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LA PROPOSTA ANTICORRUZIONE : “In campo le Assicurazioni”

Per batimagestere la corruzione nella realizzazione di grandi opere bisogna coinvolgere le assicurazioni in funzione di garanzia contro il rischio di inadempimento, una buona pratica ampiamente diffusa e funzionante negli Usa. A formulare la proposta sono stati ieri a Milano, nell’ambito delle manifestazioni di Bookcity, l’economista Francesco Giavazzi e Remy Cohen, docente di infrastrutture e project financing alla Sda Bocconi. In sostanza l’impresa che si aggiudica l’appalto sottoscrive una polizza che impegna comunque l’assicurazione a completare il lavoro nei tempi e costi promessi. La compagnia di conseguenza ha tutto l’interesse a scremare il mercato e a far pagare un prezzo più alto (della polizza) alle imprese ritenute meno affidabili. «È l’uovo di Colombo — sostiene Giavazzi — perché consente di effettuare aste al prezzo minimo rinviando la procedura di selezione a un soggetto terzo, esterno alla pubblica amministrazione e legato a una logica di mercato». Un uovo che — sorpresa — la legislazione italiana già prevede almeno in base ai dettami della legge 162/2008. Il caso vuole però che da allora si attenda invano l’emissione di un decreto ministeriale attuativo che tarda ad arrivare, perché evidentemente la novità non piace alle lobby del mattone. E proprio degli interessi nascosti che stanno dietro alla corruzione si è discusso ieri a partire dal libro ( Corruzione a norma di legge , editore Rizzoli) che Giavazzi ha scritto con il giornalista Giorgio Barbieri. Una seconda proposta riguarda il «whistleblower» ovvero la gola profonda. Sempre negli States è possibile denunciare in forma anonima sospetti episodi di corruzione, basta accedere a un sito del governo federale e fornire dati e circostanze credibili. Il principio è stato recepito dal neo presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, che ha introdotto la possibilità di utilizzare una mail per segnalare casi di illeciti di cui si è venuti a conoscenza. Per ora è riservata ai soli dipendenti pubblici ma anche in questo caso al denunciante sarà garantito l’anonimato.

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D.D.V. – Corriere della Sera  17 novembre 2014

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