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UN PARACADUTE DA SEI MILIONI ALL’ ANNO

ASSICURAZIONI COME OTTENERE IL MASSIMO .Mezzo milione al mese per assicurarsi la vita quotidiana. L’ investimento in tranquillita’ di una famiglia media (padre, madre e un bambino) non e’ un impegno di poco conto. E, visto che mettere il paracadute a casa, automobile, salute e infortuni costa cosi’ tanto, bisogna davvero valutare bene le offerte sul mercato delle polizze. Senza dimenticare le regole fondamentali di questo gioco, molto complesso e non sempre trasparente. Si’ , perche’ chi sottoscrive un contratto deve sempre fare molta attenzione ai limiti delle garanzie, ai costi che a volte rimangono “nascosti” e alle clausole vessatorie. In queste pagine, facendo i conti in tasca alla nostra famiglia immaginaria, si e’ cercato di costruire un piccolo vademecum per ottenere il massimo dalle compagnie, facendo valere nel modo piu’ corretto i propri diritti. Prima di firmare. Le clausole abusive, spesso scritte in caratteri piccoli, avvantaggiano solo le compagnie. Anche se il recepimento di una direttiva europea, che fa un po’ d’ ordine nel campo, ha appena dato un’ ulteriore arma di contestazione ai consumatori. Le clausole piu’ utilizzate (finora) sono la facolta’ di recesso, ovvero la disdetta della polizza dopo un incidente, e la “arbitrale”. Con la prima si scarica il cliente nel momento del bisogno, con la seconda, si rende molto piu’ costosa l’ obiezione del danneggiato nelle controversie legate ai risarcimenti. Attimo fuggente. Gestire bene le proprie polizze e’ anche una questione di tempistica. Concentrare le scadenze di tutti i pagamenti nello stesso periodo dell’ anno semplifica il controllo della spesa di famiglia. Chi poi vuole diluire gli esborsi, puo’ chiedere di dividere i versamenti in rate semestrali o trimestrali. Attenti agli interessi per il frazionamento del premio. Calendario. Bisogna sempre tenerlo d’ occhio. Chi vuole estinguere qualche contratto deve avere chiari i termini concessi. Per l’ Rc auto, ad esempio, la disdetta va data almeno con 60 giorni di preavviso. Per tutte le altre polizze ci vogliono 90 giorni. Ultimo ma non meno importante avvertimento: pagare in ritardo un premio puo’ essere pericoloso. Dopo 15 giorni la garanzia della polizza viene sospesa. E l’ ombrello protettivo rimane chiuso in caso di incidente. Dove reclamare. E se davvero qualche cosa va storto? La prima cosa da fare e’ cercare di ragionare con la compagnia. Se non venite a capo di nulla si puo’ sempre chiedere il verdetto dell’ Isvap, l’ Istituto che vigila su tutte le assicurazioni. Le lettere di protesta vanno sempre spedite in doppia copia, una alla direzione della vostra compagnia e una all’ Ufficio Reclami dell’ Isvap, via Colonna 39, 00193 Roma. ————————- PUBBLICATO —————————— TITOLO: Tutte le coperture per vivere piu’ tranquilli – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Il nostro paracadute familiare e’ fatto di sei spicchi: due polizze per la casa, due per l’ automobile, due per la salute. Ognuna delle societa’ interpellate (sono state scelte le prime nove compagnie per raccolta, appartenenti a gruppi diversi) ha confezionato il suo, utilizzando premi e garanzie chiesti da una coppia milanese. Automobile. Il capofamiglia, impiegato trentacinquenne, deve assicurare la propria autovettura, una Fiat Punto 90SX. Per l’ Rc auto e’ in classe di merito 9. I massimali di copertura per i danni a terzi sono di tre miliardi; la garanzia incendio e furto e’ di 20 milioni. Infortuni. A tutela della famiglia, composta dalla moglie di 34 anni e figlia di otto, il marito ha chiesto una copertura per 200 milioni (morte) e per 300 (invalidita’ permanente). Malattia. E’ previsto il rimborso delle spese mediche in seguito a ricovero ospedaliero per infortuni o malattia, oltre a quelle affrontate 90 giorni prima e 90 giorni dopo il ricovero. Il