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RC AUTO -Governo al Volante . Arriva la mini-riforma

Scatola nera a spese dei clienti e le compagnie potranno non offrire polizze ad hoc. Tariffe ridotte se si va nelle officine convenzionate DI ROBERTO E. BAGNOLI

S i raffredda la tensione sull’Rc auto: dopo anni di forti aumenti, infatti, i prezzi hanno cominciato a scendere. Il settore rimane però il grande malato del mercato assicurativo, oltre a rappresentare una voce molto pesante del bilancio familiare. Le tariffe italiane sono le più care d’Europa: alcune compagnie stanno lanciando iniziative per alleggerirne l’onere attraverso la rateazione dei premi (vedi altro articolo in questa pagina).
Il pacchetto
Il governo, dal canto suo, sta correndo ai ripari con una serie di misure che nei prossimi giorni saranno inserite nel collegato alla legge di Stabilità. «Rappresentano il massimo che in questa fase siamo riusciti a fare — spiega Simona Vicari, sottosegretario allo Sviluppo economico, che nei mesi scorsi ha coordinato insieme a Ivass e Antitrust un tavolo tecnico che ha raccolto i contributi di tutti gli attori del sistema —. Abbiamo trovato una serie di misure equilibrate che puntano a contenere il costo dei risarcimenti, e quindi le tariffe. Il contributo più importante verrebbe dalle tabelle sulle lesioni gravi, di cui da anni si attende il varo, e che per una serie di ricorsi sono ferme al ministero della salute. Per sbloccarle ci vorrebbe una prova di forza».
Il pacchetto varato dallo Sviluppo economico prevede una serie di misure, fra cui l’aumento a dieci milioni di euro (senza oneri aggiuntivi per gli assicurati), del massimale previsto per i pullman. Il problema è diventato di drammatica attualità dopo il gravissimo incidente avvenuto nei mesi scorsi sull’A16.
Il primo punto del pacchetto è rappresentato dalla scatola nera. «Le compagnie non saranno obbligate a offrire polizze che utilizzano questo sistema — spiega Vicari —. Il costo dell’installazione, in media sui 75-80 euro, sarà a carico dell’automobilista che accetta di montarla: la compagnia, però, dovrà da subito riconoscergli uno sconto superiore a quest’importo. Salvo casi di forza maggiore il diritto a richiedere l’indennizzo per i danni materiali decadrà dopo sei mesi dal fatto, rispetto ai due anni attuali».
Un altro punto importante riguarda il risarcimento in forma specifica presso carrozzerie convenzionate con la compagnia, dove l’assicurato non paga. «All’automobilista che sottoscrive una polizza basata su questo sistema dovrà essere riconosciuto uno sconto — spiega Vicari — e sulla riparazione sarà prestata una garanzia di due anni. Per gli intermediari rimarrà l’obbligo di fornire al cliente tre preventivi; sarà realizzato inoltre un preventivatore più completo dell’attuale».
Le opinioni
Non è entusiasta la reazione delle compagnie, secondo cui non si è fatto abbastanza per contenere l’elevato costo degli indennizzi. «Se le regole per i risarcimenti fossero in linea con quelli degli altri paesi — sottolinea Alessandro Santoliquido, direttore generale di Sara assicurazioni e presidente della commissione auto dell’Ani — i premi dell’Rc auto potrebbero essere anche cinque miliardi di euro in meno, un importo più alto della prima rata dell’Imu». La voce più consistente è rappresentata dai danni alla persona, che per le compagnie rappresentano circa il 70% dei costi. «La tabella unica per il risarcimento delle lesioni gravi permetterebbe, da subito, una riduzione delle tariffe intorno al 4-5% — spiega Santoliquido —. Per le altre misure, l’impatto in termini di costi è ben diverso a seconda di come saranno realizzate. Per il risarcimento in forma specifica, se l’assicurato va presso un’officina diversa da quella convenzionata, la compagnia dovrebbe riconoscere l’importo che versa a quest’ultima. Così le tariffe potrebbero scendere del 4% a livello nazionale e dell’8% a Napoli, dove è maggiore l’incidenza dei danni materiali».
E’ critico il punto di vista delle associazioni dei consumatori. «Queste misure sono utili, ma da sole non bastano — sottolinea Fabrizio Premuti, presidente di Konsumer Italia —. Manca quella riforma complessiva che sarebbe indispensabile per contenere il costo dei risarcimenti e, quindi, delle tariffe. La scatola nera ha un senso se è montata su tutti i veicoli, altrimenti si rischia che sia scelta solo dai bravi assicurati, e non da chi truffa le compagnie». In base a una disposizione europea, dal 2015 dovrà essere installata su tutti veicoli nuovi. «Si potrebbe anticipare l’obbligo all’anno prossimo — spiega Premuti —. E per i veicoli già in circolazione, prevedere che debba essere montata a ogni cambio di proprietà».

Fonte : Roberto E. Bagnoli – Corriere della Sera /Corriere Economia  lunedì’ 28 ottobre 2013
http://www.iomiassicuro.it

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