polizze vita

Cara, carissima laurea

Laurea milionaria. Per le tasche dei genitori che pagano. O degli studenti che si mantengono. Tutti gli anni, per un milione e mezzo di matricole che si mettono in corsa per il titolo di dottore, comincia una maratona economica non da poco. Studiare all’ universita’ , infatti, puo’ costare anche 10 milioni l’ anno se il corso di studi che interessa non e’ nella citta’ dove si vive abitualmente. CorriereSoldi ha fatto i conti in tasca agli studenti italiani: ecco, voce per voce, il loro bilancio annuale. Nella pagina a fianco, invece, le soluzioni offerte da assicurazioni e banche per venire incontro alle esigenze delle famiglie che vogliono programmare per tempo questo investimento. TASSE DI PARTENZA Il punto di partenza e’ sempre quello delle tasse universitarie (da versare in 2 rate). L’ importo annuale da pagare viene stabilito in base al reddito familiare e al numero di componenti del nucleo. Con gli ultimi aumenti, comunque, in pochi riescono a pagare meno di un milione all’ anno. Soprattutto se ci si iscrive a una facolta’ scientifica: in questo caso si raggiungono quasi i due milioni, con le sovrattasse per l’ utilizzo dei laboratori. E si parla, ovviamente, di atenei pubblici. In quelli privati queste cifre possono essere anche triplicate. DISPENSE E CANCELLERIA L’ altra voce consistente del bilancio annuale di uno studente e’ il costo dei libri (vedi altro articolo). E, come gli universitari ben sanno, molti cercano di ovviare all’ eccessivo esborso con le fotocopie. Facendo finta di non sapere che riprodurre i libri senza autorizzazione (e quindi senza pagare il pedaggio dovuto) e’ vietato dalla legge. Quando si tratta di passare un esame salvando il portafoglio, pero’ , nessuno si fa troppi scrupoli: cosi’ si puo’ quantificare che in fotocopie e cancelleria uno studente arrivi a spendere circa 200 mila lire all’ anno. Ma per chi studia architettura o all’ accademia di belle arti le spese per la riproduzione dei disegni raggiungono anche piu’ di un milione all’ anno. CHI VIVE FUORI CASA Finche’ si vive a casa dei genitori le spese si limitano a tasse, libri e fotocopie. A cui va aggiunto circa un milione fra svaghi e trasporti da casa all’ universita’ . Ma per chi e’ costretto a trasferirsi in un’ altra citta’ la musica cambia. C’ e’ il problema della residenza e dei pasti. Alla prima necessita’ vengono incontro i pensionati universitari, ma solo per gli studenti piu’ disagiati. In queste residenze ce la si puo’ cavare con due o tre milioni all’ anno. Ma se non si possiedono i requisiti necessari per entrare, gli affitti sono piuttosto salati. Si va da un minimo di 5 milioni all’ anno ad Urbino in zona non universitaria ai 19 milioni di una casa a Ca’ Foscari (Venezia). A Milano si va dai 12 ai 16 milioni; a Roma dagli 11,5 a piu’ di 13. Gli affitti sono indicati in tabella. E i pranzi? Ben che vada un paio di milioni l’ anno. E qui l’ universita’ viene incontro a tutti: nelle mense un pranzo completo costa dalle 1.200 alle 8.000 lire. BORSE DI STUDIO Una mano la possono dare gli assegni di studio che gli enti regionali per il Diritto allo studio erogano ogni anno a favore degli studenti fuori sede con un basso reddito familiare e buoni voti di maturita’ o di esami di profitto. La richiesta per ottenerli deve essere presentata entro ottobre novembre. Una commissione elabora una graduatoria in base alla quale i primi studenti (cioe’ quelli con minor reddito e voti migliori) possono ricevere le borse annuali di 6 milioni. Gli altri in graduatoria possono almeno ottenere l’ esenzione dalle tasse universitarie. Non e’ molto, ma e’ pur sempre piu’ di un milione che si puo’ destinare all’ acquisto dei libri. ————————- PUBBLICATO —————————— INVESTIMENTO CULTURALE 2 I COSTI DI TESTI E DISPENSE PER GLI ESAMI DEL PRIMO ANNO TITOLO: Libri, gli ingegneri spendono di piu’ – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Pesano nella borsa. E costano cari. Dopo il salasso delle tasse, ogni studente lascia cifre cospicue sul banco della libreria. In