massimale e’ di 100 milioni l’ anno per l’ intero nucleo. Casa e responsabilita’ civile. La polizza contro l’ incendio e garanzie accessorie copre 300 milioni per l’ immobile e 50 milioni per l’ arredamento. Mentre il massimale di copertura per i danni che i componenti della famiglia, compreso il cane, potrebbero procurare a terzi ammonta a 500 milioni. Non e’ compresa la garanzia furto perche’ di difficile comparazione. In media si spenderebbero altre 200.000 lire per ogni dieci milioni assicurati. ————————- PUBBLICATO —————————— ATTENTI AI COSTI NASCOSTI E ALLE PROMESSE TROPPO GENEROSE TITOLO: Le mille insidie delle polizze vita LE BRUTTE SORPRESE DI CHI RISCATTA QUANTO PESANO I CARICAMENTI – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Costi nascosti, prodotti non corrispondenti alle esigenze dell’ assicurato, promesse un po’ troppo generose: ecco le principali insidie dei contratti di assicurazione vita. COSTI POCO TRASPARENTI E’ il problema forse piu’ spinoso. La maggior parte delle compagnie non dice ai clienti quanto incidono i cosiddetti “caricamenti”, vale a dire le spese sostenute dalla societa’ e addebitate ai sottoscrittori. Negli ultimi anni il loro peso e’ un po’ diminuito (la media e’ inferiore al 15%), ma in passato piu’ del 20% di quanto l’ assicurato versava finiva in commissioni. Il consiglio e’ di dare la preferenza alle compagnie, per fortuna sempre piu’ numerose, che dichiarano esplicitamente i costi. E che, non a caso, sono anche le meno care (i caricamenti possono scendere anche intorno al 5%). Non e’ un problema marginale: se la compagnia trattiene per se’ il 15% del premio, solo l’ 85% che resta (sempre che non vi siano coperture diverse, per esempio il caso morte) viene investito per fornire il capitale o la rendita previsti dal contratto. Tanto piu’ elevati sono i caricamenti tanto piu’ ridotto sara’ il rendimento finanziario. RETROCESSIONE Non bisogna dimenticare, poi, che la quota di premio trattenuta a ogni versamento non esaurisce il capitolo “costi”. Il rendimento dei fondi nei quali sono investiti i premi (e che garantisce prestazioni rivalutabili) non viene attribuito interamente agli assicurati, ma solo in una determinata percentuale, la cosiddetta “aliquota di retrocessione”. Questa e’ pari normalmente all’ 80%: il 20% del rendimento viene quindi trattenuto dalla compagnia (una sorta di commissione di gestione), e il resto va effettivamente al cliente. PRODOTTI SU MISURA? La preferenza degli assicuratori per le polizze miste e’ dura a morire. E molti continuano a proporle anche ai single piu’ impenitenti. I contratti di questo tipo garantiscono al tempo stesso una prestazione a scadenza se l’ assicurato e’ in vita, e un capitale agli eredi se muore prima. E’ una soluzione inutile per chi non ha nessuno a carico o ha i figli adulti. E costosa perche’ , a parita’ di premi versati, una polizza mista garantisce prestazioni inferiori a quelle offerte da un’ assicurazione di rendita o di capitale differito, proprio a causa dell’ incidenza della copertura caso di morte. IPOTESI E PROMESSE Nella “nota informativa” che gli assicuratori mostrano ai clienti sono riportate le ipotesi di capitale o rendita a scadenza. Ma spesso non si sottolinea con sufficiente chiarezza che si tratta solo di ipotesi: le cifre si basano sul rendimento ipotetico del fondo, negli anni che verranno, da oggi alla scadenza del contratto. Un’ indicazione certa e’ data invece dal capitale o dalla rendita garantiti alla scadenza, anch’ essi riportati nella nota informativa, che rappresentano un preciso impegno per l’ assicuratore (il rendimento minimo garantito dalle varie societa’ e’ del 3 4% all’ anno). PUNITO CHI SI PENTE Tutti i contratti prevedono, a partire almeno dal terzo anno, la possibilita’ di riscattare la polizza, cioe’ di interrompere il pagamento dei premi, e di farsi versare una somma in contanti, calcolata in funzione