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Decreto-legge sulle liberalizzazioni: il 29 febbraio al Senato e voto finale il 2 marzo

Prosegue anche questa settimana, in Commissione Industria del Senato, l’esame del ddl n.3110 relativo al decreto-legge liberalizzazioni (seduta di martedì 21 febbraio). Secondo quanto deciso dalla Conferenza dei Capigruppo riunita martedì 21 febbraio, il testo dovrà essere pronto per l’esame in Aula nella seduta antimeridiana di mercoledì 29 febbraio; per l’esame del decreto il calendario dei lavori dell’Aula prevede sedute fino alla mattina di venerdì 2 marzo, se necessario. Il decreto scade il 24 marzo.

Durante il corso della mattinata sono stati approvati 4 articoli: il 30, che riguarda la repressione delle frodi nelle assicurazioni, il 31 sulla lotta alla contraffazione dei contrassegni, il 32, quello relativo alla scatola nera e la liquidazione dei danni e il 33 sui fenomeni di false invalidità.

COLPO FRUSTA, ADDIO RIMBORSI. E’ in arrivo una stretta sui ‘colpi di frusta’. Un emendamento alle liberalizzazioni prevede che in caso di incidente stradale «le lesioni di lieve entità, che non siano suscettibili di accertamento clinico strumentale obiettivo, non potranno dar luogo a risarcimento per danno biologico permanente». Come nel caso dei ‘colpi di frusta’.

Per risparmiare sull’assicurazione potrebbe arrivare, insieme con la scatola nera, anche un dispositivo che misuri il tasso alcolemico quando si sale in automobile. Un emendamento prevede infatti che nelle norme che introducono uno sconto sulle tariffe rc auto nel caso si monti la ‘scatola nera’, sia inclusa anche l’adozione di ‘ulteriori dispositivi’ individuati dal ministero dei Trasporti “in grado di rilevare l’idoneità fisica del guidatore anche con riguardo alla misurazione del tasso alcolemico”.

Per quanto riguarda i mutui le possibili novità sarebbero due: la prima riguarda una proposta per eliminare l’obbligo per chi richiede un mutuo di aprire anche un conto corrente. La seconda riguarda il già tanto discusso argomento delle polizze sui mutui: la proposta è di obbligare le banche a proporre almeno due diversi preventivi di polizze “non riconducibili” al medesimo istituto. In ogni caso, il cliente dovrà essere lasciato libero di scegliere autonomamente anche tra le polizze sul mercato.

 

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