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Farsi una rendita in Posta

Crearsi una rendita su misura. Per tutta la vita. Grazie alle Poste. Come? Comprando buoni a termine. Il risparmiatore per costruirsi una rendita di scorta non deve fare altro che recarsi in un ufficio postale ed acquistare dei buoni a termine. Questi ultimi sono dei prodotti finanziari (disponibili in 6 tagli variabili da un minimo di 500 mila lire a un massimo di 50 milioni) che permettono il godimento degli interessi maturati a scadenze prefissate (8 o 12 anni). IL MECCANISMO Al termine della “vita” del buono il capitale investito al lordo delle imposte (pari al 12,5%) si raddoppiera’ (nel caso dei buoni con scadenza dopo 8 anni) o si triplichera’ (per quelli con scadenza dopo 12 anni). In pratica questo significa che sui primi viene praticato un interesse netto dell’ 8,17% e sui secondi dell’ 8,79%. Poniamo che il nostro risparmiatore, seguendo il meccanismo ideato dal direttore dei servizi finanziari delle Poste lombarde, Felice Tufano, decida di acquistare ogni mese per 12 anni un buono postale da 500 mila lire. Al termine del dodicesimo anno il primo buono acquistato verra’ a scadenza e fruttera’ al risparmiatore 1.375.000 lire di cui 500 mila lire dovranno essere utilizzate per acquistare un altro buono e 875 mila lire costituiranno la rendita mensile. Il meccanismo in questo modo si alimentera’ in maniera perpetua permettendo al risparmiatore di conservare il capitale investito. Che, nel nostro esempio, a fronte di un investimento di 72 milioni di lire in 12 anni, dopo 24 anni ammontera’ a 198 milioni di lire. IL FATTORE INFLAZIONE Naturalmente dopo 12 anni, a causa dell’ inflazione, il potere d’ acquisto della rendita sara’ di molto inferiore a quello attuale. In pratica, ipotizzando un’ inflazione costante del 4% all’ anno, i 16 milioni e 500 mila lire che il nostro risparmiatore ricevera’ durante il tredicesimo anno saranno equivalenti a circa 6.558.000 lire di oggi (vedi tabella). Per neutralizzare l’ effetto inflattivo occorre acquistare almeno due buoni postali in piu’ ogni anno. I VANTAGGI Innanzitutto la disponibilita’ in tagli minimi (500 mila lire) dei buoni a termine, contro, ad esempio, quelli piu’ elevati di Bot e Cct. Poi la possibilita’ di interrompere l’ investimento in qualsiasi momento, non essendo vincolati ad alcun contratto. GLI SVANTAGGI Il piu’ importante e’ dato dal fatto che il tasso di interesse dei buoni a termine puo’ cambiare, come e’ avvenuto il primo novembre scorso. A quel punto il rendimento originario varra’ solo per i titoli acquistati prima della modifica. Altro punto debole e’ l’ importo dell’ investimento, che non puo’ essere inferiore a 6 milioni l’ anno per 8 o 12 anni. Che non e’ certo poco. Se poi si decide di incassare i buoni prima della scadenza prevista, il tasso di interesse diminuisce. RENDITE A CONFRONTO Se facciamo il confronto con una polizza assicurativa stipulata da un risparmiatore con piu’ di 48 anni (vedi tabella) si vede come solo per cinque anni il rendimento dato dai buoni sia piu’ elevato. Infatti la polizza vita ha il vantaggio di adeguarsi all’ inflazione (per questo nella tabella il valore della rendita e’ costante). In caso di morte del titolare, pero’ , meglio i buoni postali, che permettono agli eredi di incassare il capitale maturato.

Golinucci Paolo, Letizia Marco

Pagina 10
(18 novembre 1995) – Corriere della Sera

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