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L’ incidente fa sbandare la polizza. Da un sinistro rincari per 15 anni e aumenti anche del 175%. Ma si può correre ai ripari…

ASSICURAZIONIQuando conviene rimborsare il danno di tasca propria, senza fare la denuncia L’ incidente fa sbandare la polizza Da un sinistro rincari per 15 anni e aumenti anche del 175%. Ma si può correre ai ripari… Un incidente fa sbandare la polizza. Provocare un danno con l’ auto, oltre alla spesa da sostenere per riparare il proprio veicolo, fa scattare altri rincari. Che possono trasformarsi in una vera e propria stangata facendo salire fino al 175% il costo della polizza negli anni. E questo per il solo effetto del meccanismo del bonus-malus, cioè senza tener conto degli ulteriori rincari tariffari applicati sempre più spesso dalle compagnie ai cattivi automobilisti. Non sempre, quindi, conviene scaricare sulle spalle dell’ assicurazione il rimborso dell’ incidente. Se i danni sono lievi, è meglio far fronte subito alle richieste del danneggiato e pagare di tasca propria. Le regole del gioco. Ogni anno, se non si provocano incidenti (o sinistri) si scende di una classe, di merito nella classifica del bonus-malus con uno sconto che va tra il 5 e il 13%. Viceversa, alla prima denuncia scatta il malus: si peggiora di due classi e l’ aumento della polizza arriva anche al 50%. La pagella conquistata sul campo, cioè la certificazione del grado di bravura al volante, viene mantenuta anche quando si cambia vettura: chi occupa ad esempio la 3ª classe di merito e sostituisce la vecchia auto conserva quel livello. Se invece acquista una vettura in più, la nuova va nella classe d’ ingresso (la 14ª), anche se l’ Isvap ha invitato le compagnie a riconoscere al nuovo veicolo la stessa posizione raggiunta dall’ assicurato. Convenienza. Il livello di convenienza a denunciare un incidente è sconosciuto agli assicurati perché richiede complessi calcoli matematici. Qui a fianco pubblichiamo una tabella standard valida per ogni tipo di veicolo e provincia di residenza dove viene riportato il costo complessivo in percentuale che grava sulla polizza in caso di denuncia di incidente. Si tratta del livello di convenienza: se il costo del rimborso è superiore, conviene far ricorso all’ ombrello protettivo della polizza. Se è inferiore meglio mettere subito mano al portafoglio. Nell’ elaborare la tabella non si è tenuto conto degli ulteriori rincari tariffari applicabili dalla compagnia e, quindi, la soglia di convenienza è prudenziale. Ipotizziamo un neoassicurato in 14ª classe di merito che paga un premio annuo di 1.000.000. Se nel corso dell’ anno provoca un incidente, al rinnovo della polizza il premio aumenta a 1.304.000 per effetto dello slittamento in 16ª posizione di merito. L’ aggravio però non finisce qui: per 15 anni pagherà un premio più alto. Tanto ci vorrà, infatti, per rioccupare la classe cui avrebbe avuto diritto se non avesse provocato un incidente. Con un maggior costo complessivo, rapportato in lire di oggi (inflazione stimata al 4% annuo), di 1.750.000 (il 175% in più). Per gli automobilisti inquadrati nella quattordicesima classe, quindi, la soglia di convenienza corrisponde al 175% del premio pagato. Più anni l’ assicurato ha trascorso senza provocare incidenti, meno alto è il livello della soglia. Ad esempio, per chi è collocato in 2ª classe la soglia si riduce al 32% del premio. Chi paga un premio di 600.000, il costo complessivo di una denuncia d’ incidente è di 192.000 lire. Una garanzia. C’ è una garanzia, poco conosciuta, che può venire in aiuto degli automobilisti che, sfortunatamente, hanno provocato un incidente. Si tratta della clausola cancella-incidente. Vediamo come funziona. Al rinnovo della polizza l’ automobilista trova scritto nella quietanza non solo il nuovo premio ma anche l’ importo pagato dalla compagnia per l’ incidente. A questo punto se il danno è inferiore alla soglia di convenienza può fare dietrofront. Come? Basta offrire alla compagnia il rimborso del danno per non far scattare il malus. E continuare così la discesa nelle classi di «bonus». Paolo Golinucci

Golinucci Paolo

Pagina 18
(30 aprile 2001) – Corriere Economia

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