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Casalinghe, ora la rendita e’ servita

Via libera alla pensione delle casalinghe. D’ ora in poi anche le donne che scelgono di lavorare in famiglia, a partire dal 57esimo anno di eta’ e con un minimo di 5 anni di contributi, potranno contare su una rendita propria. Il nuovo fondo di previdenza, le cui caratteristiche sono contenute in un decreto recentemente approvato dal governo in attuazione della legge di riforma dell’ agosto del ‘ 95, scattera’ dal ‘ 97. Certo non si tratta di un provvedimento che “premia” con la pensione l’ attivita’ domestica: le donne di casa, quindi, se vogliono la rendita, dovranno pagarsela con i contributi. La novita’ consiste nell’ ammissione generalizzata di chi lavora in casa a quella contribuzione volontaria fino ad oggi riservata solo a chi aveva alle spalle almeno 3 anni di attivita’ . L’ ISCRIZIONE E’ volontaria. Avverra’ per passaggio diretto solo per gli iscritti alla vecchia gestione della “mutualita’ pensioni” (poche centinaia di persone), per i quali e’ previsto il trasferimento della contribuzione gia’ versata a titolo di premio unico d’ ingresso. Il nuovo fondo e’ aperto a chiunque si dedichi alle faccende di casa (non solo donne quindi), a patto che: non svolga attivita’ lavorativa dipendente o autonoma; non sia titolare di pensione diretta: vecchiaia, invalidita’ , o anzianita’ (la reversibilita’ non conta). L’ iscrizione e’ compatibile con un’ attivita’ lavorativa ridotta, anche se continuativa. L’ attivita’ ridotta e’ quella che non assicura una copertura previdenziale per tutto l’ arco dell’ anno. Come nei casi di: part time verticale (lavoro a giornata piena, ma solo per alcuni giorni della settimana o del mese); part time ciclico (cioe’ solo per alcuni mesi all’ anno); stipendio inferiore al minimale (oggi 13.734.240 lire annue), che non consente cioe’ l’ accredito della contribuzione per l’ intero anno (52 settimane). Questo punto e’ ancora da chiarire. I CONTRIBUTI Il fondo si alimentera’ attraverso i versamenti degli iscritti, che potranno scegliere tra cinque diverse fasce contributive, a seconda della disponibilita’ economica. La classe non e’ vincolante e puo’ essere cambiata a richiesta. Quanto si paghera’ ? Non si sa ancora. Lo stabilira’ un decreto del ministro del Lavoro entro il 31 dicembre. L’ importo di ogni classe verra’ annualmente aggiornato in base all’ indice Istat dei prezzi al consumo (inflazione). E anche questi contributi, come quelli volontari, possono essere detratti dal modello 740 del coniuge, in misura pari al 22% fino al tetto di 2 milioni e mezzo. In altre parole, si potra’ risparmiare sino a 550 mila lire di tasse. LA RICONGIUNZIONE Gli eventuali contributi gia’ versati all’ Inps, sia da lavoro che volontari, non andranno persi, ma potranno confluire nel nuovo fondo. I criteri e le modalita’ della ricongiunzione saranno definiti dal governo con la delega contenuta nella legge di riforma che armonizzera’ i diversi regimi previdenziali. ————————- PUBBLICATO —————————— DAI COEFFICIENTI DI CALCOLO ALLE DETRAZIONI FISCALI TITOLO: Tutte le regole per fare i conti – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Piu’ versi, piu’ la pensione sara’ ricca. Il meccanismo di calcolo della rendita delle casalinghe e’ uguale a quello dei giovani appena assunti: il criterio contributivo. Questi i requisiti richiesti: eta’ non inferiore a 57 anni; almeno 5 anni di contribuzione; importo della rendita non inferiore a 1,2 volte l’ ammontare annuo dell’ assegno sociale (ossia almeno pari alle attuali 576 mila lire al mese). Quest’ ultima condizione non sara’ richiesta a chi prende la rendita a 65 anni. A chi si iscrive al fondo dopo i 60 anni sara’ consentito di incrementare l’ anzianita’ contributiva, cosi’ da raggiungere il requisito minimo dei 5 anni a 65 anni, con il versamento della relativa riserva matematica: una sorta di riscatto, simile a quello della laurea. Nel nuovo fondo e’ prevista una pensione di invalidita’ che sara’ corrisposta, indipendentemente dall’ eta’ , a chi dimostra un’ assoluta e permanente incapacita’ lavorativa. E il calcolo della rendita? Il nuovo criterio contributivo, introdotto dalla riforma Dini, funziona grosso modo come un libretto di risparmio. I contributi accantonati dalla casalinga formeranno un capitale che viene rivalutato ogni anno in base alla dinamica quinquennale del Pil (il prodotto interno lordo). Per calcolare la rendita si prendera’ il montante contributivo, ossia la sommatoria dei versamenti fatti, e gli si applichera’ un coefficiente di conversione, variabile in base all’ eta’ in cui verra’ richiesta (da 57 a 65 anni ed oltre, vedi tabella qui sotto). I coefficienti delle casalinghe saranno stabiliti con un apposito decreto dei ministri del Lavoro e del Tesoro: quelli riportati nella tabella qui sotto si riferiscono ai lavoratori dipendenti e autonomi ma sono un utile parametro di raffronto. Ad esempio, una donna di 25 anni che versa 5 milioni per 30 anni accumulera’ (con la rivalutazione) circa 200 milioni. Se sceglie di prendere la pensione a 57 anni otterra’ circa 750 mila lire al mese. Se invece aspetta sino a 65 anni avra’ diritto ad una rendita mensile di circa un milione. ————————- PUBBLICATO —————————— PER LA PENSIONE BISOGNERA’ QUASI SEMPRE ASPETTARE I 65 ANNI TITOLO: Ma l’ assegno costera’ caro – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Se qualche casalinga crede di poter ottenere la pensione con soli 5 anni di versamenti e in giovane eta’ e’ meglio che si metta il cuore in pace. La rendita prima dei 65 anni di eta’ richiede un montante contributivo che dia come risultato una pensione mensile di almeno 576 mila lire. Per incassare questa somma bisogna accumulare, in 5 anni, un capitale di ben 159 milioni. Circa 30 milioni l’ anno. Impensabile. Anche versando per lunghi periodi di tempo i risultati non saranno pero’ entusiasmanti. Ad esempio pagando 2,5 milioni l’ anno (il tetto di detraibilita’ nel 740) la casalinga non riuscira’ ad ottenere la pensione a 57 anni nemmeno iniziando a 25 anni. Pagando sempre 2,5 milioni ogni dodici mesi . e ipotizzando che il Pil cresca del 2% reale all’ anno . la pensione a 65 anni sara’ di 713.000 mila lire se i versamenti sono iniziati a 25 anni, di 479.000 lire se la casalinga ha cominciato a contribuire a 35 anni, di 287 mila se l’ assicurazione e’ partita a 45. Ipotizzando che la stessa somma venga investita in una polizza (rendimento reale del 4%) gia’ a 57 anni si avrebbe diritto a percepire una rendita. E a 65 anni la pensione sarebbe di 1.325.000 lire (partendo a 25 anni), di 782.000 lire (partendo a 35 anni) e di 415.000 (45 anni).

Comegna Domenico, Golinucci Paolo

Pagina 18
(10 settembre 1996) – Corriere della Sera

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