assicurazioni

Polizze Le tradizionali si prendono una rivincita

Tornano di moda le polizze tradizionali. Nel 2015, pur diminuendo il budget di spesa, gli italiani           desiderosi di sicurezza hanno espresso una preferenza a sorpresa per le compagnie non web, giustificata da esigenze assicurative più complesse e quindi non sempre risolvibili con la velocità e l’economicità della Rete. E’ questa una delle maggiori tendenze che emerge dalla XXII edizione dell’Osservatorio        Assicurazioni di Assinext su un campione di 5 mila utenti italiani internet e possessori di almeno una polizza assicurativa. «Si tratta di un trend che potrebbe sorprendere ma che va contestualizzato», puntualizza Andrea Giovenali di Nextplora, la società che ha condotto l’indagine. Giovenali fa presente, infatti, che è in atto una evoluzione delle richieste del nostro paese verso forme assicurative più articolate rispetto al Rc auto come la copertura per la responsabilità civile, le polizze sulla casa, quelle vita, le long term care per la non autosufficienza in caso di malattia e vecchiaia, le polizze per le spese mediche e quelle per gli infortuni.prodotti-preferiti
Tornando al rafforzamento della fiducia verso le compagnie tradizionali tra gli assicurati rispetto al passato, tale fenomeno è spiegato anche per via del migliore trattamento ricevuto dalla propria compagnia in termini di convenienza del premio assicurativo. «E’ indubbio che la forbice di prezzo tra polizze Rc auto offerte dalle compagnie dirette e quelle tradizionali si è ridotto negli anni e, sebbene persistano ancora margini a favore delle prime, il cliente sembra ora più attento all’offerta a 360 gradi» sottolinea Giovenali. 
In pratica, a fronte di richieste che si allargano ad altre coperture assicurative (e quindi non limitate alla sola copertura per l’auto) conta molto il rapporto fiduciario e personale che un agente assicurativo esperto può garantire in misura maggiore rispetto a quello del più sofisticato e innovativo call center. A questo proposito è interessante sottolineare un’altra tendenza che va proprio in questa direzione: mentre i clienti delle compagnie tradizionali mostrano un interesse leggermente crescente verso i call center (dal 35% del 2010 al 46% di quest’anno, stabile rispetto alla percentuale espressa lo scorso anno), i clienti delle dirette evidenziano un consolidamento del ricorso a questo servizio (66%, stabile negli ultimi 5 anni). In parallelo, aumenta in modo significativo, invece, la richiesta di servizi mobile , tramite smartphone e tablet… 
                                                                                                                                     

passione-digitale

Call center
Il servizio di call center resta un pilastro di tutte le tipologie di compagnie, soprattutto per quelle dirette ovviamente ma, in prospettiva, anche per le altre. Tuttavia si tratta di un servizio i cui standard sono dati per scontati: deve essere pronto, sempre disponibile ed efficace. Ma in Italia, uno dei paesi in cui c’è una delle maggiori diffusioni pro capite di smartphone e tablet, l’incremento dell’utilizzo delle app e dei servizi in mobilità nella vita di tutti i giorni spinge anche le richieste nel settore assicurativo. Dall’indagine è possibile anche aggiornare la graduatoria dei motivi in base ai quali i clienti prediligono le compagnie di un tipo o dell’altro. Nell’ambito delle compagnie dirette emerge che il risparmio in termini di minor premio da pagare passione-digitaleresta al primo posto (43% delle risposte), seguito dalla comodità di poter operare completamente a distanza (31%), quindi la personalizzazione della polizza (15), l’assenza di burocrazia (16%) e la maggiore trasparenza (13%). Nel segmento delle polizze tradizionali, sono invece apprezzati soprattutto la presenza delle agenzie fisiche (30%), la possibilità di avere un consulente dedicato (29%), una maggiore consulenza (24%) e la considerazione di fiducia e affidabilità (20%). «La sfida delle compagnie dirette per i prossimi anni consiste, a mio avviso, nel riuscire a svincolarsi dalla capacità di imporsi esclusivamente tramite il costo ridotto, una politica efficace nella fase iniziale per guadagnare quote di mercato in segmenti dove il prezzo è importante, come la rc auto che in Italia è vissuta quasi alla stregua di una tassa aggiuntiva», è la riflessione finale di Giovenali.

 

Ora le compagnie dirette devono riuscire a proporre servizi a valore aggiunto creando un proprio brand distintivo che faccia leva sulla tecnologia, sull’innovazione e sulla facilità di interazione con il cliente. 

Fonte : Francesca Monti – CORRIERE DELLA SERA – Corriere Economia 16/11/2015

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