media i testi e le dispense necessari per preparare ogni esame costano tra le cento e le duecentomila lire. E se uno studente rispetta i tempi, alla fine del primo anno di universita’ sul libretto si possono contare anche sei o sette esami sostenuti. Come dire: una bella soddisfazione che presenta un conto a molti zeri. SPESE DI DIRITTO Come per le tasse, anche qui si possono registrare alcune differenze considerevoli. Giurisprudenza a Bologna ed Economia e commercio alla Sapienza di Roma prevedono per il primo anno il superamento rispettivamente di 5 e 6 esami. La spesa complessiva per i libri di testo obbligatori in ciascuna di queste facolta’ si aggira intorno alle 600 mila lire. INGEGNERIA PIU’ CARA I costi raddoppiano (e in qualche caso addirittura triplicano) se andiamo a fare qualche conto sui testi necessari per il primo anno di facolta’ piu’ tecniche, come Medicina e Ingegneria. Il superamento di tutte le prove del primo anno di Medicina alla Federico II di Napoli prevede un esborso in libri di 819 mila lire. Ma il record di spesa spetta alle matricole del Politecnico di Milano (Ingegneria meccanica) che lasciano alla libreria universitaria quasi un milione e 200 mila lire. CONSIGLI A CARO PREZZO Inoltre bisogna aggiungere che tutte queste cifre non tengono conto dell’ eventuale acquisto dei libri che molto di frequente i docenti “consigliano” agli studenti e quindi diventano in pratica obbligatori. Che fare per spendere meno? C’ e’ chi si lancia sulle fotocopie (vedi pezzo principale). L’ altro fronte del risparmio e’ quello dei libri usati: certo bisogna fare un po’ piu’ di fatica per cercarli nelle librerie specializzate oppure negli scaffali di qualche compagno di facolta’ piu’ vecchio. Infine un piccolo aiuto viene anche dalle librerie universitarie, che, in genere, fanno sconti dal 10 al 20 per cento agli studenti. ————————- PUBBLICATO —————————— INVESTIMENTO CULTURALE 3 POLIZZE PER STUDENTI MODELLO TITOLO: A scuola con l’ ombrello Farsi finanziare dalle assicurazioni – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Programmare dal primo giorno di scuola elementare i costi del corso di laurea. E proteggere cosi’ il futuro dei propri figli. E questo il leit motiv delle polizze vita per i piu’ giovani che le compagnie d’ assicurazione offrono con caratteristiche sempre piu’ allettanti. Un investimento che, alla lunga, puo’ effettivamente essere utile per far fronte alle forti spese dell’ universita’ . Ma anche un bel salto nel futuro per il portafoglio dei genitori, perche’ il premio richiesto per arrivare ad assicurare una rendita di circa 18 miloni l’ anno . 11 milioni in valore attuale, cioe’ il costo medio da sostenere secondo l’ indagine riportata a fianco . ammonta mediamente a 56 milioni (sempre in lire attuali, nella tabella e’ invece indicata la somma nominale dei premi pagati durante tutto il periodo). Ma si puo’ avere una buona protezione anche spendendo meno: per incamerare una rendita di circa 5,5 milioni (in lire attuali) bisogna sborsarne 26. COME FUNZIONANO Nella tabella abbiamo messo a confronto le prestazioni di nove polizze vita studio, immaginando che un genitore 35enne ne sottoscriva una per il figlio di 6 anni, versando un premio per i 13 anni che mancano alla fine delle superiori. Considerando un’ inflazione costante del 4%, la rendita assicurata al ragazzo fra i 19 e i 25 anni ammonta a poco meno di 11 milioni l’ anno in lire attuali. Per chi sceglie soluzione una tantum, invece, il capitale ammonta circa a 100 milioni. VERSAMENTI E DURATA Il funzionamento e’ simile a quello delle polizze vita. Il tasso di rivalutazione ipotizzato per il calcolo delle prestazioni, come da prescrizioni Isvap per il ‘ 96, e’ del 10% lordo l’ anno (dal ‘ 97 si scendera’ all’ 8,5%). La retrocessione (cioe’ la parte di rendimento riconosciuta agli assicurati) e’ in media dell’ 80% (attualmente). E il rendimento minimo garantito del fondo varia dal 3 al 4%. IL PARACADUTE Nella malaugurata ipotesi che il genitore assicurato venga a mancare prima della scadenza i premi sono