dei premi versati sino a quel momento. Nella maggior parte dei casi (vedere grafico) la soluzione e’ molto penalizzante: nei primi anni del contratto si ottiene una cifra inferiore al totale dei premi versati. Il pareggio tra capitale riscattato e somme pagate si raggiunge all’ incirca a meta’ percorso. Prima di effettuare l’ operazione meglio verificare qual e’ il valore di riscatto in quel momento. E valutare se non e’ il caso di proseguire il pagamento ancora per un po’ , per non rimetterci. Tra i contratti piu’ nuovi ve ne sono comunque alcuni che consentono il riscatto con maggiore facilita’ , e a condizioni piu’ favorevoli per l’ assicurato. SE IL PREMIO CRESCE TROPPO Alcune polizze prevedono la rivalutazione del premio, che cresce quindi di anno in anno (in una misura determinata in base alla rivalutazione delle prestazioni). Puo’ accadere che il premio diventi eccessivo: occorre percio’ tenere d’ occhio questo aspetto, e chiedere, non appena si arriva a un livello di guardia, il blocco della rivalutazione. Capitale assicurato. Il valore reale attribuito ai beni che si vogliono garantire. Nelle polizze vita e infortuni e’ il valore attribuito alla persona. Nei contratti di responsabilita’ civile, invece, coincide con il massimale. Caricamenti. Sono le “spese” della polizza, cioe’ la parte del premio che viene destinata dalla compagnia alle spese di gestione del contratto. Massimale. E la cifra massima che l’ assicuratore puo’ essere chiamato a pagare al suo cliente. Perizia. La stima di un esperto sull’ effettivo valore di un bene o dei danni provocati da un sinistro. Premio. E il costo della garanzia richiesta. Pagarlo e’ il principale obbligo di chi firma una polizza. Puo’ essere unico o periodico, costante o crescente. Sinistro. In termine tecnico si chiama cosi’ il verificarsi dell’ evento assicurato (malattia, incidente e cosi’ via). ————————- PUBBLICATO —————————— TITOLO: L’ assistenza? Non e’ garantita – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – L’ assistenza all’ assicurato che ha appena subito un danno, in genere, non e’ un pezzo forte delle compagnie. Soprattutto in caso di incidenti automobilistici. In questa fase l’ utente avrebbe bisogno di maggiore consulenza: le polizze prevedono a suo carico adempimenti che, spesso, non sono di facile attuazione. Capita non di rado, invece, che l’ assistenza fornita sia piuttosto carente. E la conseguenza e’ ovvia. Il liquidatore che deve provvedere materialmente all’ istruzione della pratica di risarcimento non puo’ farlo o lo fa in ritardo per mancanza della documentazione necessaria. Un comportamento piu’ attivo da parte delle compagnie e degli agenti che hanno venduto le polizze ai clienti potrebbe risolvere molti intoppi che allungano la fase della liquidazione. ————————- PUBBLICATO —————————— TITOLO: Casa, tutti i segreti per proteggerla al meglio – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Una protezione per il tetto domestico, da scegliere con cura. Per evitare spiacevoli contestazioni e premi troppo salati. Non solo immobile. Partiamo dall’ incendio. Non assicurate solo i muri: alla garanzia sul fabbricato, richiesta sempre dalla banca quando si chiede un mutuo, e’ bene affiancare quella per arredamento, mobilio, elettrodomestici. Svalutazione. Con il passare degli anni, se rimane costante il valore dato in polizza e l’ immobile si rivaluta, puo’ succedere che i valori reali non corrispondano piu’ a quelli assicurati. E si rischia il risarcimento in “proporzionale”. Se il fabbricato assicurato sette anni fa per 200 milioni ora ne vale 300, e il danno subito per l’ incendio e’ di 50 milioni, l’ indennizzo sara’ per la regola proporzionale, pari a 2.3 del danno, quindi a 33 milioni. Negoziate sempre l’ inclusione della clausola di “adeguamento automatico” delle somme assicurate e del premio all’ indice Istat, oltre a una tolleranza del 15 20% sulla regola