Senza categoria

fondi pensione, chi vince e chi perde

Una scelta obbligata ma conveniente per i giovani neoassunti. Lo zampino del Fisco penalizza tutti TITOLO: Fondi pensione, chi vince e chi perde Solo con l’ uso del Tfr si possono rimpinguare le rendite dell’ Inps Costi pesanti: tasse e spese si mangiano il 26% dei versamenti Riusciranno i Fondi pensione a salvare le rendite degli italiani dopo la cura dimagrante imposta all’ Inps? A pochi giorni dal varo della previdenza integrativa il dibattito e’ gia’ aperto. Con pochi dati certi. Fondi obbligatori. La costituzione dei Fondi diventera’ indispensabile per i neoassunti perche’ la loro pensione arrivera’ a malapena al 50 60% dell’ ultima retribuzione. Per chi si e’ gia’ incamminato sulla strada dei contributi all’ Inps, il taglio sara’ ridotto (20.30%), ma sicuramente doloroso. Il Tfr, un asso nella manica. I pesanti oneri fiscali scaricati addosso ai nuovi Fondi e gli scarsi incentivi previsti per i lavoratori, rischiano pero’ di limitare di molto la portata delle pensioni di scorta. Solo con un consistente utilizzo del trattamento di fine rapporto (l’ attuale capitale riconosciuto al dipendente come liquidazione al termine del servizio) si potra’ , infatti, sviluppare l’ era dei pension fund italiani. Un’ impresa non secondaria, se si pensa che attualmente il Tfr e’ un capitale di finanziamento a basso costo per l’ azienda: il trattamento di fine rapporto si rivaluta ogni anno di un importo piu’ o meno pari all’ inflazione (75% dell’ indice Istat maggiorato dell’ 1,5%). Se investito al meglio produrrebbe indubbi benefici per i lavoratori che si ritroverebbero, all’ eta’ del pensionamento, con un importo piu’ sostanzioso. Negli esempi della tabella pubblicata qui a fianco, investendo l’ intero Tfr per i prossimi quaranta anni in una polizza con rendimento del 9% netto (e inflazione al 5%), il dipendente avrebbe accantonato a 65 anni una somma doppia rispetto a quella garantita a regole del gioco invariate: 158 milioni contro i 74 espressi in lire di oggi. Ma vediamo quali sono le regole previste su tre punti critici: contributi, fisco, costi. Finanziamenti. Non possono superare il 10% della retribuzione annua, tenendo conto delle quote versate dall’ azienda e dal singolo. Discorso a parte per il Tfr: per i neoassunti deve confluire per intero nel Fondo pensione. Negli altri casi diventa un parametro indispensabile perche’ il datore di lavoro possa dedurre la sua parte di contributi. La deduzione, infatti, e’ concessa nella misura massima del 50% del Tfr destinato al Fondo. Trattamento fiscale. La scure dell’ Erario si e’ abbattuta pesantemente. E stata introdotta un’ imposta del 15% sui contributi, diversi dal Tfr, versati da lavoratore e azienda. Sulla quota dell’ azienda grava anche un contributo di solidarieta’ del 10%, da versare all’ Inps. I costi. Possono raggiungere il 26%. Se il datore di lavoro e il dipendente versano singolarmente un milione, il Fondo non potra’ investire piu’ di 1.600.000 lire. Ma non e’ finita. Se si calcola l’ imposta che grava sui versamenti (2,5%) e i caricamenti medi di una polizza collettiva, ecco che un altro 8% viene trattenuto e il premio da investire scendera’ a 1.472.000. Restrizioni anche per i dipendenti. E stato innalzato da due milioni e mezzo a tre milioni il tetto di detraibilita’ ma dentro questo contenitore confluiscono i premi per polizze vita e infortuni oltre ai contributi non obbligatori. E cosi’ se un risparmiatore paga gia’ premi assicurativi per 2,5 milioni allo sconto saranno ammesse soltanto altre 500 mila lire. Che cosa scegliere. In questa cornice normativa che cosa conviene al lavoratore? Fermo restando che generalmente a livello finanziario il Fondo rende di piu’ della polizza individuale . grazie ai versamenti del datore di lavoro e soprattutto all’ utilizzo del Tfr . le cose cambiano se e’ gia’ stata sottoscritta un’ assicurazione vita. In questo caso, e’ meglio puntare sul “fai da te” che entrare in un Fondo. Almeno dal punto di vista fiscale: la tassazione separata rende meno conveniente la polizza collettiva rispetto alla soluzione individuale dove, dopo aver pagato alla scadenza la ritenuta del 12,5% sulla differenza tra capitale maturato e somme versate, non si ha piu’ nessun obbligo fiscale. Nel Fondo pensioni, invece, c’ e’ un doppio prelievo: alla ritenuta d’ imposta si aggiunge anche la tassazione separata, che incide mediamente del 15 22%. Da chiarire la tassazione della rendita a scadenza, che per le polizze individuali e’ imponibile del 60%. Paolo Golinucci ————————- PUBBLICATO —————————— TITOLO: Scegliere fra Casse e polizze – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Meglio inaugurare il Fondo pensione o mantenere il Tfr cosi’ com’ e’ e puntare su una polizza vita? Alla