polizze vita

POLIZZE, DOVE LA VITA E’ PIU’ BELLA Il miglior risultato e’ stato ottenuto dalla Zurigo: 14,24 per cento netto. Ma la continua discesa dei tassi costringera’ i risparmiatori a fare in futuro scelte piu’ aggressive. Come leggere la classifica

—————————————————————– Corriere Soldi.BILANCI – 1 Il rendimento medio lordo nel ‘ 98 si e’ fermato all’ 8,5 % ma molte compagnie viaggiano ancora a due cifre POLIZZE, DOVE LA VITA E’ PIU’ BELLA Il miglior risultato e’ stato ottenuto dalla Zurigo: 14,24 per cento netto. Ma la continua discesa dei tassi costringera’ i risparmiatori a fare in futuro scelte piu’ aggressive Impatto morbido con Eurolandia per le polizze vita tradizionali. Nonostante la repentina discesa dei tassi d’ interesse e dei rendimenti dei titoli di Stato, anche nel ‘ 98 quasi tutte le polizze rivalutabili sono riuscite a proteggere il risparmio previdenziale degli italiani e a garantire risultati di rispetto: il rendimento medio lordo delle gestioni separate (i fondi in cui confluiscono i premi versati dai sottoscrittori) e’ stato l’ anno scorso dell’ 8,57 % . Mentre il netto, sempre medio, e’ stato del 6,8 % , a fronte di un’ inflazione dell’ 1,8 % . La performance in termini reali e’ stata, quindi, del 5 % . Un rendimento piu’ elevato di quello offerto dai titoli di Stato che rappresentano ancora la parte preponderante degli investimenti dei fondi assicurativi. I VINCITORI Quasi tutte le polizze hanno pero’ dovuto lasciare sul terreno qualche punto percentuale di rendimento. Solo in pochissimi hanno fatto meglio del ‘ 97: una ventina di fondi ha garantito rivalutazioni lorde a due cifre. Il miglior fondo e’ risultato Vita – Vis di Zurigo con una performance lorda del 17,36 % e netta del 14,24 % . LA FRONTIERA Malgrado la crescita prepotente delle coperture di nuova generazione, le rivalutabili restano il prodotto largamente piu’ diffuso: a settembre dell’ anno scorso costituivano circa i tre quarti del totale dei premi vita, con un patrimonio in gestione per conto degli assicurati di oltre 150 mila miliardi. Per le compagnie (e di conseguenza per gli assicurati) il momento della verita’ non sembra comunque essere arrivato. “Le gestioni piu’ consolidate, in cui il patrimonio e’ cresciuto gradualmente nel corso del tempo – spiega Carlo Giacomini, responsabile finanza del gruppo Ina – hanno in portafoglio titoli a tasso fisso sottoscritti quando i saggi d’ interesse erano ancora alti, con cedole piuttosto elevate: ancora per qualche anno riusciranno quindi a offrire rendimenti accettabili. I problemi riguarderanno soprattutto le societa’ piu’ giovani, che sono cresciute in fretta in tempi recenti, e hanno investito quando i tassi erano gia’ in flessione”. Un discorso che riguarda in particolare le compagnie che distribuiscono polizze in banca, e hanno avuto uno sviluppo molto rapido negli ultimi anni: e che, non a caso, in genere non figurano ai primi posti nella classifica dei rendimenti elaborata da CorriereSoldi. SCADENZA 2001 Secondo i dati dell’ Isvap (l’ Istituto di vigilanza sul settore), nel ramo vita quasi la meta’ degli attivi (cioe’ delle risorse accantonate dalle compagnie a fronte degli impegni verso gli assicurati) e’ rappresentata da titoli di Stato che scadranno nel 2001: quando sara’ il momento di reinvestirli, dovranno fare i conti con le nuove condizioni di mercato. Molte imprese, insomma, hanno ancora parecchio fieno in cascina, ma devono prepararsi ad affrontare anni molto duri. Anche perche’ , sull’ altro fronte, devono garantire ai sottoscrittori un rendimento minimo annuo (il tasso tecnico) che oggi e’ del 3 % per i nuovi contratti, e del 4 per quelli stipulati prima dell’ anno scorso, che rappresentano la parte piu’ consistente del portafoglio. E se i saggi di interesse si manterranno sui livelli attuali, nei prossimi mesi anche il tasso tecnico dovrebbe essere ridotto, probabilmente al 2,5 % . “Non si possono piu’ garantire rendimenti ai livelli attuali – dice Giacomini – e i sottoscrittori che sono alla ricerca di performance migliori, devono mettere in conto di accettare piu’ rischi”. Un dato, questo, che spiega la crescita molto forte delle polizze vita di nuova generazione, come le index linked o le unit linked, agganciate rispettivamente ai fondi comuni d’ investimento o agli indici di Borsa. Ma mentre le prime garantiscono comunque un rendimento minimo, nelle seconde il rischio e’ quasi sempre a carico del sottoscrittore: che, alla scadenza del contratto, puo’ trovarsi anche a incassare una somma inferiore a quella versata. Roberto E. Bagnoli Paolo Golinucci —————————————————————– Corriere Soldi.BILANCI – 2 Da tenere d’ occhio caricamenti e retrocessione Come leggere la classifica Ecco i rendimenti realizzati nel 1998 dai principali fondi assicurativi che hanno gia’ comunicato i risultati della gestione: uno spaccato molto rappresentativo di come sono andate l’ anno scorso le rivalutabili, il prodotto di punta fra le polizze vita. Non sono state prese in esame le collettive e quelle a capitalizzazione: nel caso delle societa’ con piu’ fondi in gestione, sono stati indicati solo i risultati migliori. L’ analisi prosegue anche a pagina 2. Il rendimento lordo evidenzia la bravura dei gestori nel far fruttare le somme raccolte: per stabilire il ritorno per i sottoscrittori bisogna guardare pero’ al netto, che si ottiene applicando alla prima cifra l’ aliquota di retrocessione prevista dal contratto. Vengono indicati i valori minimi, pari generalmente all’ 80 % : molti assicurati beneficiano comunque di percentuali piu’ elevate. Per ottenere la rivalutazione effettiva che viene riconosciuta al sottoscrittore aumentando il capitale o la rendita a cui avra’ diritto alla scadenza, bisogna sottrarre dal rendimento il tasso tecnico garantito per contratto (il 4 % nelle vecchie polizze e il 3 per quelle stipulate dopo il 1998). Per esempio se il rendimento netto e’ del 7,2 % e il tasso tecnico del 3 % , la rivalutazione che viene applicata al contratto e’ del 4,2 % . La polizza vita ha un orizzonte temporale molto ampio, quindi i rendimenti devono essere valutati nel lungo periodo: in ogni caso costituiscono un parametro importante, ma non certo l’ unico, da prendere in considerazione nella scelta di un prodotto. Un altro fattore che incide in maniera determinante sulla prestazione che si otterra’ alla scadenza e’ rappresentato infatti dai caricamenti, la parte del premio che viene trattenuta dalla compagnia per coprire le proprie spese di gestione e distribuzione: piu’ essi sono elevati, minore e’ la somma che viene investita. E, di conseguenza, si riduce anche la prestazione finale cui si ha diritto. Se la compagnia non li dichiara di propria iniziativa (non esiste un obbligo in questo senso), conviene richiedere che vengano indicati per iscritto. A seconda del tipo di prodotto e della compagnia i caricamenti possono andare dal 5 al 15 % . Infine, il discorso fiscale: il disegno di legge attualmente in discussione in Parlamento prevede novita’ sostanziali per la tassazione delle polizze vita. Per tutti i tipi di contratto verrebbe eliminata l’ imposta sul 2,5 % sui premi, ma l’ attuale sconto (cioe’ la possibilita’ di detrarre dall’ Irpef i premi versati nella misura del 19 % , sino a un limite di 2,5 milioni di lire, con un risparmio massimo di Irpef quindi di 475.000 lire) resterebbe soltanto per quelli che coprono effettivamente un rischio, come quello di morte o di sopravvivenza. Per le polizze di impronta finanziaria, come quelle a capitalizzazione o le piu’ recenti index (agganciate a indici di Borsa) e unit linked (collegate ai fondi comuni) non sarebbe prevista invece alcuna agevolazione.

Bagnoli Roberto, Golinucci Paolo

Pagina 1
(29 marzo 1999) – Corriere Soldi

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