proporzionale. Stima dei danni. Di norma le compagnie calcolano l’ indennizzo al netto della “vecchiaia” dell’ immobile e del suo contenuto. Cosi’ facendo pero’ l’ assicurato, nel caso debba ricostruire una porzione del fabbricato di dieci anni fa andata distrutta, non si trova in mano la cifra necessaria per pagare tutti i lavori. Quindi e’ fondamentale contrattare l’ inserimento di una specifica clausola “a valore nuovo”. Franchigia. Quella parte di danno che rimane a carico dell’ assicurato. Normalmente 150 200.000 lire. Attenzione: l’ innalzamento a 500 mila lire o a un milione proposto ultimamente da alcune compagnie non giustifica interessanti riduzioni di prezzo. Danni. Nel pacchetto assicurativo dell’ abitazione, una garanzia che e’ bene inserire e’ quella della responsabilita’ civile della famiglia. Si e’ cosi’ coperti per danni a terzi. Escludere quelle garanzie che non servono piu’ e che possono far risparmiare un 20.40% del premio. Tre esempi: fatti provocati da figli minorenni, proprieta’ di animali, esercizio della caccia. Confini precisi. Non tutte le polizze di responsabilita’ civile della famiglia offrono tutela all’ estero: prima di partire controllare i confini. ————————- PUBBLICATO —————————— TITOLO: Ma quanti trabocchetti nella tutela della salute – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Inutile illudersi, le polizze malattia non sono ancora una valida alternativa al Sistema sanitario nazionale. La garanzia base prestata dalle compagnie, infatti, prevede soltanto il rimborso del ricovero ospedaliero per malattia o infortunio, dell’ eventuale intervento chirurgico e delle prestazioni sanitarie (esami e cure) compresi in un intervallo precedente e successivo al ricovero stesso. Coperture. Quasi nessuna formula rimborsa le spese dentistiche, mentre l’ indennizzo di altre visite specialistiche e’ soggetto a franchigie: una parte del costo, cioe’ , non viene risarcita. Molte malattie gravi non sono coperte (ad esempio quelle mentali). Attenzione anche ai limiti di spesa: quasi tutte le polizze, infatti, prevedono dei massimali. E la garanzia si puo’ estendere alle malattie che non comportano ricoveri soltanto pagando un sovrappremio. Malattie preesistenti. Il questionario anamnestico, da compilare quando si stipula il contratto, puo’ essere fonte di molti guai. E un modulo in cui bisogna specificare i mali avuti in passato: se non vengono dichiarati, la compagnia puo’ annullare il risarcimento. Le manovre delle societa’ per escludere l’ indennizzo si basano proprio sul tentativo di sostenere che il cliente non aveva dichiarato una patologia precedente alla sottoscrizione della polizza. In casi del genere il cliente puo’ chiedere una perizia di parte per contestare. E spendendo 300 400 mila lire accelerare il risarcimento. Recesso. E’ una clausola capestro tuttora presente in molte polizze. Consente alle compagnie, nei primi due anni, di disdettare il contratto dopo la denuncia di un sinistro: cosi’ l’ assicurato si trova senza copertura proprio quando ne ha piu’ bisogno. L’ Isvap l’ ha ritenuto ammissibile nei contratti poliennali. Le compagnie, comunque, affermano di utilizzare raramente questa facolta’ . Capita abbastanza spesso, invece, che, alla scadenza, la polizza non venga piu’ rinnovata. Per non incorrere nei rigori dell’ Unione europea qualcuno adesso consente il recesso anche al cliente. “Una soluzione . ribatte Cinzia De Clara, che per il Movimento consumatori ha condotto un’ indagine comparativa . che elimina il carattere abusivo della clausola, senza offrire una maggiore tutela”. ————————- PUBBLICATO —————————— TITOLO: Quelle pratiche troppo lente – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Nella lunga lista di lamentele arrivate all’ Isvap nel 1994 (precisamente i reclami sono stati 12.978) un posto di riguardo spetta alle denunce ritardi nella liquidazione dei sinistri con danni alle