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La rendita? Imprevedibile. Niente simulazioni nei piani pensionistici All’ estero si fa così. Ecco una proposta

ASSICURAZIONI Nuove regole dall’ Isvap La rendita? Imprevedibile Niente simulazioni nei piani pensionistici All’ estero si fa così. Ecco una proposta Le polizze perdono la bussola. Una circolare dell’ Isvap (l’ Istituto di vigilanza sulle assicurazioni) ha cancellato per tutti i tipi di polizze, utilizzate per la previdenza completare (forme pensionistiche individuali), l’ obbligo di presentare al cliente il preventivo con lo sviluppo delle prestazioni e dei premi per tutta la durata contrattuale. Un foglietto solo indicativo, che simulava però quale sarebbe stato l’ importo della rendita o del capitale alla scadenza. La novità riguarda anche le polizze vita tradizionali: fino a ieri l’ Isvap fissava, ogni anno, due tassi di riferimento (nel 2000 erano il 6% e il 4% annuo) ai quali le compagnie dovevano far riferimento per calcolare lo sviluppo delle prestazioni. Per le unit linked, le polizze il cui portafoglio è investito in fondi comuni, e quindi anche nel mercato azionario, non è invece mai stata adottata nessuna proiezione sui risultati futuri, proprio per la difficoltà di prevedere performance per definizione non costanti. Ora l’ obbligo decade anche per le polizze tradizionali utilizzate nelle forme pensionistiche individuali anche se investono quasi esclusivamente in obbligazioni. La ragione di questo black out è la volontà di garantire un’ informativa omogenea a quella degli altri strumenti previdenziali, vale a dire fondi pensione e forme pensionistiche individuali più spiccatamente azionarie. Per qualunque tipo di prodotto previdenziale, sia che investa in titoli a reddito fisso sia in Borsa, non c’ è simulazione che tenga. È vero che in questo modo si difende il sottoscrittore da promesse non certe, ma non viene così soddisfatto un bisogno sentito da chi pensa a costruirsi una pensione aggiuntiva: sapere su quale somma potrà contare alla scadenza del piano. Come hanno risolto il problema gli altri Paesi europei? Che tipo di informazioni vengono fornite ai sottoscrittori delle polizze di nuova generazione come le unit linked? Ecco una panoramica, realizzata con l’ aiuto di Skandia, colosso svedese delle assicurazioni. In Danimarca si distingue innanzitutto se l’ investimento è in obbligazioni o in azioni. Per i primi cinque anni di durata della polizza, la proiezione è fatta al 4,44% netto nel caso di fondo obbligazionario e al 6,65% netto per le unit linked azionarie. Dopo il quinto anno, il tasso è del 5% in entrambi i casi. In Germania, così come in Gran Bretagna, le compagnie possono scegliere fra tre tassi (che per le imprese tedesche sono fissati al 3%, 6% e 9%) sui quali impostare i preventivi. Oppure possono utilizzare le performance statistiche del fondo collegato alla polizza. In Austria è previsto soltanto un limite, del 12%, al tasso utilizzabile, mentre la Svizzera non ha fissato regole precise. In Spagna la scelta del tasso sul quale fare i calcoli nel preventivo è lasciata al cliente. Infine la Svezia. Qui è lasciata ampia libertà alle compagnie nelle proiezioni: l’ unico limite è che il tasso non superi il 30%. Rinunciare completamente alle previsioni non sembra dunque necessario, né è una strada molto seguita. Di certo però le proiezioni sono utili solo se realistiche. Un’ ipotesi potrebbe essere di aggiornare ogni anno i preventivi, con i valori corretti e adeguati alle nuove situazioni dei mercati. Al sottoscrittore potrebbe essere consegnato periodicamente un documento che, per il passato, sostituisca ai valori ipotetici quelli realmente ottenuti, e per gli anni rimanenti fissi nuovi tassi legati ai rendimenti medi di titoli di Stato o dei settori nei quali il fondo investe. Un modo per far diventare la pensione di scorta sempre più reale. Paolo Golinucci

Golinucci Paolo

Pagina 14
(19 marzo 2001) – Corriere Economia

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