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ANIA SU LIBERALIZZAZIONI ” E’ mancato il dialogo, il risultato è deludente”

Da “IL SOLE 24 ORE” di sabato 3 marzo 2012 Riccardo Sabatini intervista Aldo Minucci Presidente dell`Ania, riprendiamo alcuni dei punti piu’ significativi.

“Si intendeva contenere i costi, riducendo frodi e contenzioso per tenere a freno le tariffe assicurative. Con le modifiche approvate proprio nelle ultime ore c`è il rischio di creare aspettative opposte , nel commentare soprattutto le modifiche al decreto, proposte dai senatori e fatte proprie dall`esecutivo, che impongono agli assicuratori di garantire a priori future riduzioni tariffarie per gli automobilisti virtuosi (non responsabili di un sinistro). E di rimuovere la differenziazione territoriale tra i premi assicurativi della Rc auto. Come se assicurare una macchina a Napoli o in Friuli Venezia Giulia fosse la stessa cosa. Sono incidenti di percorso, si augurano gli assicuratori, che la Camera potrà correggere. Ma intanto hanno cambiato il loro giudizio su un provvedimento che, inizialmente,yedevano con favore. E in fondo anche il giudizio di Minucci è articolato. «Dove il confronto c`è stato – osserva – sono stati raggiunti risultati positivi comuni». In tema di distribuzione dei contratti assicurativi, ad esempio, è stata sbarrata la strada a chi chiedeva di trasformare ope legis in agenti plurimandatari gli intermediari legati a contratto di esclusiva con una compagnia. Piuttosto – chiosa il presidente dell`Ania – «l`articolo del decreto che obbliga gli agenti a consegnare tre preventivi ai clienti che chiedono una copertura Rc auto poteva essere migliore se fosse stato accolto il nostro suggerimento di consentire agli automobilisti di prendere visione dell`intero preventivatore gestito dall`Isvap. Il confronto tra le polizze sarebbe stato più obiettivo». Il risultato più positivo, per le compagnie, è comunque l`emendamento che vincola il risarcimento delle microlesioni fisiche a riscontri clinici obiettivi. «Avremmo preferito – spiega Minucci – l`affermazione di questo principio a 360 gradi su tutte le componenti del danno e non limitato unicamente al danno biologico permanente». Si tratta, comunque di un principio positivo con ricadute a favore dei consumatori perché la modifica «può comportare una riduzione sui prezzi e si somma alle altre parti del provvedimento rivolte a scoraggiare le frodi in assicurazione e, attraverso la dematerializzazione dei contratti assicurativi, il diffuso fenomeno della non assicurazione». A tutto questo, però, si contrappone la «forte preoccupazione su altri aspetti del provvedimento». Il governo voleva promuovere l`uso della scatola nera per favorire comportamenti virtuosi degli automobilisti? «La formulazione finale – osserva il presidente dell`Ania – non solo non ne favorisce la diffusione ma mette a rischio quella che già c`è». In questa partita le componenti di costo per una compagnia diventano tre, l`apparecchiatura, l`onere del suo funzionamento ed in più  “la riduzione significativa” tariffaria da offrire al cliente». Attualmente gli assicuratori, oltre a installare gratuitamente le scatole nere offrono sconti ai clienti i quali tuttavia contribuiscono normalmente a pagare l`onere del servizio di trasmissione dei dati. La ragione, per Minucci, è che in effetti si tratta di servizi informativi (ad esempio sul traffico) di cui gli stessi automobilisti usufruiscono. Ma ora il gioco, per le compagnie, non vale la candela e la «norma finirà per scoraggiare l`uso delle scatole nere. Era quello che si voleva ottenere?». Anche con la riparazione diretta dei veicoli, in.alternativa al rimborso in denaro, l`obiettivo era quello di realizzare un servizio di qualità a prezzi più economici attraverso le officine convenzionate delle compagnia e ricambi più economici. «La formulazione doveva essere più razionale. Ad esempio invece del taglio del 30% dei rimborsi, previsto inizialmente, occorreva stabilire che le compagnie potevano offrire un risarcimento in denaro sulla base dei loro costi per attivare un meccanismo concorrenziale». Ora, però, l`intera norma è saltata e «in mancanza di un incentivo l`effetto virtuoso verrà meno». Ciò che tuttavia preoccupa maggiormente il settore è l`emendamento che impone alle compagnie di predeterminare una riduzione tariffaria agli automobilisti che non faranno incidenti. «Ma in questo modo – sottolinea Minucci – salta la logica mutualistica su cui si si fonda l`industria assicurativa». L`intero onere per gli aumenti dei risarcimenti .e anche per le riduzioni a favore deivirtuosi verrebbe addossato soltanto a quanti (circa 1`8% ogni anno) sono responsabili di un sinistro. Ma questo «comporterebbe a loro carico incrementi di prezzo insostenibili. Siamo alla pura improvvisazione». Lo stesso vale per la modifica parlamentare, anch`essarecepita dal Governo, che surrettiziamente tende a eliminare l`elemento della territorialità nel calcolo delle tariffe assicurative. «Al di là di ogni altra considerazione, sarebbe contraria alle norme comunitarie. Il nostro paese corre il sicuro rischio di essere condannato in sede comunitaria».  Ma pensando al passaggio alla Camera, non manca una nota distensiva. «Per natura sono anche una persona positiva, un ottimista. Credo nel dialogo e che il confronto tra le posizioni crei le premesse per andare avanti».

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