Forte riduzione dei rendimenti reali, compensata dal drastico taglio dei costi a carico degli assicurati che beneficiano così di maggiori somme investite, rispetto agli analoghi contratti diffusi 35 anni fa. Sono i risultati di un confronto, delle polizze vita «rivalutabili», molto diffuse negli anni ‘90 che anticipavano le attuali forme di previdenza complementare come i piani individuali di previdenza e fondi pensione. Con un medesimo fine, quello di accantonare risparmi e costruirsi una pensione di scorta e con la garanzia sul capitale investito. L’analisi confronta i dati pubblicati sul Corriere della Sera il 20 gennaio 1990 di oltre 30 imprese di assicurazione, e l’ultimo Rapporto dell’Ivass (Istituto di vigilanza sulle assicurazioni). Balza agli occhi dal confronto la riduzione di 10 volte dei costi che i risparmiatori subivano su ogni versamento: erano del tutto inespressi mentre ora vanno appositamente indicati.

x
La composizione
Con le forme attuali ogni 1.000 euro versati nelle polizze rivalutabili, 978 vengono investiti, mentre solo 776 in media lo erano con i prodotti nel 1990. La media dei costi sul versamento, come riportato nella tabella che prendeva a riferimento polizze di rendita vitalizia rivalutabile per assicurato 40enne che versava 1 milione di lire (516,46 euro) per 20 anni, era del 22%, un vero salasso. Su 1.000 euro versati, solo 780 venivano investiti nella gestione separata, i fondi cioè nei quali queste polizze investono garantendo il capitale, anno dopo anno, con gli interessi maturati. Il montante complessivo delle 257 gestioni separate censite dall’Ivass nel 2023 ammonta a 579 miliardi di euro e si compone per il 55,3% di titoli di Stato a reddito fisso (35,2% italiani e 20,1% esteri), di obbligazioni per il 23,8% , per il 17,1% di Oicr (Organismi di investimento collettivo del risparmio), per l’1,6% di azioni ed altri attivi per il 2,2%. Nel 1990 tutte le polizze vita di risparmio riconoscevano un tasso minimo di rendimento annuo per tutta la durata del piano del 3 o 4%. Nel 2023 il 63% dei fondi a gestioni separate ha un tasso minimo pari allo 0%, il 12% un minimo garantito tra 0 e 1% , un 17% tra 1 e 2% ed un 8% tra 2 e 4%. Non tutte le polizze sono ora a garanzia 100% del capitale investito: dei 91,2 miliardi di euro di premi annui raccolti nel 2023 per polizze individuali, un 21,7% investe in unit-linked, non associate alle garantite gestioni separate, ma collegate a fondi di investimento, e quindi a prodotti con capitale a rischio.