domanda si e’ cercato di dare risposta nella tabella. Due i casi esaminati: un neoassunto di 25 anni (retribuzione 25 milioni), e un quarantacinquenne (35 milioni). E stato ipotizzato che la retribuzione cresca ogni anno del 5%, pari all’ inflazione. Il Fondo pensione si convenziona con una compagnia di assicurazioni: la polizza e’ “caso vita” per la costituzione di un capitale o rendita a scadenza. I costi di polizza sono del 7% e il tasso netto di rivalutazione del 9%. Il quarantacinquenne investe una quota pari ad un terzo del Tfr annuo (864.198 lire), l’ azienda versa la quota massima consentitale come deducibilita’ (432.099 lire); 500 mila lire e’ il premio del lavoratore. Nella parte inferiore della tabella si considera che la quota di Tfr utilizzata nel Fondo pensione continui a rivalutarsi alle regole attuali, che la quota dell’ azienda confluisca in busta paga e venga investita, insieme alla propria, in una polizza vita (caricamenti al 15% e rivalutazione dell’ 8%). Stesso ragionamento per il neoassunto. Come si puo’ vedere, per il quarantacinquenne le due soluzioni non si discostano di molto (capitale di 36 milioni attuali per il Fondo, di 30 milioni nell’ altro caso). Per il venticinquenne, grazie alla rivalutazione del Tfr, il capitale finale netto dal Fondo e’ di 163.158.017 lire attuali contro i 67.496.753 lire della formula polizza piu’ Tfr. ————————- PUBBLICATO —————————— TITOLO: Quando s’ incassa l’ anticipo – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – Ecco le regole previste per i Fondi. GLI INTERESSATI. Lavoratori dipendenti, autonomi o liberi professionisti. Per tutti deve essere prevista la libera’ di adesione al Fondo. La costituzione deve avvenire in base a contratti o accordi collettivi, anche aziendali, o possono essere promossi da sindacati firmatari di contratti collettivi nazionali di lavoro. LA GESTIONE. Il Fondo deve gestire le proprie risorse attraverso una convenzione con Sim, e altri intermediari abilitati, assicurazioni, enti di previdenza obbligatoria (come l’ Inps). LE ANTICIPAZIONI. Per i nostalgici del Tfr e’ prevista la possibilita’ di incassare prima del tempo. Le anticipazioni, pero’ , sono ammesse solo per spese sanitarie straordinarie e acquisto prima casa. Attraverso apposita convenzione, i Fondi pensione potranno utilizzare per la raccolta dei contributi, le strutture degli enti previdenziali pubblici. FONDI ESISTENTI. Dal ‘ 94 si applichera’ alle Casse gia’ costituite l’ imposta del 15%. Non cambiano le regole sulla deducibilita’ fiscale e sull’ entita’ complessiva dei versamenti. Metti la rendita in un fondo (Quanto frutta la Cassa pensioni integrativa con polizza vita. Il lavoratore gia’ assunto versa per 20 anni, il neoassunto per 40. Pensionamento a 65 anni) Lavoratore gia’ assunto Neoassunto Quota Tfr 864.198(1) 1.851.852(2) Contributi azienda 432.099(3) 500.000(3) Contributi lavoratore 500.000(4) 148.148(4) Versamenti annui 1.796.297 2.500.000 Versamenti annui netti dopo imposte e costi 1.502.954 2.180.091 Versamenti complessivi lordi 59.396.274 301.999.418 Capitale finale 95.921.787 1.148.641.797 Capitale finale in lire attuali 36.151.918 163.158.017 Prestazioni previste a 65 anni 1)rendita vitalizia annua iniziale 10.542.639 133.622.000 rendita vitalizia annua iniziale a lire attuali 3.973.372 18.960.513 2)50% capitale 47.960.894 574.420.898 50% capitale in lire attuali 18.075.000 81.594.008 piu’ rendita vitalizia annua iniziale 5.271.269 66.811.300 rendita vitalizia annua iniziale in lire attuali 1.986.698 9.490.257 1) Si e’ ipotizzato che il Tfr venga utilizzato per un terzo del suo ammontare annuo 2) Come da previsioni di legge il Tfr confluisce integralmente nel fondo 3) Versamento soggetto a contributo di solidarieta’ del 10% e imposta del 15% 4) Versamento soggetto a imposta del 15% Quali vantaggi per chi continua a fare da se’ (Il caso di un lavoratore che ottiene in busta paga un aumento lordo equivalente alle somme versate, nei due casi precedenti, dal datore di lavoro al fondo. L’ aumento retributivo e una quota parte dello stipendio vengono investite in una polizza vita) Aumento netto busta paga e versato in polizza 308.951 357.500 Versamento lavoratore 500.000 148.146 Totale contributi 808.951 505.648 Versamenti complessivi 26.748.737 61.082.164 Capitale netto da polizza 46.311.617 213.640.156 Quota Tfr rimasta in busta paga (1) 35.904.343 402.335.995 Capitale complessivo 82.115.960 615.976.151 (in lire attuali) 30.946.642 67.496.753 (1) E la stessa quota del trattamento di fine rapporto che nei due casi precedenti e’ stata investita in un Fondo pensioni. Il Tfr continua a rivalutarsi a termini di legge

Golinucci Paolo

Pagina 25
(24 aprile 1993) – Corriere della Sera

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...