persone. Purtroppo, nel nostro Paese, manca una legge che obblighi le compagnie a risarcire in questi casi il danno entro un periodo di tempo determinato e tutto e’ lasciato al buon cuore delle imprese. E’ vero che per accertare l’ entita’ dei postumi permanenti e’ necessario far visitare gli assicurati dopo la loro guarigione. Ma capita piuttosto di frequente che, anche dopo la visita, le compagnie non comunichino agli assicurati le somme offerte e che si debba sollecitarle per ottenere cio’ che spetta di diritto agli assicurati. ————————- PUBBLICATO —————————— TITOLO: Furto e incendio della macchina: tariffe salate e indennizzi avari – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Tariffe salate e indennizzi avari. Per molti assicurati le delusioni di una polizza contro il furto e l’ incendio della macchina sono davvero grandi. Vediamole una per una. I rincari. La prima scatta al momento di pagare: ultimamente i premi, soprattutto per le auto di lusso e per quelle assicurate in zone a rischio (grandi citta’ e Sud Italia), hanno subi’ to aumenti anche del 50%. Per una vettura che vale 30 milioni a Roma o a Milano se ne possono spendere da 1,2 a 1,8, mentre gli scoperti e le franchigie (cioe’ le quote di danno che in caso di sinistro rimangono a carico del cliente) vanno dal 20 al 25%. In pratica, se l’ auto viene rubata, si ottengono dai 22,5 ai 24 milioni. La trappola del valore. Quando rinnova il contratto l’ automobilista dovrebbe ridurre il valore assicurato dichiarato per il veicolo, facendolo corrispondere a quello commerciale. Piu’ un’ auto invecchia, infatti, piu’ il prezzo di mercato diminuisce. E l’ assicurazione paga il risarcimento danni basandosi proprio su questo. Se, dunque, il valore assicurato e’ superiore all’ effettivo valore commerciale il cliente paga inutilmente un premio piu’ alto. Attenzione a non esagerare al ribasso pero’ : se infatti il valore assicurato risulta inferiore a quello commerciale, in caso di sinistro l’ impresa rimborsa solo la parte del danno proporzionale al rapporto fra i due importi. Un esempio: se la macchina vale 40 milioni e il valore assicurato era pari a 10 (cioe’ un quarto del valore reale), il rimborso di un danno di 2 milioni sara’ pari a 500 mila lire. Inoltre bisogna controllare che la compagnia sia corretta: l’ Isvap ha gia’ messo al bando (Rapporto sull’ attivita’ del ‘ 93) la prassi di chi propone nuove condizioni piu’ svantaggiose quando il cliente chiede una diminuzione del valore assicurato perche’ l’ auto si e’ deprezzata. L’ odissea del furto. E se l’ auto viene rubata? Prima bisogna mandare alla compagnia una copia della denuncia, insieme alle chiavi dell’ auto e all’ estratto cronologico generale del Pra (Pubblico registro automobilistico). Poi l’ automobilista deve procurarsi il “certificato di chiusa inchiesta” alla cancelleria del Tribunale. Tempo medio per ottenerlo: almeno sei mesi. Alcune compagnie tentano di subordinare l’ indennizzo (il cui diritto si prescrive in un anno) alla presentazione di questo foglio. L’ Isvap, invece, ha chiarito (Rapporto ‘ 92) che questa pretesa non e’ legittima. Quindi, nel caso il risarcimento venisse negato per questo, fate valere le vostre ragioni. Risarcimento magro. Ultime delusioni sull’ entita’ dell’ indennizzo. Quasi tutti gli assicuratori hanno ridotto drasticamente (a non piu’ di sei mesi) il periodo trascorso dall’ immatricolazione della vettura entro cui viene rimborsato il valore iniziale (“a nuovo”) dell’ auto. E il giro di vite riguarda anche i criteri per rimborsare i danni parziali. Spesso poi l’ incasso del risarcimento non e’ una passeggiata: molte imprese, secondo le associazioni dei consumatori, non emettono l’ assegno insieme alla firma della quietanza e non rispettano nemmeno il termine di 15 giorni indicato dall’ Isvap (Rapporto ‘ 92). ————————- PUBBLICATO —————————— TITOLO: Infortuni, la scala dell’ invalidita’ – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Dall’ eta’ massima alla scala adottata per l’ invalidita’ . Ecco tutte le cose da tenere sotto controllo quando si firma una polizza contro gli infortuni. Copertura. La garanzia puo’ riguardare tutto. Oppure soltanto lo sport o l’ attivita’ lavorativa. Bisogna sempre indicare esattamente la professione (ed eventuali cambiamenti). Se si dichiara un’ occupazione, e in realta’ se ne fa un’ altra con maggiori rischi di infortunio, l’ indennizzo puo’ scendere fino al 45%. Eta’ massima e recesso. E fissata spesso a 75 anni: chi li compie durante il contratto e’ coperto fino alla prima scadenza. La compagnia puo’ annullare la copertura in caso di sinistro: in genere, pero’ , questa facolta’ e’ limitata ai primi due anni. Franchigie. E la quota di danno che rimane a carico del cliente. Di solito e’ il 3% per l’ invalidita’ permanente parziale e i primi 5 giorni per l’ inabilita’ temporanea. Le prestazioni. In caso di morte o invalidita’ permanente totale viene versato l’ intero capitale assicurato. Negli altri casi l’ indennizzo e’ commisurato al grado di invalidita’ . Esistono due scale diverse: quella dell’ Ania (Associazione delle compagnie) e quella, piu’ favorevole, dell’ Inail (Istituto per l’ assicurazione infortuni sul lavoro). Le differenze sono sensibili. La sordita’ completa, per esempio, vale 40 punti di invalidita’ per l’ Ania e 60 per l’ Inail: se la polizza ha un capitale assicurato di 200 milioni per invalidita’ permanente totale, a seconda della scala adottata il risarcimento puo’ oscillare da 80 a 120 milioni. ————————- PUBBLICATO —————————— OCCHIO ALLA “CARENZA” TITOLO: Una sfilza di documenti – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Risarcimenti senza fretta: per ottenere l’ indennizzo occorrono in media almeno due mesi. Le compagnie, poi, cercano di allungare i tempi, richiedendo uno alla volta i documenti necessari. Per accelerare la pratica l’ assicurato, quando chiede il risarcimento, deve presentare la prescrizione del medico curante relativa al ricovero o all’ accertamento diagnostico subi’ to e i giustificativi di spesa. Attenzione anche alla cosiddetta “carenza”. In molti casi, infatti, la copertura della polizza non e’ immediatamente operante, ma scatta dopo un certo periodo. I termini, diversi da caso a caso, non dovrebbero superare i 300 giorni per il parto e i 30 per le malattie. Questo significa che chi chiede un rimborso prima non avra’ diritto a nulla. Mentre le patologie provocate da infortuni sono coperte indipendentemente dal momento in cui si verificano. ————————- PUBBLICATO —————————— TROPPE SPESE SE SI ABITA LONTANO TITOLO: La beffa dell’ arbitrato – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Se l’ assicurato non e’ d’ accordo con la valutazione della compagnia sul risarcimento dei danni puo’ rivolgersi a un collegio medico legale che in veste di arbitro fissa l’ entita’ dell’ indennizzo dovuto. Malgrado i richiami dell’ Isvap (Rapporto ‘ 93), pero’ , molti dei vecchi contratti prevedono ancora che questo collegio si riunisca nel luogo dove si trova la societa’ anziche’ nella citta’ sede dell’ Istituto di medicina legale piu’ vicina all’ assicurato. Cosi’ , se le cifre in gioco sono modeste, molti preferiscono lasciar perdere, finendo per accettare la somma proposta dalla compagnia. ————————- PUBBLICATO —————————— I RISCHI IMPREVEDIBILI TITOLO: Si’ alla multigaranzia – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Responsabilita’ civile, furto, incendio. In genere i conti per l’ assicurazione si fanno su queste tre variabili. Ma la casa, a volte, puo’ restare danneggiata per motivi del tutto imprevedibili che possono essere coperti solo da un pacchetto multigaranzia. Cioe’ un tipo di polizza che apre un ombrello anche in circostanze particolari. In genere queste formule coprono i disastri causati da eventi atmosferici (pero’ , non quelli derivati da catastrofi naturali come terremoti o alluvioni) e gli atti di vandalismo. Alcune poi offrono una garanzia anche per i danni provocati dalla rottura delle tubazioni, comprendendo le spese di ricerca del danno. Oltre ai costi per la riparazione vera e propria, quindi, verranno rimborsate anche le parcelle di idraulico, imbianchino e muratore. ————————- PUBBLICATO —————————— SE I TEMPI DI RIMBORSO NON VENGONO RISPETTATI TITOLO: Rc auto, assegni a passo di lumaca quando si ha un incidente – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Piu’ che dalle clausole del contratto, regolato dalla legge in quanto la copertura per la responsabilita’ civile e’ obbligatoria, le grane per gli assicurati nascono dopo, quando si ha un incidente. L’ imputato numero uno e’ sempre lo stesso, il tempo da lumaca che spesso occorre per ottenere il risarcimento. Il problema riguarda un po’ tutti i tipi di sinistro, sia quelli che possono essere risolti con la Cid (Convenzione per l’ indennizzo diretto), sia quelli piu’ complicati. Amichevole, non veloce. Se il modulo blu della constatazione amichevole viene sottoscritto da entrambe le parti, si puo’ essere risarciti dalla propria compagnia anziche’ da quella della controparte. Ma neanche questo garantisce rapidita’ . L’ anno scorso piu’ di un milione e 250 mila sinistri (oltre il 60% di quelli con danni materiali) sono stati liquidati con la Convenzione in media entro 47 giorni dalla denuncia: da quando, cioe’ , ogni automobilista coinvolto nell’ incidente ha consegnato all’ assicuratore il modulo blu. Anche se in leggero miglioramento rispetto al ‘ 93, quando la media era stata di 50, si rimane comunque lontani dai 25 previsti dall’ accordo fra le compagnie aderenti alla Cid: 10 giorni per la perizia e 15 per il risarcimento. Tempi piu’ lunghi. Quando si deve ricorrere al meccanismo tradizionale di liquidazione, le cose si complicano e i tempi fissati dalla legge non vengono assolutamente rispettati. Anche quando e’ prevista la procedura rapida di liquidazione, che puo’ scattare se l’ incidente ha provocato esclusivamente danni alle cose o lesioni personali guaribili entro 40 giorni. In questi casi entro 60 giorni da quando ha ricevuto la denuncia dell’ incidente (30 se si manda il modulo blu sottoscritto anche dall’ altro automobilista), la compagnia che assicura il responsabile deve offrire un risarcimento al danneggiato oppure spiegare perche’ non ritiene di doverlo fare. Se il danneggiato accetta la somma offerta, il risarcimento dovrebbe arrivare in 15 giorni dalla comunicazione. Questi termini, pero’ , rimangono molto spesso lettera morta. Talvolta, ha accertato l’ Isvap, quando arrivano le richieste degli assicurati alcune imprese non mettono il timbro di arrivo, rendendo quasi impossibile controllare il rispetto dei termini. Senza contare che tutte le volte in cui si esce dalla procedura Cid per rientrare in quella tradizionale i tempi saltano: se per esempio il danneggiato rifiuta il risarcimento proposto dalla propria compagnia, la documentazione dev’ essere trasferita a quella che assicura chi ha provocato l’ incidente. Per prendere tempo, la perizia gia’ compiuta a volte viene fatta ripetere dalla seconda. In ogni caso, come denunciano le associazioni dei consumatori, l’ assicuratore che vuole ritardare il pagamento puo’ anche presentare un’ offerta irrisoria, sia pure nei termini di legge. Oppure non rilasciare l’ assegno nel momento in cui viene firmata la quietanza di risarcimento. Prescrizione. Il diritto all’ indennizzo si prescrive in due anni dal sinistro: se la liquidazione va a rilento, inviare una richiesta di risarcimento, in modo da rinviare i termini di prescrizione.

Mariotti Paolo, Marvelli Giuditta, Golinucci Paolo, Conti Cristina, Rotondi Emanuele

Pagina 002/006
(8 aprile 1995) – Corriere della Sera

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