato – nota per esempio Catinelli – soprattutto perche’ fa coacervo con tutto, fondi pensione compresi”. I GIOVANI Germano Donaddio, direttore centrale vita di Gan Italia, sottolinea invece come si sia persa un’ occasione per aiutare i piu’ giovani. “Sono quelli che hanno maggiori difficolta’ a entrare nel mondo della futura pensione. Intanto perche’ e’ ben difficile che a vent’ anni si abbia la possibilita’ e la voglia di rinunciare a una parte di reddito per la vecchiaia. E poi i giovani avranno pensioni piu’ basse, eppure pagano, complessivamente, il 33 per cento di contributi. Forse era li’ che bisognava intervenire. Anche se, evidentemente, c’ erano degli equilibri da rispettare”. Cristina Conti

Fracaro Massimo, Golinucci Paolo, Conti Cristina

Pagina 1
(13 marzo 2000) – Corriere Soldi

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