coperti dalla stessa compagnia (la polizza Ina lo prevede anche in caso di invalidita’ permanente). In molti casi viene erogata anche una rendita per gli anni residui alla scadenza: in genere il 20% del capitale assicurato. LE PRESTAZIONI Alla scadenza della polizza, e quindi nel nostro esempio al 19esimo anno di eta’ del ragazzo, oltre alla rendita (o al capitale) quasi tutte le compagnie offrono qualche cosa in piu’ agli studenti meritevoli. Ras, Reale Mutua, Unipol, Zurigo danno un bonus di maturita’ (cioe’ un capitale variabile tra 10,5 e 10,8 milioni) a chi ha ottenuto il diploma senza mai farsi bocciare. Invece Ina, Sai e Toro se il voto di maturita’ e’ stato di almeno 54.60 riconoscono un assegno tra i 28 e i 32 milioni, che arriva fino a 54 milioni se l’ esame e’ stato superato con 58.60. Infine cinque compagnie “regalano” anche un bonus di laurea a chi finisce l’ universita’ senza andare fuori corso (33 34 milioni). La polizza InaStudio da’ una base di 25 milioni che sale a 50 se il voto di laurea supera i 105.110. ————————- PUBBLICATO —————————— PRESTITI TITOLO: E le banche danno credito ai giovani – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Gli studenti universitari possono battere cassa anche in banca per coprire il loro budget. Negli ultimi tempi l’ offerta si e’ differenziata e i tassi praticati sono tutto sommato convenienti. Condizioni. Per ottenere il finanziamento e’ necessario avere un conto corrente in una delle filiali della banca. Ma non tutti gli istituti sono allineati sulle stesse posizioni: la Cariplo concede il prestito solo ai genitori dello studente mentre il Credito Italiano richiede anche la firma del padre o della madre. Solo per i piu’ bravi. Le banche, prima di concedere il credito, controllano che lo studente sia in corso: altrimenti niente prestito. Si distingue il San Paolo di Torino: oltre all’ anno d’ iscrizione guarda anche il rendimento. I cordoni della borsa restano chiusi se il libretto universitario non riporta le votazioni di almeno il 70% degli esami previsti dal piano di studi. In genere il prestito dura fino al ventiseiesimo anno di eta’ (per Popolare di Milano e San Paolo il limite sale a 28). Importi e tassi. Il finanziamento varia da due a dieci milioni, mentre il tasso nominale annuo oscilla dall’ 8,25% della Popolare di Milano al 12,75% della Bnl. Ma per comprendere a quanto ammontano realmente le rate (sempre con scadenza mensile), e’ necessario conoscere il Taeg, il tasso annuo effettivo globale: dall’ 11,28% applicato dal San Paolo al 13,58% della Bnl. Il Taeg . calcolato sull’ importo massimo . rappresenta l’ effettivo costo da sostenere tenendo conto di tutte le spese per ottenere il prestito e della sua durata. Diversi anche i tempi previsti per la restituzione del debito: si parte dall’ anno stabilito da Cariplo e Popolare di Milano per arrivare ai 5 anni decisi dall’ Ambroveneto. Resta il capitolo delle spese. Nella maggior parte dei casi sono pari a zero, mentre la Cassa di risparmio di Torino chiede 10 mila lire e la Popolare di Milano 20 mila lire. Diversa la scelta fatta dal Credito Italiano: i quattrini vengono erogati solo per comprare un computer o pagare la partecipazione a viaggi studio (sono escluse motivazioni come tassa d’ iscrizione o acquisto libri) e le spese sono pari all’ 1% della somma prestata. PER CHI BATTE CASSA ALLO SPORTELLO (I prestiti per studenti universitari. Il tasso e’ quello praticato al 2 ottobre. Il Taeg e’ calcolato sull’ importo massimo del prestito) Banca Tasso annuo Taeg Importo max (in milioni) Durata Ambroveneto 10,75% 11,50% 10 5 anni Banca Roma 10,75% nd 5 3 anni Bnl 12,75% 13,58% 10 4 anni Cariplo (1) 11,75% 12,40% 3 1 anno Credit 10,75% 12,25% 5 3 anni Crt 10,75% 11,56% 3 3 anni Pop. Milano 8,25% 12,76% 2 1 anno San Paolo 10,75% 11,28% 6 entro 28 anno di eta’ (1) il prestito viene concesso solo ai genitori

Bertolini Sergio, Panza Pierluigi, Golinucci Paolo, Spadari Martino

Pagina 016/017
(8 ottobre 1996) – Corriere della Sera

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